Caterina Marchiò

Nata a Cuneo nel 1979, si è laureata in medicina e chirurgia presso l’Università degli studi di Torino nel 2004 e nello stesso ateneo ha conseguito il dottorato nel 2008. Ha svolto parte di questo percorso nel Laboratorio di patologia molecolare dell’Institute of Cancer Research di Londra, nel Regno Unito, come Clinical Research Fellow. Ha poi completato una specializzazione in anatomia patologica all’Università degli studi di Torino, continuando a dedicarsi in parallelo alla ricerca scientifica, con particolare attenzione al carcinoma mammario e alla diagnostica molecolare su tessuti. Nel 2014 è diventata ricercatrice e nel 2018 ha vinto il concorso come docente associata in anatomia patologica. Dal 2018 ha trasferito la propria attività all’IRCCS Istituto di Candiolo, dove tuttora coordina il Laboratorio di patologia molecolare sperimentale. Dal settembre 2025, inoltre, ricopre il ruolo di direttrice del Reparto di anatomia patologica dell’Istituto di Candiolo. La sua attività di ricerca è focalizzata sulla biologia molecolare del carcinoma mammario, con un’attenzione particolare alla diagnostica molecolare, alla caratterizzazione dei tumori e allo sviluppo di strumenti di stratificazione dei pazienti basati su biomarcatori.

Progetti seguiti

Next-generation diagnostics in breast cancer: leveraging complex genomic alterations to best inform clinical practice

Nome dell'istituzioneIstituto di Candiolo - Fondazione del Piemonte per l'Oncologia (FPO) - I.R.C.C.S.
RegionePiemonte
Budget anno in corso170.000 €
Tipo di progettoIG
Annualità2025 - 2030
Descrizione

Nella pratica clinica, l’eterogeneità del carcinoma mammario viene analizzata con approcci genomici differenziati per malattia precoce e avanzata, ma la complessità delle alterazioni genetiche resta ancora poco esplorata. Il progetto mira a sfruttare le conoscenze attuali sulla genomica di questo tipo di cancro per affrontare bisogni ancora insoddisfatti nella gestione delle pazienti. In particolare, i ricercatori puntano a valutare l’efficacia, la sostenibilità e l’impatto clinico di approcci di analisi genomica nella stratificazione dei pazienti, sfruttando campioni tissutali e di biopsia liquida. Il piano sperimentale prevede 3 fasi principali: raccolta di campioni da pazienti in trattamento neoadiuvante e validazione di un metodo di sequenziamento per alterazioni cromosomiche nei tumori positivi o negativi per HER2; implementazione del sequenziamento a lettura lunga su campioni chirurgici e biopsie per diagnostica integrata in tempo reale; e ottimizzazione della fissazione dei campioni con antiossidanti per banche di dati biologici. L’adozione di test molecolari innovativi su campioni tissutali e liquidi potrebbe migliorare notevolmente la possibilità di diagnosi e la cura del tumore del seno.