Tumori

Tumore rene

 
Cos'è il tumore al rene

I reni sono due organi pari, posti simmetricamente nella parte posteriore dell'addome, a livello lombare.

Hanno la forma di due fagioli e contengono formazioni tubulari che hanno il compito di filtrare il sangue per eliminarne le sostanze tossiche e i rifiuti prodotti dall'organismo, in modo tale da espellerli con le urine, che sono il prodotto finale della filtrazione renale.

In genere il cancro del rene si origina proprio dalla proliferazione incontrollata di cellule che rivestono l'interno di questi tubuli, anche se talvolta può aver inizio anche da altri tessuti o dalla capsula che riveste esternamente l'organo stesso.



Quanto è diffuso

Diffusione in Italia del tumore del rene

Il tumore del rene rappresenta circa il 2 per cento di tutti i tumori e si presenta nel sesso maschile con una frequenza doppia rispetto al sesso femminile. In effetti l’incidenza annuale è di circa 16 casi su 100.000 uomini e di circa 7 casi su 100.000 donne.

La probabilità di sviluppare questo tumore cresce con l'aumentare dell'età e il picco massimo di insorgenza è intorno ai 60 anni.



Chi è a rischio

Così come per altri tipi di tumore, il principale e il più diffuso fattore di rischio è il fumo di sigaretta: il numero di sigarette fumate ogni giorno così come il numero di anni di esposizione sono direttamente proporzionali all'aumento del rischio di malattia.

Un altro fattore di rischio per il tumore del rene, è rappresentato dall'esposizione cronica ad alcuni metalli e sostanze particolari: sono fortemente sospettati di possedere un'azione cancerogena sul rene il piombo, il cadmio, la fenacetina e il torotrast.

Esistono infine delle forme ereditarie molto rare quali la sindrome di von Hippel-Lindau.



Tipologie

Il tipo più frequente di tumore del rene nell'adulto è l'adenocarcinoma, che origina dalle cellule che rivestono i tubuli interni dell'organo: esso si riscontra nel 90 per cento dei casi e in una piccola percentuale (2 per cento) può anche essere bilaterale, cioè manifestarsi in entrambi i reni.

Di questo tipo esistono tre varianti: la variante a cellule chiare (25 per cento), quella a cellule granulose (15 per cento) e quella a cellule sarcomatose (10 per cento); esistono inoltre forme miste di questi tre tipi.

Un altro tipo di tumore del rene, più raro, è rappresentato dai sarcomi nelle loro varie forme (liposarcomi, leiomiosarcomi, rabdomiosarcomi, angiosarcomi, fibrosarcomi) che originano da tessuti diversi (dalla capsula oppure dalle strutture che circondano il rene).

Infine, per quanto riguarda l'età infantile, il tumore del rene più tipico è il nefroblastoma o tumore di Wilms, che può tuttavia presentarsi anche nell'adulto.



Sintomi

I sintomi classici di tumore del rene sono tre: una massa palpabile nell'addome, il riscontro di sangue nelle urine (ematuria) e il dolore localizzato a livello lombare, ma sono contemporaneamente presenti solo nel 10 per cento dei casi e generalmente sono espressione di una malattia già in fase avanzata.

Ci sono poi effetti più generali sull'organismo quali per esempio la perdita di peso, una marcata stanchezza, febbre, anemia, ipertensione e ipercalcemia. In fase iniziale, però, questa malattia può non dar segno di sé e non provocare disturbi particolari.

Il cancro del rene può dare metastasi, sia attraverso i vasi linfatici sia attraverso i vasi sanguigni, principalmente in ordine di frequenza: ai linfonodi e al polmone (nel 55 per cento dei casi), al fegato e all'osso (in circa il 33 per cento dei casi), al surrene (19 per cento), all'altro rene (11 per cento), e poi ancora al cervello, alla milza, al colon e alla cute.

Una complicanza che si osserva frequentemente è il varicocele acuto, ovvero un'infiammazione delle vene dello scroto, che può insorgere per compressione o trombosi (ovvero chiusura per presenza di un coagulo di sangue) della vena spermatica.



Prevenzione

Al momento attuale non è possibile prevenire il tumore del rene, se non evitando i fattori di rischio come ad esempio il fumo.



Diagnosi

L'esame clinico rimane sempre di notevole importanza, ma fondamentale per la diagnosi di un tumore del rene è il supporto dato dalla diagnostica per immagini.

L'ecografia è in grado di distinguere tra una massa di natura solida (più preoccupante) e una ciste (in genere ripiena di liquido), mentre la tomografia computerizzata (TAC) oltre a distinguere la natura della massa offre ulteriori informazioni sull' estensione locale della malattia e su eventuali metastasi a distanza.

Altri esami diagnostici che possono essere utilizzati sono l'urografia, che valuta tutte le vie urinarie e il corretto passaggio delle urine, e la risonanza magnetica.

 



Evoluzione

Per descrivere il tumore del rene, la sua sede ed estensione, nonché il coinvolgimento di altre strutture o organi, si utilizza la classificazione basata sul sistema TNM o quella di Robson, modificata.

Esiste anche una classificazione per stadio di gravità:

stadio I: il cancro è limitato al rene;

stadio II: il cancro è diffuso al tessuto adiposo che circonda il rene ma non ha superato la capsula che racchiude l'organo;

stadio III: il cancro si è diffuso attraverso i vasi principali che portano il sangue pulito fuori dal rene oppure ai linfonodi intorno all'organo;

stadio IV: il cancro si è diffuso agli organi vicini (intestini, pancreas) oppure ha dato metastasi a distanza (ai polmoni, al cervello).



Come si cura

È la chirurgia radicale, ovvero l'eliminazione del rene malato, la soluzione più usata in caso di cancro limitato all'organo e a un solo rene.

Nei casi di malattia bilaterale non si asporteranno i due reni ma si cercherà di eliminare solo la parte malata dell'organo.

Il tumore del rene che ha già dato luogo a metastasi viene curata con la chemioterapia, anche se i risultati sono solo parziali: i farmaci che si sono dimostrati più attivi sono la vinblastina, il CCNU e l'ifosfamide.

Risultati e speranze sono riposte nella immunoterapia, cioè in cure che attivino il sistema immunitario del malato contro il cancro: esistono esperienze e studi che utilizzano l'interferone alfa, l'interleuchina 2 e le cellule LAK con diversi risultati.

Accanto a queste terapie si stanno studiando anche dei vaccini sperimentali.



Le informazioni presenti in questa pagina non sostituiscono il parere del medico


Ultimo aggiornamento gennaio 2008






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