Giulia Casorati

Nata a Torino nel 1962, si è laureata in biologia e ha conseguito il dottorato di ricerca in genetica umana all’Università degli studi di Torino. Nel corso della sua formazione ha trascorso un periodo presso il Basel Institute for Immunology, in Svizzera, dove si è dedicata allo studio dei recettori antigenici (TCR) espressi dai linfociti T e ha contribuito alla prima identificazione negli esseri umani delle cellule T ristrette per molecole CD1. Dal 1992, insieme a Paolo Dellabona, è corresponsabile dell’Unità di immunologia sperimentale dell’IRCCS Ospedale San Raffaele di Milano, il cui gruppo di ricerca si è sempre dedicato allo studio di nuove immunoterapie contro il cancro. È membro della Società italiana di immunologia, immunologia clinica e allergologia (SIICA), della European Hematology Association (EHA) e siede nel direttivo dell’Italian Network for Tumor Biotherapy (NIBIT).

Progetti seguiti

Optimizing CD1c-redirected adoptive cell therapy for acute leukemia via cooperative TCR and CCR targeting

Nome dell'istituzioneUniversità Vita-Salute San Raffaele
RegioneLombardia
Budget anno in corso150.000 €
Tipo di progettoIG
Annualità2025 - 2030
Descrizione

Il progetto punta a sviluppare una nuova terapia contro la leucemia usando cellule del sistema immunitario geneticamente modificate in laboratorio, in modo che possano riconoscere e attaccare con precisione le cellule tumorali, senza colpire quelle sane. Per farlo, si userà TCR, un recettore che riconosce antigeni lipidici presentati dalla molecola CD1c. Questa, presente sulla superficie delle cellule leucemiche nel 50% circa dei pazienti, è uguale in tutte le persone, quindi la terapia potrebbe funzionare per molti pazienti diversi. È proprio questo il vantaggio dell’approccio: creare un trattamento universale, utilizzabile contro tutte le leucemie che esprimono CD1c. Nel corso del progetto si confronteranno diversi tipi di cellule immunitarie (come i linfociti T e le cellule iNKT) per capire quali siano più efficaci, una volta equipaggiate con il TCR. Quest’ultimo sarà anche associato a CCR, un secondo recettore specifico per il tumore, che avrà la funzione di sostenere il linfocita e migliorarne la capacità di uccidere la cellula tumorale. Il fine ultimo è sviluppare trattamenti più sicuri, efficaci e accessibili a un numero maggiore di pazienti.