È nato nel 1982 a Napoli, dove si è laureato in medicina e chirurgia nel 2008. Nel 2014 si è specializzato in radioterapia oncologica presso l’Università degli studi di Firenze. Un momento chiave della sua formazione è stato il periodo trascorso al Royal Marsden Hospital di Londra nel 2012, in cui ha consolidato il suo interesse per la ricerca clinica finalizzata a migliorare concretamente la qualità di vita dei pazienti oncologici. Dal 2014 lavora presso Humanitas Research Hospital IRCCS di Milano e tra il 2019 e il 2023 è stato anche ricercatore presso Humanitas University, diventando professore associato nel 2023. Dal 2025 è direttore dell’Unità operativa di radioterapia oncologica dell’Ospedale Humanitas San Pio X di Milano, dove guida progetti clinici innovativi e contribuisce allo sviluppo di strategie terapeutiche mirate a un approccio sempre più personalizzato per i pazienti oncologici.

Progetti seguiti

PRISTINE: PRoton beam therapy In Seminoma - Toxicity INvestigation and Evaluation of outcome

Nome dell'istituzioneHumanitas Mirasole S.p.A.
RegioneLombardia
Budget anno in corso131.000 €
Tipo di progettoIG
Annualità2025 - 2030
Descrizione

Obiettivo del progetto è ridurre la dose di radiazioni agli organi sani nei pazienti con seminoma testicolare di stadio II mediante protonterapia (PBT), una forma avanzata di radioterapia, mantenendo l’efficacia e limitando l’impatto sulla qualità di vita. Il seminoma è il tumore solido più comune nei giovani adulti (15-40 anni), e la radioterapia rappresenta uno standard di cura nello stadio II, ma può esporre gli organi sani a dosi di radiazioni significative, aumentando il rischio di tumori secondari. La PBT consente di concentrare la dose sul cancro da trattare e ridurre l’irradiazione dei tessuti circostanti. Parallelamente sarà valutato il miR-371a circolante quale possibile biomarcatore non invasivo per monitorare la risposta al trattamento e rilevare precocemente eventuali recidive. Nello studio sono previste 3 fasi: arruolamento di 20 pazienti per PBT; valutazione degli effetti collaterali e del rischio di tumori secondari con questionari di qualità di vita e dati dosimetrici; analisi dei campioni di sangue per misurare il miR-371a durante e dopo il trattamento. Ci si aspetta una sopravvivenza libera da progressione paragonabile o superiore ai dati storici, con riduzione significativa del rischio di effetti tardivi, e una correlazione tra livelli di miR-371a e andamento clinico. Se confermati, i risultati potrebbero ridefinire il trattamento del seminoma di stadio II, posizionando la PBT come alternativa più sicura alla radioterapia convenzionale e integrando la biopsia liquida nella sorveglianza post-trattamento, migliorando qualità di vita, garantendo un follow-up più preciso e mirato e potenzialmente aprendo la strada a strategie combinate.