Nato a Roma nel 1966, si è laureato in scienze biologiche presso l’Università “La Sapienza” di Roma e ha conseguito un dottorato di ricerca in embriologia medica presso l’Università di Roma Tor Vergata, dove ha svolto la prima parte della sua carriera di ricercatore. Ha trascorso diversi periodi all’estero: in California, all’Università di Stanford e di Berkeley, quindi in Giappone, all’Università di Kobe in Giappone, quindi ancora in California, all’Università di San Francisco. Oggi è ordinario di anatomia umana all’Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma presso la Facoltà di medicina e chirurgia.

Progetti seguiti

RNA processing dysregulation as prognostic factor and exploitable vulnerability in pancreatic cancer

Nome dell'istituzioneUniversità Cattolica del Sacro Cuore
RegioneLazio
Budget anno in corso124.000 €
Tipo di progettoIG
Annualità2019 - 2024
Descrizione

Scopo del progetto è individuare strategie innovative per il trattamento del tumore del pancreas attraverso lo studio delle alterazioni nei meccanismi di elaborazione dell’informazione genetica all’interno delle cellule tumorali. La ricerca si concentra in particolare sullo “splicing”, il processo con cui le regioni non codificanti dei geni, o introni, vengono rimossi dall’RNA messaggero e le regioni codificanti, o esoni, vengono unite insieme per generare l’RNA messaggero maturo, necessario alla sintesi della specifica proteina corrispondente. Alterazioni nel processo di splicing sono associate alla trasformazione neoplastica. Attraverso lo studio dettagliato di questi meccanismi, si intendono identificare marcatori che forniscano indicazioni sul possibile decorso della malattia e sulla risposta ai trattamenti, per esempio alla chemioterapia. Le informazioni così ottenute potrebbero consentire, fra le altre cose, di selezionare i pazienti che possono beneficiare della chemioterapia preoperatoria finalizzata a ridurre le dimensioni del tumore, offrendo in tal modo la possibilità di asportare la massa cancerosa a malati oggi considerati inoperabili. Lo studio punta inoltre a identificare i meccanismi di regolazione dello splicing che possono rappresentare nuovi bersagli molecolari per future terapie mirate.