Francesco Ferrari

Nato a Formigine (MO) nel 1980, si è laureato in biotecnologie mediche all’Università degli studi di Modena e Reggio Emilia. Durante il dottorato, conseguito nello stesso ateneo, ha studiato i domini di cromatina e la loro regolazione, approfondendo i meccanismi che controllano l’organizzazione del genoma. In seguito, durante il post-dottorato all’Università di Padova, ha identificato moduli di geni co-regolati e co-localizzati, evidenziando l’importanza della struttura tridimensionale del genoma. Dal 2010 ha lavorato negli Stati Uniti, presso la Harvard Medical School di Boston, in Massachusetts, nel laboratorio di Peter J. Park, contribuendo a progetti internazionali pionieristici sull’epigenomica e analizzando i cambiamenti della struttura della cromatina durante la riprogrammazione cellulare verso la pluripotenza. Dal 2015 dirige il laboratorio di genomica computazionale di IFOM, l’Istituto di oncologia molecolare di AIRC, dove integra metodi computazionali e dati genomici di nuova generazione per studiare come l’architettura del genoma si alteri nel cancro e come questi cambiamenti influenzino la malattia e l’efficacia delle diverse strategie terapeutiche. Il gruppo di ricerca si concentra in particolare sui meccanismi epigenetici e sull’organizzazione genomica, con l’obiettivo di comprendere le basi molecolari del cancro e di individuare possibili approcci terapeutici innovativi.

Progetti seguiti

Tackling pro-metastatic mechanisms converging on heterochromatin remodeling

Nome dell'istituzioneIFOM - Istituto Fondazione di Oncologia Molecolare, ETS
RegioneLombardia
Budget anno in corso189.000 €
Tipo di progettoIG
Annualità2025 - 2030
Descrizione

La metastatizzazione del carcinoma colorettale resta poco compresa. La riprogrammazione epigenetica e la plasticità fenotipica sono tratti distintivi dei tumori e contribuiscono allo sviluppo metastatico. L’eterocromatina, compatta e inattiva dal punto di vista trascrizionale, mantiene la stabilità epigenetica e l’identità cellulare tramite la segregazione alla periferia nucleare. È noto che la transizione epitelio-mesenchimale (EMT) e alcuni stimoli meccanici alterano la regolazione dell’etero-cromatina e ciò suggerisce che quest’ultima abbia un ruolo nella metastatizzazione. Obiettivo del progetto è indagare se l’eterocromatina possa costituire un bersaglio comune dei meccanismi pro-metastatici e se il suo distacco dalla lamina nucleare favorisca la riprogrammazione epigenetica e la plasticità fenotipica nelle cellule tumorali. A tale scopo si analizzeranno, tra le altre cose, le interazioni tra cellule tumorali e proprietà biofisiche del microambiente, nonché l’impatto sulla regolazione epigenetica dei compartimenti di etero-cromatina. In particolare, si utilizzeranno approcci multi-omici integrati (trascrittomica, epigenomica e proteomica) per mappare la dinamica dei compartimenti cromatinici durante l’EMT e in risposta a stimoli meccanici. Verranno generate firme molecolari associate alla dinamica dell’etero-cromatina e valutata la loro capacità di predire il potenziale metastatico in organoidi derivati da campioni di pazienti e in campioni clinici retrospettivi. I risultati ottenuti potrebbero contribuire a definire firme molecolari di rimodellamento dell’etero-cromatina con cui identificare cellule tumorali predisposte a generare metastasi. I dati raccolti potrebbero dunque permettere di individuare nuovi marcatori predittivi e potenziali strategie terapeutiche per colpire sotto-cloni metastatici in pazienti con carcinoma colorettale.