Gabriella Minchiotti

Nata a Napoli nel 1965, si è laureata con lode in scienze biologiche nel 1989 presso l’Università degli studi di Napoli “Federico II”, dove ha poi conseguito anche il dottorato in genetica cellulare e molecolare nel 1997. Durante il suo percorso ha arricchito le proprie competenze in centri di ricerca nazionali e internazionali, tra cui l’Istituto europeo di oncologia (IEO) di Milano, l’École Normale Supérieure di Parigi, in Francia, e il VIB Center for Transgene Technology & Gene Therapy di Leuven, in Belgio. Nel 2006 ha affrontato personalmente una diagnosi di tumore al seno, esperienza che ha rafforzato la sua motivazione a contribuire concretamente alla ricerca oncologica, sia come scienziata sia come paziente. Da quasi vent’anni coordina una delle postazioni per la distribuzione di prodotti solidali AIRC a Napoli, in piazza Vanvitelli, dove promuove il coinvolgimento diretto dei cittadini nella raccolta fondi durante le campagne nazionali delle Arance della Salute, dell’Azalea della Ricerca e dei Cioccolatini della Ricerca. In questo contesto, porta in piazza giovani ricercatori e dottorandi per mostrare concretamente come il sostegno della comunità si traduca in risultati scientifici tangibili.

Progetti seguiti

A drug repurposing approach to control growth and metastic dissemination in pancreatic cancer

Nome dell'istituzioneConsiglio Nazionale delle Ricerche
RegioneCampania
Budget anno in corso167.000 €
Tipo di progettoIG
Annualità2025 - 2030
Descrizione

Il PDAC è uno dei tumori più difficili da curare, soprattutto a causa del fatto che spesso la malattia diffonde metastasi prima della diagnosi. Oltre alla classica transizione epitelio-mesenchimale, la metastatizzazione può anche essere guidata dalla transizione tra stati solidi (jammed) e fluidi (unjammed), che sono regolati dalla compattazione cellulare. Il budesonide induce tale compattazione, riducendo l’invasività collettiva e modulando la proliferazione in modo sia dipendente sia indipendente dal recettore glucocorticoide, distinguendosi così dagli altri glucocorticoidi.
Il progetto mira a comprendere gli effetti del budesonide sulla progressione del carcinoma duttale pancreatico (PDAC) e i meccanismi molecolari sottostanti. A tal fine si cercherà di caratterizzare come il budesonide modifichi le proprietà fisiche e meccaniche delle cellule PDAC, di indagare i processi alla base della compattazione cellulare e di valutare la risposta dei tumori al budesonide in cellule in coltura e in animali di laboratorio. saranno utilizzati approcci farmacologici e genetici su sfere tumorali derivate da pazienti, in microtessuti tridimensionali e in topi di laboratorio. Ci si aspetta di chiarire i meccanismi biofisici e molecolari del budesonide, di valutare il suo effetto sulla sensibilità del tumore alla gemcitabina e di esplorarne il potenziale nel prevenire la disseminazione metastatica e la fibrosi stromale. I risultati ottenuti potrebbero sostenere lo sviluppo del budesonide quale strategia terapeutica innovativa a bassa tossicità, da valutare in opportuni studi clinici, al fine di offrire un approccio concreto per contrastare uno dei tumori più aggressivi e difficili da trattare.