p140Cap: la proteina che mette un freno al tumore al seno

p140Cap: la proteina che mette un freno al tumore al seno

Le donne con un tumore al seno HER2 positivo sopravvivono più a lungo e hanno minori probabilità di sviluppare metastasi se è presente la proteina p140Cap.

Titolo originale dell'articolo: The scaffold protein p140Cap limits ERBB2-mediated breast cancer progression interfering with Rac GTPase-controlled circuitries

Titolo della rivista: Nature Communications

Data di pubblicazione originale: 1 gennaio 1970

I tumori al seno HER2 positivi non sono tutti uguali: in circa la metà dei casi è presente una proteina che limita la capacità delle cellule tumorali di proliferare e dare origine a metastasi.

La scoperta arriva da uno studio pubblicato sulla rivista Nature Communications e sostenuto da AIRC.

"Ci occupiamo da tanti anni di tumore alla mammella, studiando i meccanismi che, all'interno delle cellule tumorali, ne regolano la capacità di proliferare e di migrare per dare origine alle metastasi", illustra la coordinatrice della ricerca Paola Defilippi, docente all'Università di Torino. In quest'ambito, l'attenzione del gruppo di ricercatori è da tempo focalizzata sulla proteina p140Cap, anche se fino a oggi non era chiaro in quali tipi di tumori agisse e con quale meccanismo.

"Ora sappiamo che questa proteina è un fattore importante nei tumori HER2 positivi, che rappresentano circa il 20 per cento dei tumori della mammella. Le pazienti con questo tipo di tumore hanno minori probabilità di sviluppare metastasi e sopravvivono più a lungo quando è presente p140Cap", dice ancora Defilippi.

La scoperta può avere conseguenze importanti. Se i dati saranno confermati in studi clinici, si potrebbe utilizzare la proteina come marcatore negativo: le donne con tumore HER2 positivo in cui p140Cap è assente potrebbero essere indirizzate a un trattamento più deciso, adatto a una malattia più aggressiva.

Prospettive di ricerca future? "Il prossimo passo è capire se l'assenza di p140Cap è in qualche modo legata all'insufficiente risposta alla terapiamirata contro il tumore HER2 positivo", anticipa la ricercatrice.

Più complicato è mettere a punto una strategia che rimpiazzi la proteina dove e quando manca. "La ricerca identifica spesso geni coinvolti nella genesi e nello sviluppo dei tumori, ma il più delle volte si tratta di oncogeni, ovvero molecole che aiutano i tumori a crescere", spiega Defilippi. "In questo caso si tratta di un oncosoppressore, un fattore che contrasta dall'interno della cellula la progressione tumorale". Integrare il fattore mancante dall'esterno è operazione ardua, ma i ricercatori sono già al lavoro per comprendere se è possibile compensare l'assenza di questa proteina con altre molecole.

  • Autori:

    Antonino Michienzi

  • Data di pubblicazione:

    16 marzo 2017