Pier Paolo Di Fiore

Nato a Napoli nel 1958, dopo la laurea in medicina e chirurgia e la specializzazione in oncologia all’Università degli studi di Napoli “Federico II”, nello stesso ateneo ha conseguito un dottorato di ricerca in biologia e patologia cellulare e molecolare. Sul finire degli anni Novanta, dopo quasi un decennio trascorso negli Stati Uniti, agli NIH a Bethesda in Maryland, ha contribuito alla Fondazione di IFOM, di cui è stato direttore scientifico fino al 2009. Nel 2002 Fondazione AIRC gli ha assegnato il premio Venosta, conferitogli dalla Presidenza della Repubblica italiana. Attualmente è professore ordinario di patologia generale all’Università Statale di Milano e direttore del Programma di novel diagnostics all’Istituto europeo di oncologia (IEO). Il lavoro del suo gruppo di ricerca si concentra sul cancro al seno: studia l’endocitosi, il processo che le cellule utilizzano per l’assunzione di sostanze presenti nell’ambiente extracellulare o aderenti alla membrana della cellula stessa. Il gruppo ha in particolare contribuito a chiarire come l’endocitosi possa influenzare le risposte cellulari e le manifestazioni cliniche del carcinoma mammario.

Progetti seguiti

Leveraging NUMB loss-of-function as a therapeutic vulnerability in breast cancer

Nome dell'istituzioneIstituto Europeo di Oncologia I.R.C.C.S. S.r.l.
RegioneLombardia
Budget anno in corso206.000 €
Tipo di progettoIG
Annualità2025 - 2030
Descrizione

Obiettivo del progetto è studiare i meccanismi alla base del cancro al seno, concentrandosi sul ruolo della proteina NUMB, che normalmente protegge le cellule dalla trasformazione tumorale. Quando NUMB è assente o non funziona correttamente, le cellule staminali perdono il controllo della propria divisione e possono favorire la crescita del tumore. Il fine ultimo è capire come tale perdita possa essere sfruttata a fini terapeutici. In particolare, i ricercatori vogliono identificare farmaci già esistenti riutilizzabili nel tumore al seno, chiarire i meccanismi molecolari che collegano NUMB alla proteina p53 e studiare nuove funzioni di p53, anche al di fuori della cellula, nel microambiente tumorale. I risultati attesi potrebbero aprire la strada a strategie terapeutiche più mirate ed efficaci, basate su bersagli molecolari specifici, contribuendo allo sviluppo di trattamenti innovativi per uno dei tumori più diffusi al mondo.