Tumori di faringe e laringe: sintomi, come riconoscerli, prevenzione e cura

I tumori della faringe e della laringe possono svilupparsi in seguito all’esposizione al fumo, al consumo di alcol e, per la sola sottosede dell’orofaringe, a infezioni con il papillomavirus.

Ultimo aggiornamento: 29 luglio 2026

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Cosa sono i tumori di faringe e laringe

I tumori della faringe e della laringe, assieme a quelli di cavo orale, ghiandole salivari, cavità nasali e seni paranasali, rientrano tra i tumori delle vie aerodigestive superiori (VADS) e fanno parte dei cosiddetti tumori della testa e del collo. La faringe è un canale cilindrico lungo circa 15 centimetri, posto tra cavità nasale, bocca ed esofago. Consente la progressione del bolo alimentare dalla bocca verso l’esofago e il passaggio dell’aria, opportunamente umidificata e scaldata, da naso e bocca verso la trachea. La faringe è divisa in 3 porzioni: nasofaringe (o rinofaringe), orofaringe e ipofaringe. L'orofaringe è la parte di faringe in continuazione con la parte posteriore della bocca. Include la base della lingua, il palato molle, l'arco delle tonsille e la parte posteriore della cavità della bocca stessa. L’ipofaringe, invece, è la porzione della faringe che prosegue con l’esofago. La laringe è un organo dell'apparato respiratorio lungo circa 12 centimetri che collega la faringe con la trachea. Ha una struttura cartilaginea rivestita al suo interno da una mucosa. La parte superiore della laringe è chiusa dall'epiglottide, una valvola di cartilagine situata tra le vie aeree e digestive: quando è aperta avviene la respirazione, mentre quando è chiusa avviene la deglutizione, evitando così che il cibo finisca nella trachea. La laringe ospita le corde vocali, l’organo fondamentale della fonazione.

La parola all'esperta: la ricerca sui tumori di faringe e laringe

L'oncologa Laura Locati parla dei tumori della laringe e della faringe e fa il punto sui progressi della ricerca su queste malattie.

Quanto sono diffusi i tumori di faringe e laringe in Italia?

I tumori della faringe e della laringe rappresentano il 5% circa di tutte le neoplasie maligne diagnosticate in Italia. Nel 2025 sono stati registrati circa 3.010 nuovi casi di tumore della laringe tra gli uomini e 5.300 tra le donne. Nel mondo il tumore della laringe ha una incidenza media di 2,6 casi ogni 100.000 persone all’anno ed è più frequente in Europa orientale e Asia meridionale. Il carcinoma orofaringeo associato all’HPV è in aumento, soprattutto nei paesi occidentali, e tende a colpire prevalentemente i giovani.

Il tumore della nasofaringe è molto raro in Italia: ha un’incidenza annuale di circa un caso ogni 100.000 persone. Nel complesso i tumori maligni del distretto testa-collo rappresentano circa il 3% di tutte le neoplasie diagnosticate in Italia. Secondo le ultime stime disponibili, nel 2022 sono stati registrati circa 9.750 nuovi casi, di cui circa 7.050 solo tra gli uomini.

Cause e fattori di rischio dei tumori di faringe e laringe

I principali fattori di rischio per i tumori della laringe e della faringe sono il fumo di sigaretta e il consumo di alcol: il 90% circa dei pazienti affetti da queste neoplasie fuma e beve. Fumo e alcol hanno un’azione sinergica: l’assunzione combinata di tabacco e alcol moltiplica infatti il rischio di sviluppare uno di questi tumori.

Negli ultimi 20 anni si è osservato un aumento dell'incidenza di tumori orofaringei nei giovani. In questo caso non sono tuttavia associati al consumo di alcol e di tabacco, ma all’infezione da papillomavirus (HPV), lo stesso agente infettivo responsabile del cancro della cervice uterina, dell’ano, del pene, della vulva e della vagina. Nel caso dei tumori di faringe e laringe, l’infezione avviene tramite rapporti orali. I tumori nasofaringei invece possono essere associati all’infezione con il virus di Epstein-Barr (EBV), l’agente patogeno che può causare la mononucleosi e altre forme di cancro come i linfomi.

L'età media alla diagnosi di un tumore della faringe è di 64 anni e il 95% circa di questi tipi di tumori insorge dopo i 40 anni. Il cancro della laringe colpisce invece soprattutto persone oltre i 55 anni. I tumori delle vie aerodigestive superiori sono più frequenti nei maschi che nelle femmine.

Tipi di tumore di faringe e laringe: carcinomi a cellule squamose, adenocarcinomi e sarcomi

Il 95% dei tumori della laringe e della faringe ha origine dalle cellule epiteliali della mucosa che riveste questi organi e, anche per questo, sono chiamati carcinomi a cellule squamose. Il restante 5% si sviluppa a partire dagli altri tessuti presenti nello stesso distretto, come per esempio ghiandole (adenocarcinomi), tessuto muscolare o connettivale (sarcomi), o dal tessuto linfatico (linfomi).

Sintomi dei tumori di faringe e laringe: come riconoscerli

I sintomi di un tumore maligno alla faringe o alla laringe sono spesso subdoli e non sempre specifici. Possono variare a seconda della sede e dell’estensione della massa tumorale. Per esempio, i sintomi più frequenti dei tumori della laringe sono un abbassamento di voce immotivato e persistente per più di 2 settimane con variazione del timbro vocale, dolore, talvolta irradiato all’orecchio, e difficoltà nella deglutizione, oppure gonfiore dei linfonodi (adenopatia) del collo. I tumori della base della lingua e dell'epiglottide danno una vaga sensazione persistente di corpo estraneo, a volte accompagnato da un dolore irradiato all'orecchio (otalgia riflessa), o si manifestano direttamente con l’ingrossamento dei linfonodi del collo. Per tali motivi, mentre i tumori delle corde vocali sono in genere diagnosticati in fase iniziale, i tumori orofaringei sono identificati in fase più avanzata, a causa di sintomi frequentemente trascurati dai pazienti, perché del tutto simili a quelli di un banale mal di gola o perché i linfonodi ingrossati sono interpretati come conseguenza di un’infiammazione delle vie aeree.

I disturbi più comuni provocati dai tumori che si sviluppano nella nasofaringe sono sensazione di naso chiuso permanente e di orecchie tappate (per la chiusura della tuba di Eustachio) e fuoriuscita di secrezioni e di sangue dal naso (epistassi). Questo tipo di tumore dà spesso metastasi ai linfonodi, che frequentemente sono il primo segno clinico di malattia.

I tumori dell'ipofaringe, più rari dei primi 2, si manifestano con difficoltà a deglutire (disfagia), talora associata ad alterazioni del timbro di voce e difficoltà respiratorie (dispnea) soprattutto nelle forme avanzate e in caso di otalgia riflessa.

 

Prevenzione dei tumori di faringe e laringe: stili di vita a rischio

Per ridurre il rischio di tumore delle vie aerodigestive superiori è raccomandabile non fumare, limitare o evitare il consumo di alcol e avere rapporti sessuali protetti anche quando sono di tipo orale. Un esame periodico del distretto orale e faringo-laringeo potrebbe essere particolarmente utile per tutti i soggetti di età superiore ai 60 anni, fumatori e bevitori. È atteso che la vaccinazione contro il virus HPV consentirà in futuro di prevenire la maggior parte dei tumori associati all’infezione con HPV, tra cui i tumori dell’orofaringe.

Come avviene la diagnosi dei tumori di faringe e laringe?

In presenza di sintomi sospetti, l'esame più utile per la diagnosi dei tumori della faringe e della laringe è la laringoscopia, una procedura indolore che permette al medico di ispezionare la laringe e le corde vocali. Questo esame si esegue con un laringoscopio a fibre ottiche, che è dotato di illuminazione propria e viene introdotto in gola attraverso la cavità nasale (laringoscopio flessibile) e consente di valutare la funzione laringea (motilità delle corde vocali) e l’eventuale presenza di ulcerazioni o masse faringee e laringee.

Oltre alla laringoscopia, il medico può prescrivere ulteriori esami di approfondimento come la TC, la risonanza magnetica, l’ecografia del collo ed eventualmente la PET/TC, utile a valutare l’estensione della malattia e la presenza di metastasi.

Per confermare la diagnosi è fondamentale procedere con la biopsia, un esame che prevede di prelevare un campione di tessuto da analizzare al microscopio tramite esame istologico, per determinare il tipo di tessuto interessato dal tumore e di conseguenza la scelta della strategia terapeutica più efficace.

A integrazione della visita otorinolaringoiatrica in fibroscopia, è possibile ricorrere anche all’endoscopia ad alta definizione in NBI (Narrow Band Imaging), un sistema innovativo di tecnologia ottica con cui è possibile osservare meglio la vascolarizzazione della mucosa, consentendo di identificare non solo le lesioni neoplastiche, ma anche quelle sospette.

Stadiazione dei tumori di faringe e laringe: come si classificano e sopravvivenza

Come per la maggior parte dei tumori, la probabilità di guarigione dipende dalla sede, dall’estensione della neoplasia e dalle condizioni generali di salute del paziente. I tumori di faringe e laringe sono classificati in 4 stadi di gravità crescente. Per la stadiazione, il processo che permette di assegnare uno stadio alla malattia, si utilizza il cosiddetto sistema TNM: il parametro T descrive la dimensione del tumore, il parametro N indica l'eventuale interessamento dei linfonodi e il parametro M fa riferimento alla presenza o meno di metastasi a distanza. Poiché l’infezione con HPV ha un forte valore prognostico positivo, ovvero questi tipi di cancro risultano più curabili, l’attuale classificazione prevede di distinguere anche i tumori dell’orofaringe associati a tale infezione da quelli che invece non lo sono.

Una neoplasia a rapida crescita può ostruire le vie aeree, impedire al paziente di respirare e rendere necessaria una tracheotomia, cioè l'apertura chirurgica delle vie aeree al di sotto dell'ostacolo, in genere a livello della parte iniziale della trachea.

Complessivamente, la sopravvivenza a 5 anni dalla diagnosi di tumore alla laringe ha raggiunto quasi il 70% circa in entrambi i sessi. Considerando anche i tumori della bocca, le percentuali raggiungono invece quasi il 60%. In caso di tumori metastatici, le percentuali calano ulteriormente.

Come si curano i tumori di faringe e laringe: chirurgia e terapie

L’approccio terapeutico può variare in base allo stadio della malattia, alla sede del tumore e alla presenza di infezioni virali come quella da HPV o da EBV. I tumori della laringe possono essere curati chirurgicamente con interventi che, nei tumori circoscritti, consentono la conservazione della funzione vocale, respiratoria e della deglutizione. Nei tumori allo stadio iniziale, l'asportazione della lesione può essere eseguita per via endoscopica, disponibile nei centri ad alta specializzazione. L’evoluzione delle tecniche chirurgiche degli ultimi anni ha consentito l’impiego di chirurgie conservative anche per lesioni di dimensioni maggiori, lasciando la laringectomia, ovvero l’asportazione completa dell'organo, comprese le corde vocali, come ultima opzione. Anche in assenza di laringe e corde vocali è possibile tornare a parlare utilizzando tecniche alternative di emissione del suono ricorrendo a uno specifico addestramento (logoterapia) o all'impiego di speciali apparecchi (protesi fonatorie). In alternativa all’intervento demolitivo, i protocolli di chemioradioterapia per la preservazione d’organo permettono in diversi casi di curare le neoplasie avanzate faringo-laringee senza ricorrere alla laringectomia.

Alcuni tumori dell'orofaringe in fase molto iniziale possono essere trattati con chirurgia robotica. Nella maggior parte dei casi, tuttavia, si ricorre alla radioterapia, a cui si associa la chemioterapia negli stadi più avanzati della malattia.

I tumori nasofaringei si curano con la sola radioterapia nel caso di lesioni più piccole. L’associazione di chemioradioterapia è invece sempre raccomandata nelle fasi più avanzate e, in casi selezionati, può essere utilizzata anche la chemioterapia di induzione, che si esegue cioè prima del trattamento di chemioradioterapia. La chirurgia nei tumori nasofaringei viene praticata solo in caso di recidive locali o di interventi sui linfonodi del collo, se non guariti con la chemioradioterapia.

Per quanto riguarda i tumori dell’orofaringe associati a infezione con HPV, si stanno sviluppando protocolli terapeutici che mirano a ridurre gli effetti collaterali senza comprometterne l’efficacia.

Viste le complessità delle scelte, sarebbe opportuno discutere sempre le opzioni di cura in un ambito multidisciplinare. Per quanto riguarda la radioterapia, lo standard terapeutico per tutti i tumori di testa e collo è quello a intensità modulata o IMRT e la sua evoluzione, la Modulate Arc Therapy (VMAT). Si tratta di tecniche che sembrano essere meglio tollerate e consentono di non danneggiare le strutture adiacenti. In casi selezionati si può ricorrere anche alla radioterapia con protoni o altre particelle pesanti, oggi disponibile solo in centri altamente specializzati.

Per le forme metastatiche, l’immunoterapia da sola o in combinazione con la chemioterapia è il trattamento di prima scelta contro i tumori di faringe e laringe che esprimono la molecola bersaglio (PD-L1), mentre nei casi PD-L1 negativi l’associazione di cetuximab, un farmaco biologico diretto contro il recettore EGFR, e della chemioterapia rappresenta la terapia standard. Sono al momento in fase di sperimentazione alcuni vaccini terapeutici contro HPV. Nei pazienti con carcinoma del nasofaringe, la chemioterapia in combinazione con immunoterapia sta emergendo come trattamento di prima linea.

Le informazioni di questa pagina non sostituiscono il parere del medico.

Autore originale: Agenzia Zoe

Revisione di Raffaella Gatta in data 29/07/2026

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