Federico Forneris

Nato nel 1978 a Cervere (CN), si è laureato in chimica fisica all’Università degli studi di Torino nel 2002 con lode. Dopo un’esperienza di ricerca a Trieste dedicata alle strutture proteiche, presso l’Università degli studi di Pavia ha conseguito il dottorato nel 2007, studiando un enzima coinvolto nella regolazione epigenetica e nello sviluppo tumorale, proseguendo tali ricerche fino al 2008. Dal 2009 al 2013 ha lavorato a Utrecht, nei Paesi Bassi, sul sistema immunitario e la comunicazione intercellulare, ottenendo risultati che gli hanno permesso di vincere finanziamenti internazionali, tra cui il Career Development Award della Fondazione Armenise-Harvard. Tornato in Italia, ha avviato il proprio laboratorio grazie al programma Rita Levi-Montalcini nel 2014, diventando professore associato nel 2017 e ordinario di biologia molecolare all’Università di Pavia nel 2023. Coordina un gruppo di circa 10 persone impegnato nello studio di processi fondamentali con implicazioni in malattie genetiche e cancro, come la formazione delle sinapsi e la biosintesi del collagene.

Progetti seguiti

Targeting pro-metastatic collagen lysine post-translational modification enzyme assemblies

Nome dell'istituzioneUniversità degli Studi di Pavia
RegioneLombardia
Budget anno in corso162.000 €
Tipo di progettoIG
Annualità2025 - 2030
Descrizione

Obiettivo del progetto è sviluppare strategie efficaci per colpire farmacologicamente gli enzimi umani LH e GLT25D. Si tratta di proteine coinvolte nelle modificazioni post-traduzionali della lisina del collagene, dei processi chiave nella rigidità della matrice extracellulare e nella progressione tumorale. Si cercherà così di definire i tratti di specificità dei substrati, analizzare la localizzazione subcellulare e le interazioni enzimatiche per identificare siti farmacologicamente sfruttabili. Inoltre, si proverà a superare la resistenza nota degli enzimi LH all’inibizione mediante la ricerca di piccole molecole e nanocorpi mirati. Le modificazioni indotte da tali enzimi aumentano infatti la cosiddetta “cross-linking” del collagene e la rigidità tissutale, contribuendo alla transizione da tumori non metastatici a forme aggressive. Con esperimenti di laboratorio con cellule tumorali in coltura e mediante analisi strutturali e biofisiche, il gruppo di ricerca identificherà i siti di interazione nei complessi multi-enzimatici e la loro localizzazione subcellulare, ottenendo così informazioni fondamentali per guidare lo sviluppo di inibitori specifici. Integrando diversi approcci, l’obiettivo finale è identificare almeno un composto capace di modulare l’attività di LH-GLT25D che sia poi valutato in studi preclinici. L’impatto atteso è la creazione di strumenti terapeutici innovativi per ridurre l’aggressività dei tumori solidi e contrastare la metastatizzazione.