Tumore della cavità nasale e dei seni paranasali

La parola all'esperto

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Lisa Licitra, oncologo medico, parla dei tumori della testa e del collo.

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Cos'è

La cavità nasale è uno spazio che si estende dal naso, si apre al di sopra del palato e arriva fino al punto di contatto tra la bocca e la gola, mentre i seni paranasali sono piccole cavità che, come suggerisce il nome, si trovano vicine al naso. I seni paranasali sono disposti in modo simmetrico e prendono nomi differenti a seconda della regione del cranio in cui si trovano (mascellari, frontali, sfenoidali, etmoidali). Normalmente i seni paranasali contengono aria, ma si possono "intasare", riempiendosi di muco o pus in caso di raffreddore o infezioni.

La cavità nasale e i seni paranasali hanno diverse funzioni, quali filtrare, riscaldare e inumidire l'aria che si introduce inspirando, alleggerire il peso del cranio e altre ancora. Sono ricoperti da un tessuto che produce muco (mucosa) formato da diversi tipi di cellule. È proprio da queste cellule che eventualmente può avere origine un tumore.

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Tipologie

Nella cavità nasale e nei seni paranasali sono presenti diversi tipi di cellule, ciascuna delle quali può dare origine a un tumore. Questi tumori si dividono in:

  • carcinoma a cellule squamose, che deriva dalle cellule epiteliali squamose e rappresenta oltre la metà dei tumori di cavità nasale e seni paranasali;
  • adenocarcinoma e carcinomi delle ghiandole salivari minori, che tappezzano le mucose respiratorie;
  • estesioneuroblastoma o neuroblastoma olfattivo, che prende origine dalle cellule del nervo olfattivo.

Oltre a questi tumori si possono sviluppare anche linfomi, sarcomi, melanomi, carcinomi indifferenziati (per i quali non è possibile stabilire con certezza il tipo di cellula di origine) o forme in genere benigne come polipi nasali o papillomi.

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Evoluzione

Lo strumento più utilizzato per definire l'estensione e diffusione in altre parti del corpo dei tumori di cavità nasale e seni paranasali (la cosiddetta "stadiazione") è il sistema TNM, che si basa su tre tipi di informazioni per definire lo stadio della malattia. La lettera T (tumore) indica quanto il tumore si è esteso, la sua dimensione e diffusione locale; la lettera N chiarisce se i linfonodi (in inglese nodes) sono stati raggiunti e intaccati dalla malattia; infine la lettera M (metastasi) stabilisce se la malattia si è già diffusa in organi lontani (in genere polmoni o ossa).
Lo stadio del tumore viene a volte indicato utilizzando un sistema di stadiazione numerico, con stadi che vanno da 0 a 4.

Infine, per alcuni di questi tumori esistono anche altre forme di classificazione. 

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Sintomi

I tumori di cavità nasale e seni paranasali in genere non mostrano sintomi specifici da consentire una diagnosi precoce; di conseguenza, a volte vengono scoperti nel corso di esami medici effettuati per altri motivi, oppure quando sono diventati abbastanza grandi da bloccare le aree in cui si sviluppano.

Esistono però alcuni sintomi e segni che possono rappresentare un campanello d'allarme: congestione nasale che non migliora, ostruzione di una narice, perdita di sangue dal naso, muco o pus dal naso, o muco posteriormente al naso e in gola, dolore nella regione attorno all'occhio, protrusione del bulbo oculare, diminuzione dell'olfatto, lacrimazione continua, cambiamento nella visione, cefalea, formazione di masse nel naso o nel palato, problemi ad aprire la bocca, dolore o sensazione di compressione a una delle orecchie, ingrossamento dei linfonodi del collo, disturbi ai denti o in altre parti del viso e altri ancora.

Si tratta di sintomi tipici di molte altre malattie non tumorali e per questo è importante, in loro presenza, non giungere a conclusioni affrettate, ma piuttosto rivolgersi al proprio medico.

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Diagnosi

Nel corso della visita, il medico analizza con attenzione i sintomi e procede con una valutazione completa (anamnesi), che comprende domande sulla storia medica e sulle abitudini personali (fumo, tipo di lavoro svolto eccetera). In alcuni casi può anche guardare all'interno del naso con uno strumento chiamato endoscopio nasale e, se lo ritiene necessario, può consigliare un approfondimento richiedendo una visita specialistica da un otorinolaringoiatra.

Lo specialista, dopo aver controllato naso, gola e tutta la regione testa-collo può decidere di prescrivere esami di "diagnostica per immagini": i raggi X, per esempio, sono utili a capire se i seni paranasali sono liberi oppure no; tali esami sono di semplice esecuzione, ma non riescono a definire la causa di ostruzione delle cavità. Per una maggior precisione, si ricorre infatti alla tomografia computerizzata (TC) o alla risonanza magnetica (RM) o a volte anche alla tomografia a emissione di positroni (PET); si passa infine alla biopsia, che permette il prelievo di una parte del tessuto da analizzare al microscopio.

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Come si cura

Per i tumori delle cavità nasali e dei seni paranasali sono disponibili diverse opzioni di trattamento, che vengono scelte sulla base delle caratteristiche del paziente e della malattia (tipologia, estensione, regione in cui è sviluppata eccetera). Dal momento che si tratta di tumori particolarmente rari, è importante rivolgersi a centri specializzati dove medici competenti sapranno indicare il percorso di cura migliore.

In linea generale, la chirurgia rappresenta una parte essenziale del trattamento di questi tumori, poiché consente la rimozione della massa tumorale, cercando di preservare, se possibile, i tessuti e gli organi vicini (per esempio, gli occhi). In alcuni casi - soprattutto se la massa tumorale è piccola - si interviene per via endoscopica, sfruttando cioè un tubo lungo e flessibile per raggiungere il tumore e rimuoverlo, senza creare cicatrici visibili. Se il tumore ha già raggiunto i linfonodi del collo è necessario rimuoverli completamente o parzialmente.

In alternativa o in combinazione alla chirurgia si utilizza a volte la radioterapia, sia in forma classica con raggi che arrivano dall'esterno e colpiscono il tumore, sia come brachiterapia, cioè con piccoli "semi" radioattivi posizionati a livello del tumore che agiscono localmente. La radioterapia può assumere diversi ruoli: può essere il trattamento primario (cioè la cura esclusiva della malattia); può avere un ruolo adiuvante (da effettuarsi dopo la chirurgia per distruggere le cellule tumorali rimaste) o palliativo (per ridurre i sintomi nei tumori più avanzati) o essere utilizzata quando il tumore è arrivato al cervello o al midollo spinale. Le metodiche più moderne di radioterapia consentono di colpire in modo mirato la parte malata, risparmiando spesso gli organi sani vicini.

In alcuni casi la radioterapia viene associata alla chemioterapia (chemio-radioterapia) per potenziare gli effetti dei due trattamenti.

Anche la chemioterapia, con farmaci somministrati per via venosa o per bocca, ha un ruolo importante nella terapia dei tumori di cavità nasale e seni paranasali. Si utilizza in genere come trattamento nei tumori che si sono già diffusi in altre regioni del corpo, ma può anche servire come terapia neoadiuvante o adiuvante (rispettivamente prima o dopo l'intervento chirurgico). 
Vista la rarità dei tumori delle cavità nasali e dei seni paranasali, non è semplice studiare a fondo le combinazioni di farmaci ad hoc per il trattamento e, di conseguenza, i farmaci chemioterapici in uso sono gli stessi utilizzati per altri tumori analoghi al di fuori del distretto testa e collo.

Le terapie mirate contro specifici bersagli molecolari non rientrano ancora tra i trattamenti più comuni per i tumori di cavità nasali e dei seni paranasali, ma sono in corso alcuni studi per cercare di identificare trattamenti mirati efficaci. Tra questi anche l'anticorpo monoclonale cetuximab, già utilizzato in alcuni casi, che ha come bersaglio il recettore del fattore di crescita epidermale (EGFR) presente spesso in quantità più elevata del normale in questi tumori.

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Chi è a rischio

Tra i fattori di rischio che possono trasformare le cellule della cavità nasale e dei seni paranasali in cellule tumorali occupa il primo posto l'inalazione di alcune polveri, come quelle derivanti dalla lavorazione del legno, della pelle, dei tessuti, della farina, oppure le polveri di nichel e cromo e altre ancora. Per tutte le persone impiegate in questi settori, il rischio di sviluppare una di tali neoplasie aumenta in assenza di un'adeguata protezione delle vie aeree.
Anche il fumo di sigaretta contribuisce all'insorgenza di questi tumori. 

Tra i fattori di rischio meno certi, ma comunque guardati con sospetto, ci sono colle, formaldeide e solventi organici

Anche alcuni tipi di papillomavirus sembrano legati a un maggior rischio di tumore di cavità nasale e seni paranasali, così come la radioterapia utilizzata per il trattamento del retinoblastoma, un tumore ereditario dell'occhio che colpisce in genere i bambini.

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Quanto è diffuso

I tumori che si sviluppano nella cavità nasale e nei seni paranasali sono rari e rappresentano meno dell'1% di tutti i tumori e circa il 3-5% dei tumori delle vie aero-digestive superiori.
Questi tumori colpiscono soprattutto gli adulti dopo una certa età (in quattro casi su cinque colpisce gli over 55) e gli uomini hanno una probabilità lievemente maggiore di ammalarsi rispetto alle donne. Le forme tumorali più diffuse sono quelle che colpiscono la cavità nasale e i seni mascellari; i tumori dei seni etmoidali sono meno comuni; quelli dei seni frontali e sfenoidali sono invece molto rari.

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Prevenzione

Nella maggior parte dei tumori della cavità nasale e dei seni paranasali non è possibile fare prevenzione; tuttavia è importante evitare i fattori di rischio noti, come per esempio il fumo di sigaretta e l'esposizione prolungata a sostanze nocive sul luogo di lavoro.

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Le informazioni presenti in questa pagina non sostituiscono il parere del medico

Ultimo aggiornamento martedì 7 ottobre 2014.

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