Maurizio Fanciulli

Nato nel 1962, si è laureato in scienze biologiche nel 1985 all’Università degli studi di Roma “La Sapienza”, dove ha anche conseguito il dottorato. Ha quindi completato un periodo di post-dottorato negli Stati Uniti dal 1989 al 1990, presso l’Università John Hopkins di Baltimora in Maryland, approfondendo le proprie competenze nella ricerca biomedica. Dal 1991 lavora come ricercatore presso l’Istituto Regina Elena di Roma, dove si concentra sullo studio del mieloma multiplo, con l’obiettivo di identificare nuovi bersagli terapeutici.

Progetti seguiti

A multi-omics approach to unveil the therapeutic resistance in Multiple Myeloma

Nome dell'istituzioneIstituti Fisioterapici Ospitalieri (IFO)
RegioneLazio
Budget anno in corso172.000 €
Tipo di progettoIG
Annualità2025 - 2030
Descrizione

Obiettivo del progetto è costruire un database clinico ed epigenomico completo per il mieloma multiplo, coprendo tutti gli stadi della malattia, in particolare monitorando l’attività degli elementi cis-regolatori. Grazie a un approccio multi-omico, il gruppo di ricerca punta a identificare nuovi bersagli molecolari per il trattamento, con particolare attenzione alle cellule tumorali resistenti ai farmaci, analizzando cellule di mieloma multiplo prima e dopo la terapia. La ricerca affronta la complessità della malattia, un tumore delle plasmacellule spesso preceduto da stadi preneoplastici come la gammopatia monoclonale di significato incerto e il cosiddetto mieloma smouldering. Nonostante i progressi terapeutici, la malattia dà di frequente recidive con manifestazioni più aggressive, e anche per questo è cruciale comprendere i fattori molecolari alla base della resistenza ai farmaci. Nel corso del progetto si studiano l’assetto regolatorio e le traiettorie evolutive del mieloma, al fine di identificare i principali “responsabili” molecolari della resistenza e di verificarne il ruolo con tecnologie avanzate. Gli obiettivi includono la costruzione di un atlante di accessibilità della cromatina, la caratterizzazione dell’epigenoma e lo studio di regolatori chiave come NRF1 e Che-1. I risultati attesi potranno guidare lo sviluppo di terapie più precise e mirate e migliorare la capacità dei clinici di anticipare sia la progressione sia la resistenza, aprendo nuove prospettive per il trattamento del mieloma multiplo.