Nata a Milano nel 1977, ha costruito il suo percorso scientifico tra Italia e Stati Uniti. Dopo la laurea in biotecnologie mediche e il dottorato in medicina molecolare con indirizzo in oncologia molecolare, conseguiti all’Università Statale di Milano, si è trasferita a Boston, dove ha svolto attività di ricerca per 12 anni in alcuni dei principali centri di ricerca biomedica. Inizialmente è stata Postdoctoral fellow al Dana-Farber Cancer Institute, poi Junior Faculty presso il Brigham and Women’s Hospital della Harvard Medical School. In questo periodo è anche stata Visiting Scientist in Australia, presso il South Australian Health and Medical Research Institute dell’Università di Adelaide. Oggi lavora presso l’Istituto di genetica molecolare del Consiglio nazionale delle ricerche (CNR) di Pavia, dove nel 2020 ha avviato un gruppo di ricerca indipendente dedicato allo studio del metabolismo dei tumori e del suo ruolo nella progressione della malattia.

Progetti seguiti

Mapping Obesity-driven Remodeling of Prostate Cancer Metabolism and Microenvironment to expose Druggable Vulnerabilities

Nome dell'istituzioneConsiglio Nazionale delle Ricerche
RegioneLombardia
Budget anno in corso184.000 €
Tipo di progettoIG
Annualità2025 - 2030
Descrizione

Il progetto è focalizzato sul legame tra obesità e cancro della prostata in fase avanzata, una patologia per cui a oggi le terapie sono limitate. L’obiettivo è capire come le alterazioni metaboliche associate all’obesità influenzino il metabolismo del tumore, la sua crescita, la sua diffusione e la risposta alle terapie, inclusa l’immunoterapia. Allo stesso tempo si cercherà di chiarire le ragioni biologiche del cosiddetto “paradosso dell’obesità”, il fenomeno per cui alcuni pazienti sovrappeso o con obesità lieve e con patologie croniche come quelle oncologiche possono avere una mortalità ridotta e una migliore prognosi rispetto a pazienti di peso nella norma con le stesse malattie croniche. Nello studio si utilizzeranno campioni ottenuti da pazienti e altri sistemi sperimentali per identificare nuovi bersagli terapeutici e biomarcatori utili a guidare le scelte cliniche. Un’attenzione particolare è dedicata anche al ruolo dell’alimentazione, per valutare se interventi mirati sulla dieta possano rallentare la malattia e potenziare l’efficacia delle terapie. I risultati potrebbero aprire la strada a strategie più precise e mirate, che tengano conto non solo delle caratteristiche biologiche del tumore, ma anche delle condizioni metaboliche del paziente, supportando approcci integrati che combinino terapie tradizionali e strategie nutrizionali specifiche.