Livio Trusolino

Nato a Torino nel 1968, si è laureato in medicina e chirurgia all’Università degli studi della sua città e ha poi conseguito un dottorato di ricerca in oncologia umana all’Università Vita-Salute San Raffaele di Milano. Tornato a Torino, ha iniziato l’attività di group leader all’Istituto di Candiolo ‒ IRCCS, dove ancora adesso lavora dirigendo il laboratorio di Translational Cancer Medicine. Insegna inoltre nel corso di laurea in medicina dell’ateneo torinese.

Progetti seguiti

Insights into the evolving heterogeneity of metastatic colorectal cancer: from mechanisms to therapies

Nome dell'istituzioneIstituto di Candiolo - Fondazione del Piemonte per l'Oncologia (FPO) - I.R.C.C.S.
RegionePiemonte
Budget anno in corso335.655 €
Tipo di progetto5 per Mille
Annualità2018 - 2025
Descrizione

ACRCelerate: Colorectal Cancer Stratified Medicine Network

Nome dell'istituzioneIstituto di Candiolo - Fondazione del Piemonte per l'Oncologia (FPO) - I.R.C.C.S.
RegionePiemonte
Budget anno in corso119.036,92 €
Tipo di progettoAccelerator Award
Annualità2018 - 2023
Descrizione

Discovery and validation of synthetic lethal interactions with oncogenic KRAS dependency in colorectal cancer organoids

Nome dell'istituzioneIstituto di Candiolo - Fondazione del Piemonte per l'Oncologia (FPO) - I.R.C.C.S.
RegionePiemonte
Budget anno in corso229.000 €
Tipo di progettoIG
Annualità2019 - 2024
Descrizione

Scopo del progetto è identificare nuovi bersagli terapeutici nel tumore del colon, in particolare nelle forme di questo tumore con mutazioni nel gene KRAS. Mutazioni a carico di questo gene si osservano in circa il 40% dei carcinomi del colon-retto: questi tumori hanno una prognosi peggiore e maggiori probabilità di sviluppare resistenza ad alcuni dei farmaci impiegati per combatterli. A oggi, però, le terapie dirette contro KRAS si sono dimostrate poco efficaci. Il progetto punta a identificare altri bersagli che, quando inattivati in alternativa a KRAS, abbattano la crescita di questi tumori. Per raggiungere tale obiettivo verranno utilizzati sia approcci di ingegneria genetica, in cui vengono distrutti selettivamente i geni sospettati di essere coinvolti nella progressione del tumore, sia approcci detti “omici”, che prevedono il sequenziamento del DNA e l’analisi dell’espressione genica. Entrambi i metodi verranno applicati a campioni tumorali prelevati chirurgicamente dai pazienti e mantenuti in condizioni di coltura vitale.