Federica Ungaro

Nata a Taranto nel 1984, si è laureata in biologia cellulare e molecolare all’Università degli studi di Bari. Si è poi trasferita a Milano, dove ha svolto un dottorato di ricerca in medicina molecolare all’Università Vita-Salute San Raffaele. Successivamente ha proseguito la sua attività di ricerca all’IRCCS Humanitas, dove ha maturato un crescente interesse per le malattie dell’apparato gastrointestinale. Nel corso della sua carriera ha ottenuto diversi riconoscimenti internazionali e finanziamenti competitivi, tra cui il My First Airc Grant, grazie al quale ha potuto avviare e consolidare un proprio laboratorio dedicato alla gastroenterologia sperimentale all’IRCCS Ospedale San Raffaele e Università Vita-Salute San Raffaele. Questo percorso le ha permesso di rafforzare la propria indipendenza scientifica e di sviluppare una linea di ricerca autonoma, che oggi prosegue con il sostegno di un Bridge Grant di Fondazione AIRC. Il suo lavoro si concentra oggi sullo studio delle malattie intestinali, tra cui quelle oncologiche, con l’obiettivo di comprendere meglio i meccanismi alla base della loro insorgenza e contribuire allo sviluppo di nuove strategie terapeutiche per migliorare la qualità di vita dei pazienti.

Progetti seguiti

The role of Mfsd2a in shaping immunity during colorectal carcinogenesis

Nome dell'istituzioneUniversità Vita-Salute San Raffaele
RegioneLombardia
Budget anno in corso99.999,52 €
Tipo di progettoBridge Grant
Annualità2025 - 2026
Descrizione

Obiettivo del progetto è studiare il legame tra infiammazione e tumore del colon-retto, al fine di capire come il sistema immunitario possa contribuire a contrastare la crescita del cancro. Al centro della ricerca c’è una proteina, chiamata MFSD2A, già nota per il proprio ruolo nel controllo dell’infiammazione intestinale. Studi precedenti hanno mostrato che questa proteina favorisce la produzione di molecole in grado di spegnere l’infiammazione e promuovere una risposta più equilibrata del sistema immunitario. Nei carcinomi del colon-retto, livelli più elevati di MFSD2A sono associati a un ambiente meno favorevole alla crescita tumorale e a una maggiore presenza di cellule immunitarie con funzione protettiva. Con questo progetto si intende andare oltre queste osservazioni per capire come tali dinamiche si sviluppino nel tempo e nello spazio all’interno del tumore. Per farlo, i ricercatori utilizzeranno tecnologie avanzate che permettono di analizzare le singole cellule e la loro posizione nel tessuto malato, ricostruendo così le interazioni tra neoplasia e sistema immunitario. Il fine ultimo è individuare nuovi meccanismi che possano essere sfruttati per potenziare le difese immunitarie contro il cancro. In prospettiva i risultati potrebbero contribuire allo sviluppo di strategie terapeutiche innovative, capaci di limitare la crescita del tumore e migliorare la risposta alle cure.