Anna Rita Franco Migliaccio

Nata a Mesagne nel 1952, ha conseguito la laurea in scienze naturali nel 1975 e in scienze biologiche nel 1977 presso l’Università degli studi di Napoli “Federico II”. Ha completato quindi un periodo di ricerca, dapprima a Napoli tra il 1978 e il 1981 e successivamente al Radiobiological Institute di Rijswijk nei Paesi Bassi tra il 1982 e il 1983. È stata Senior Investigator presso il New York Blood Center tra il 1983 e il 1998, dirigente di ricerca in medicina trasfusionale presso l’Istituto superiore di sanità a Roma tra il 1998 e il 2014), e professoressa di medicina presso l’Ichan School of Medicine al Mount Sinai a New York tra il 2006 e il 2021. È stata inoltre professoressa per chiamata diretta all’Università degli studi di Bologna tra il 2014 e il 2021, dal 2021 Senior Investigator presso l’Altius Institute for Biomedical Research di Seattle, e dal 2023 è ricercatrice associata presso l’Istituto di nanotecnologia del Consiglio nazionale delle ricerche (CNR-Nanotec) a Lecce. Tra i risultati scientifici di maggiore impatto vanta il controllo di qualità del sangue di cordone, su cui si è basata l’autorizzazione ai primi trapianti con cellule staminali cordonali, fondamentali nel trattamento delle leucemie infantili. Nell’ambito dei progetti sostenuti da AIRC, ha generato dati preclinici che hanno sostenuto la sperimentazione clinica con il TGF-beta trap AVID200, coordinando gli esperimenti che hanno svelato i meccanismi con cui tale trattamento normalizza la piastrinopenia in alcuni pazienti.

Progetti seguiti

Defining the Role of Megakaryocyte Abnormalities in the Progression of Primary Myelofibrosis

Nome dell'istituzioneConsiglio Nazionale delle Ricerche
RegionePuglia
Budget anno in corso94.000 €
Tipo di progettoIG
Annualità2025 - 2030
Descrizione

Obiettivo del progetto è chiarire i meccanismi con cui la linea megacariocitaria contribuisce alla progressione della mielofibrosi, la forma più grave delle neoplasie mieloproliferative, caratterizzata da splenomegalia progressiva, fibrosi midollare e, in circa il 20% dei casi, evoluzione verso la leucemia acuta. La proliferazione dei megacariociti rappresenta un marcatore patologico distintivo della mielofibrosi e ha un ruolo cruciale nella fisiopatologia della malattia. Tuttavia, sono poco noti i dettagli dei processi biologici con cui i megacariociti maligni favoriscono la progressione della mielofibrosi. Studi recenti hanno evidenziato l’eterogeneità della linea megacariocitaria, che comprende cellule di questo tipo che producono piastrine, altre “niche-poised” (di supporto alle cellule staminali ematopoietiche) e altre ancora “immune-poised” (con varie funzioni immunitarie). Gli obiettivi principali del progetto sono: identificare i cambiamenti nella linea megacariocitaria responsabili della progressione della MF; determinare come i megacariociti e i fattori che secernono, tra cui TGF-beta e altre citochine, influenzino le cellule staminali ematopoietiche normali e maligne; e sviluppare terapie mirate ai megacariociti per trattare la mielofibrosi attraverso nanoparticelle. L’approccio sperimentale sarà articolato e in collaborazione con esperti clinici e preclinici, integrando dati da studi in animali di laboratorio e in pazienti in diversi stadi della malattia. I risultati attesi includono l’identificazione di vie molecolari e nuovi bersagli terapeutici che regolano l’eterogeneità dei megacariociti e la loro corruzione nella mielofibrosi. Lo sviluppo di approcci basati su nanoparticelle per la modulazione genica dei megacariociti potrebbe offrire una strategia innovativa per trattare una malattia che al momento è priva di cure definitive, migliorando le prospettive cliniche per i pazienti.