Scoperti nuovi dettagli sui meccanismi molecolari del neuroblastoma

Scoperti nuovi dettagli sui meccanismi molecolari del neuroblastoma

Titolo originale dell'articolo: Transcription factors involved in tumorigenesis are over-represented in mutated active DNA binding sites in neuroblastoma

Titolo della rivista: Cancer Research

Data di pubblicazione originale: 29 novembre 2019

Riguardano quello che un tempo veniva chiamato "DNA spazzatura" – DNA che non codifica direttamente per proteine ma svolge funzioni regolatorie – e potrebbero aprire la strada allo sviluppo di nuove terapie mirate

Per molto tempo gli studi dedicati a identificare mutazioni coinvolte nel processo di trasformazione delle cellule da normali a tumorali si sono concentrati sui geni, cioè le regioni di DNA che codificano per proteine. Si tratta di un approccio che ha dato risultati molto significativi ma che non tiene conto di due fatti importanti: le regioni codificanti costituiscono solo l'1-2 per cento del nostro DNA e non tutti i casi di tumore possono essere spiegati da mutazioni in queste regioni. Per questo, i gruppi di ricerca guidati da Mario Capasso e Achille Iolascon all'Università Federico II di Napoli hanno deciso di unire le competenze concentrando sul DNA non codificante il loro lavoro sulle cause molecolari del neuroblastoma, un tumore del sistema nervoso tra i più diffusi nei bambini. "Fino a non molti anni fa il DNA non codificante veniva riduttivamente chiamato 'DNA spazzatura', nella convinzione che servisse a poco" commenta Capasso. "Oggi invece sappiamo che contiene informazioni fondamentali, utili per esempio alla regolazione dell'espressione dei geni, cioè a stabilire quando devono essere accesi o spenti."

 

I ricercatori hanno per prima cosa sequenziato l'intero genoma di 151 casi di neuroblastoma: "Un lavoro reso possibile grazie alla disponibilità di nuove e sofisticate tecniche di sequenziamento, applicate in collaborazione con un gruppo di ricerca americano" precisa Capasso. Questi dati sono stati poi sottoposti ad analisi bioinformatica, alla ricerca di regioni di DNA non codificante che, in base ai risultati di un importante progetto americano chiamato Encode, sono considerate importanti per la regolazione della trascrizione dei geni, necessaria alla conversione dell’informazione genetica in mRNA e quindi in proteine. "In particolare" sottolinea il ricercatore "ci siamo concentrati sulle regioni alle quali si legano fisicamente i fattori di trascrizione, cioè le molecole che danno il via al processo."

 

L'analisi ha rivelato che in queste regioni si concentra un numero molto più elevato di mutazioni rispetto al resto del genoma, facendo pensare che possano avere un ruolo nella nascita e nello sviluppo del neuroblastoma. Il passo successivo sarà dunque capire esattamente di quale ruolo si tratta, con studi di genomica funzionale e di biologia molecolare e cellulare. Conoscere meglio le basi molecolari di questo tumore è infatti fondamentale per individuare nuovi bersagli terapeutici e, dunque, mettere a punto nuove terapie mirate. I risultati dello studio condotto grazie al fondamentale contributo di Fondazione AIRC sono stati pubblicati sulla rivista Cancer Research.

  • Autori:

    Valentina Murelli

  • Data di pubblicazione:

    10 febbraio 2020