Alessandro Vannucchi

Nato a Pistoia nel 1957, si è formato all’Università degli studi di Firenze, dove si è laureato in medicina e chirurgia e ha conseguito la specializzazione in ematologia, affiancando fin da subito l’attività clinica alla ricerca. Nel corso della sua carriera ha maturato esperienze internazionali a Londra e New York, mantenendo però sempre un forte legame con il contesto accademico e sanitario fiorentino. Per oltre 15 anni si è occupato di trapianto di cellule staminali e dello studio delle neoplasie mieloproliferative, approfondendo i meccanismi che regolano la produzione delle cellule del sangue anche in sistemi sperimentali. Dal 2002 insegna all’Università di Firenze, dov’è stato anche responsabile del Centro di innovazione e ricerca delle malattie mieloproliferative dell’Azienda ospedaliera universitaria Careggi (AOUC) fino al 2020, quando ha assunto la direzione della Struttura complessa di ematologia. Dal 2024 è direttore del Dipartimento integrato di oncologia dell’AOUC. La sua attività si colloca all’intersezione tra ricerca di base e pratica clinica, con l’obiettivo di migliorare la comprensione e la cura delle malattie del sangue.

Progetti seguiti

Addressing Complexity of LeukemiA genome by chRomatIn 3D sTructure analYsis: translational opportunities (CLARITY)

Nome dell'istituzioneUniversità degli Studi di Firenze
RegioneToscana
Budget anno in corso203.000 €
Tipo di progettoIG
Annualità2025 - 2030
Descrizione

Il progetto è focalizzato sulla leucemia mieloide acuta, una malattia complessa in cui le alterazioni genetiche giocano un ruolo fondamentale. L’obiettivo è ottenere una visione più completa del genoma delle cellule leucemiche, superando le analisi tradizionali per capire come il DNA si organizza nello spazio e come questa struttura influenzi il funzionamento dei geni. Grazie a tecnologie avanzate, i ricercatori analizzeranno non solo le mutazioni più note, ma anche le variazioni strutturali del DNA e i cambiamenti nella sua organizzazione tridimensionale. Questi aspetti, ancora poco esplorati, possono avere un impatto importante sul comportamento delle cellule tumorali e sulla progressione della malattia. Integrando dati genetici, epigenetici e clinici, si cercherà di identificare nuovi marcatori utili per migliorare la diagnosi e la valutazione del rischio nei pazienti. Allo stesso tempo, verranno sviluppati sistemi sperimentali a base di cellule in coltura per comprendere meglio i meccanismi alla base delle alterazioni osservate e valutare possibili strategie terapeutiche. I risultati potrebbero contribuire a rendere più precisa la medicina di precisione nella leucemia mieloide acuta, aprendo la strada a nuovi strumenti diagnostici e a trattamenti più mirati, con benefici anche per altri tipi di tumore.