Ultimo aggiornamento: 20 marzo 2026
Titolo originale dell'articolo: Molecular and phenotypic blueprint of human hematopoiesis links proliferation stress to stem cell aging
Titolo della rivista: Journal of Experimental Medicine
Data di pubblicazione originale: 30 dicembre 2025
Nuovi risultati mostrano come cambia il sistema immunitario invecchiando, conoscenze che hanno implicazioni per il trapianto di cellule staminali nel trattamento di leucemie e altri tumori ematologici.
Con l’avanzare dell’età il sistema immunitario si modifica, perdendo in precisione ed efficienza. Conoscere i meccanismi alla base di questi cambiamenti è fondamentale per capire, tra le altre cose, come si sviluppano i tumori del sangue. Inoltre, può aiutare a comprendere quali fattori possono influire sulle possibilità, da parte delle persone di una certa età, di donare il proprio midollo osseo. Grazie anche al sostegno di AIRC, il gruppo di ricerca coordinato da Raffaella di Micco è riuscito a chiarire alcuni di questi aspetti, svolgendo un’ampia analisi su campioni raccolti da persone di diverse età. I risultati, pubblicati sul Journal of Experimental Medicine, potrebbero aiutare a ottimizzare la gestione del trapianto di cellule staminali, un pilastro per la cura delle leucemie.
Oggi sappiamo che i sistemi immunitari di una persona anziana e di una persona giovane sono molto diversi per il tipo di cellule coinvolte e per la loro attività. Tuttavia, gran parte di ciò che sappiamo deriva da studi condotti soltanto con animali di laboratorio, che però invecchiano in tempi e modi differenti dagli esseri umani. I dati dovrebbero dunque essere integrati con altri ottenuti da studi condotti con esseri umani, ma il compito è complesso. “È molto difficile raccogliere un ampio numero di campioni di midollo osseo da persone di età diverse, soprattutto se anziane” spiega Di Micco, della Scuola universitaria di studi avanzati di Pavia (IUSS) e dell’Istituto Telethon per la terapia genica del San Raffaele di Milano (SR-Tiget). “Noi siamo riusciti a farlo soltanto perché abbiamo collaborato con due ospedali, il San Raffaele e il Galeazzi di Milano.”
Il gruppo ha così potuto raccogliere campioni di midollo osseo provenienti da più di 70 persone con un’età compresa tra gli 0 e i 65 anni, più un’altra cinquantina di campioni di sangue periferico, e così studiare nel dettaglio la relazione tra sistema immunitario ed età. Sono emerse alcune differenze rispetto alla letteratura di riferimento.
“Abbiamo un po’ scardinato l’idea che le cellule del sangue degli anziani non possano funzionare di per sé” commenta Di Micco. La ricercatrice si riferisce alle cellule staminali ematopoietiche, che formano il midollo osseo e hanno la capacità di rimanere in uno stato quiescente prima di attivarsi e specializzarsi in un tipo di cellula del sangue, a seconda degli stimoli ricevuti. Quando i ricercatori hanno trapiantato le cellule staminali dei pazienti in animali di laboratorio, hanno osservato che le cellule di persone anziane sono meno efficaci di quelle delle più giovani, ma non perché non riescano ad attivarsi, come si riteneva. Quando infatti i ricercatori ne hanno stimolato la crescita (un passaggio necessario nella preparazione in laboratorio), si sono attivate più di quelle dei pazienti giovani. Allo stesso tempo però si sono accumulati danni al DNA, si è sviluppato uno stato infiammatorio, si è arrestata la crescita e non hanno attecchito ai tessuti dell’ospite, diventando di fatto disfunzionali.
Questi risultati dovranno ora essere confermati in clinica, ma suggeriscono già alcune possibilità per migliorare il trapianto di cellule staminali ematopoietiche da donatori anziani. Infatti, spesso succede che i donatori di midollo osseo abbiano più dell’età considerata limite di 55 anni, perché sono i genitori o altri parenti stretti di un paziente con una leucemia e hanno maggiori probabilità che il loro sangue e i loro tessuti siano compatibili. “Abbiamo cercato di proporre una serie di strategie per mitigare le risposte avverse in queste situazioni, per esempio agendo su alcuni fattori epigenetici o sull’infiammazione” spiega la ricercatrice. Inoltre, questi primi risultati suggeriscono nuove direzioni di ricerca per capire come si sviluppano i tumori del sangue nei pazienti anziani. Conclude Di Micco: “Ora vogliamo capire quali altri fattori, oltre alle mutazioni genetiche note, potrebbero contribuire all’evoluzione di una cellula sana in una tumorale e portare all’insorgenza di una leucemia”.
Entro i 35 anni è possibile iscriversi alla lista dei donatori di midollo osseo, gestita dal Ministero della Salute. A questo link si possono trovare tutte le informazioni e il modulo da compilare per aderire.
Camilla Fiz