| Nome dell'istituzione | Consiglio Nazionale delle Ricerche |
| Regione | Puglia |
| Budget anno in corso | 94.000 € |
| Tipo di progetto | IG |
| Annualità | 2025 - 2030 |
| Descrizione | Obiettivo del progetto è chiarire i meccanismi con cui la linea megacariocitaria contribuisce alla progressione della mielofibrosi, la forma più grave delle neoplasie mieloproliferative, caratterizzata da splenomegalia progressiva, fibrosi midollare e, in circa il 20% dei casi, evoluzione verso la leucemia acuta. La proliferazione dei megacariociti rappresenta un marcatore patologico distintivo della mielofibrosi e ha un ruolo cruciale nella fisiopatologia della malattia. Tuttavia, sono poco noti i dettagli dei processi biologici con cui i megacariociti maligni favoriscono la progressione della mielofibrosi. Studi recenti hanno evidenziato l’eterogeneità della linea megacariocitaria, che comprende cellule di questo tipo che producono piastrine, altre “niche-poised” (di supporto alle cellule staminali ematopoietiche) e altre ancora “immune-poised” (con varie funzioni immunitarie). Gli obiettivi principali del progetto sono: identificare i cambiamenti nella linea megacariocitaria responsabili della progressione della MF; determinare come i megacariociti e i fattori che secernono, tra cui TGF-beta e altre citochine, influenzino le cellule staminali ematopoietiche normali e maligne; e sviluppare terapie mirate ai megacariociti per trattare la mielofibrosi attraverso nanoparticelle. L’approccio sperimentale sarà articolato e in collaborazione con esperti clinici e preclinici, integrando dati da studi in animali di laboratorio e in pazienti in diversi stadi della malattia. I risultati attesi includono l’identificazione di vie molecolari e nuovi bersagli terapeutici che regolano l’eterogeneità dei megacariociti e la loro corruzione nella mielofibrosi. Lo sviluppo di approcci basati su nanoparticelle per la modulazione genica dei megacariociti potrebbe offrire una strategia innovativa per trattare una malattia che al momento è priva di cure definitive, migliorando le prospettive cliniche per i pazienti. |