Nato a Milano nel 1959, si è laureato in medicina e chirurgia all’Università degli studi di Pavia nel 1985. Ha poi conseguito il dottorato di ricerca in microbiologia e una specialità in tisiologia e malattie dell’apparato respiratorio all’Università degli studi di Milano. Attualmente è professore ordinario di biologia cellulare e applicata nel Dipartimento di biotecnologie mediche e medicina traslazionale dell’Università degli studi di Milano e responsabile del Laboratorio di immunometabolismo presso l’Istituto nazionale genetica molecolare (INGM) “Romeo ed Enrica Invernizzi”, dove coordina attività di ricerca nell’ambito dei meccanismi immunitari che regolano l’ecosistema intestinale. La sua esperienza scientifica si è consolidata presso il Dipartimento di biologia e genetica per le scienze mediche dell’Università di Milano e in Svezia, grazie a una borsa di studio che gli ha permesso di approfondire le sue ricerche presso The Unit for Applied Cell and Molecular Biology dell’Università di Umeå, e presso l’Istituto Pasteur di Parigi, dedicandosi allo studio del differenziamento linfocitario nel timo. Nel corso della sua carriera ha ricoperto incarichi di ricerca e accademici di importanza crescente, per esempio è stato Marie Curie Fellow presso la Faculté Necker di Parigi e Special Fellow of the Leukemia & Lymphoma Society di New York, svolgendo le sue ricerche presso Il Dana Farber Cancer Institute dell’Harvard Medical School di Boston. Ha anche diretto il Laboratorio di immunologia mucosale presso l’Istituto di ricerca in biomedicina di Bellinzona (Svizzera).

Progetti seguiti

Conditioning the gut ecosystem to enhance checkpoint inhibitors efficacy via enterotropic T cells

Nome dell'istituzioneFondazione "Istituto Nazionale Genetica Molecolare - INGM"
RegioneLombardia
Budget anno in corso218.000 €
Tipo di progettoIG
Annualità2025 - 2030
Descrizione

Obiettivo del progetto è comprendere come condizionare l’ecosistema intestinale per migliorare i risultati delle immunoterapie contro diversi tipi di cancro. Il focus è sugli inibitori dei checkpoint immunitari (CPIs), farmaci che hanno rivoluzionato le terapie oncologiche, ma la loro efficacia richiede, tra le altre cose, la cooperazione di un ecosistema intestinale efficiente. Nel corso del progetto si cercherà di: analizzare il repertorio e le proprietà funzionali dei linfociti T che migrano dall’intestino nei tumori, per capire se amplificare le immunoglobuline IgA secretorie (SIgA) possa potenziare l’attività antitumorale di questi anticorpi; caratterizzare il microambiente intestinale in grado di generare linfociti T CD8 con aumentata azione distruttiva delle cellule malate; identificare le specie batteriche e i metaboliti responsabili del miglioramento dell’attività tumoricida dei linfociti T, indotta dall’amplificazione di SIgA; individuare nuovi bersagli terapeutici o biomarcatori predittivi della risposta; identificare strategie alimentari, specie batteriche o relativi metaboliti che possano migliorare l’efficacia delle immunoterapie. Nel progetto saranno analizzati sia topi di laboratorio con diversi tipi di tumori solidi, per studiare l’impatto dell’amplificazione di SIgA sul microbiota intestinale e sui linfociti T, sia campioni provenienti da pazienti trattati con CPIs. Il fine ultimo è identificare fattori chiave nell’asse tra l’intestino, il sistema immunitario e il cancro che possano aprire la strada a nuove strategie terapeutiche più precise e mirate.