Le statistiche del cancro

Ogni giorno in Italia si scoprono circa 1.000 nuovi casi di cancro. Le cifre presentate dall'Associazione italiana registri tumori (AIRTUM) parlano di una malattia socialmente importante, ma anche dei progressi avvenuti nel tempo grazie alla ricerca.

Ultimo aggiornamento: 12 ottobre 2020

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Il cancro in cifre

Ogni giorno in Italia si diagnosticano più di 1.000 nuovi casi di cancro.

Si stima, infatti, che nel nostro Paese vi siano nel corso dell'anno circa 377.000 nuove diagnosi di tumore, di cui 195.000 fra gli uomini e 182.000 fra le donne

Dalla statistica sono esclusi i tumori della cute non melanomi.

Lo affermano i dati relativi al 2020 derivanti dalla collaborazione tra AIOM (Associazione italiana di oncologia medica), AIRTUM (Associazione italiana registri tumori), Fondazione AIOM e PASSI (Progressi nelle aziende sanitarie per la salute in Italia, che sottolineano come, tenendo conto dell’invecchiamento della popolazione, l’incidenza dei tumori nel periodo 2008-2016 sia in aumento tra le donne (+1,3 per cento per anno dal 2008) e sostanzialmente stabile tra gli uomini.

Restano complessivamente stabili le percentuali di guarigione: il 63 per cento delle donne e il 54 per cento degli uomini è vivo a cinque anni dalla diagnosi.

Quando si valutano i dati statistici riferiti ai tumori, ci si imbatte in termini complicati dei quali è bene conoscere, almeno a grandi linee, il significato: incidenza, mortalità, sopravvivenza, prevalenza e rischio.

L'incidenza

Che cos'è

L'incidenza indica quanti nuovi casi di una malattia, per esempio di un tipo di tumore, vengono diagnosticati in una popolazione di riferimento, di solito 100.000 abitanti, in un arco di tempo definito, di solito un anno.

L'incidenza dei tumori in Italia

  • Si stima che in Italia vi siano in un anno 377.000 nuove diagnosi di tumore, circa 195.000 fra gli uomini e circa 182.000 fra le donne.
  • Nel corso della vita circa un uomo su 2 e una donna su 3 si ammalerà di tumore.
  • Considerando l'intera popolazione, escludendo i carcinomi della cute non melanomi, i tumori in assoluto più frequenti sono quelli della mammella (14,6 per cento) e del colon retto (11,6 per cento), seguiti da quello del polmone (10,9 per cento) e da quello della prostata (9,6 per cento solo nel sesso maschile).
  • Esclusi i carcinomi della cute, i cinque tumori più frequentemente diagnosticati fra gli uomini sono il tumore della prostata (18,5 per cento), il tumore del polmone (14,1 per cento), il tumore del colon-retto (12 per cento), il tumore della vescica (10,5 per cento) e quello del rene e vie urinarie (4,6 per cento); tra le donne, il tumore della mammella (30,3 per cento), il tumore del colon-retto (11,2 per cento), il tumore del polmone (7,3 per cento), il tumore della tiroide (5,4 per cento) e quello del corpo dell'utero (4,6 per cento).
  • Ci sono ancora differenze nella frequenza dei tumori nel nostro Paese, con percentuali inferiori nel meridione che tuttavia stanno gradualmente salendo, avvicinandosi a quelli del centro-nord.

La mortalità

Che cos'è

La mortalità indica il numero di persone decedute in una popolazione di riferimento, di solito 100.000 abitanti, in un arco di tempo definito, di solito un anno, per una particolare causa o per qualunque causa (per esempio si parla di mortalità per cancro, oppure di mortalità per tumore del polmone, o di mortalità totale).

La mortalità per tumori in Italia

  • I decessi dovuti a tumori maligni sono stati, secondo l'ISTAT, quasi 180.085 nell'anno 2017 (100.123 fra gli uomini e 79.962 fra le donne).
  • La mortalità per tumore è in diminuzione in entrambi i sessi, ma l'invecchiamento della popolazione, che è associato al rischio oncologico, fa sì che le morti siano comunque molte in valore assoluto. Per questo la riduzione che si osserva soprattutto in percentuale è difficile da percepire.
  • Anche i bambini e i ragazzi tra 0 e 19 anni che muoiono di tumore sono sempre meno: i decessi sono circa un terzo di quelli registrati nei primi anni Settanta.

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La sopravvivenza

Che cos'è

La sopravvivenza dopo la diagnosi di tumore è uno dei principali indicatori che permette di valutare in base a studi epidemiologici sia la gravità della malattia, sia l'efficacia del sistema sanitario. Si misura calcolando quanto sopravvivono in media le persone che sono colpite da un cancro con determinate caratteristiche al momento della diagnosi. La sopravvivenza è fortemente influenzata da due elementi: la diagnosi precoce e la terapia. La diagnosi precoce che i pazienti ricevono grazie ai programmi di screening per il tumore della mammelladel colon-retto e della cervice uterina, è anche associata a una maggiore probabilità che gli stessi pazienti siano curati più efficacemente. Parallelamente gli sviluppi delle terapie oncologiche (per esempio la recente introduzione di farmaci a bersaglio molecolare) sta contribuendo ad aumentare la sopravvivenza.

Nei cinque anni successivi alla diagnosi gli esami di controllo sono piuttosto ravvicinati, contribuendo a stabilire la cosiddetta sopravvivenza "libera da malattia", un indicatore ormai entrato nell'uso comune.

La sopravvivenza dai tumori in Italia

  • In Italia la sopravvivenza media a cinque anni dalla diagnosi di un tumore maligno è del 54 per cento fra gli uomini e del 63 per cento fra le donne.
  • La sopravvivenza è aumentata negli anni e inoltre, a livello individuale, migliora man mano che ci si allontana dal momento della diagnosi.
  • È particolarmente elevata la sopravvivenza dopo un quinquennio in tumori frequenti come quello del seno (87 per cento) e della prostata (92 per cento).
  • Il cancro è ancora la seconda causa di morte (il 29 per cento di tutti i decessi) dopo le malattie cardiovascolari, ma chi sopravvive a cinque anni dalla diagnosi ha, per alcuni tumori (testicolo, tiroide, ma anche melanoma, linfomi di Hodgkin e, in misura minore, colon-retto), prospettive di sopravvivenza vicine a quelle della popolazione che non ha mai avuto una neoplasia.
  • In Italia i valori di sopravvivenza sono sostanzialmente in linea con quelli dei Paesi nordeuropei, degli Stati Uniti e dell'Australia.

La prevalenza

Che cos'è

La prevalenza dei pazienti oncologici corrisponde al numero di persone che nella popolazione generale vivono avendo avuto una diagnosi di un tumore da cui non sono ancora guariti. La prevalenza è condizionata sia dalla frequenza con cui ci si ammala sia dalla durata della malattia (sopravvivenza): tumori meno frequenti, ma a prognosi favorevole (quindi con lunga sopravvivenza) tendono a essere rappresentati nella popolazione più di tumori molto frequenti, ma caratterizzati purtroppo da una breve sopravvivenza.

La prevalenza dei tumori in Italia

Nella popolazione italiana vi sono oltre 3.600.000 persone (il 6 per cento circa della popolazione) che hanno avuto una diagnosi di tumore.

Il rischio

Che cos'è

Il rischio è la probabilità che si verifichi un evento. Si parla di rischio assoluto quando si indica la probabilità che un evento si verifichi in un certo lasso di tempo (per esempio la probabilità teorica individuale di avere una diagnosi di tumore nel corso della vita nell'intervallo di tempo che va dalla nascita agli 84 anni). Con rischio relativo si intende invece l'aumento o la riduzione delle probabilità di ammalarsi per chi ha una particolare condizione predisponente o facilitante la malattia (per esempio una particolarità genetica o uno stile di vita) rispetto a chi non ce l'ha. Il rischio dipende molto dalla frequenza della malattia in questione: se è molto rara, anche con una mutazione genetica che raddoppia il rischio relativo, il rischio assoluto che una persona si ammali resta basso.

  • Autori:

    Redazione AIRC