| Nome dell'istituzione | Università degli Studi di Trento |
| Regione | Trentino-Alto Adige |
| Budget anno in corso | 165.000 € |
| Tipo di progetto | IG |
| Annualità | 2025 - 2030 |
| Descrizione | Il neuroblastoma ad alto rischio rappresenta una delle principali cause di mortalità oncologica in età pediatrica: circa il 50% dei pazienti va incontro a ricaduta entro 5 anni, con esito spesso fatale. Obiettivo del progetto è migliorare l’efficacia della terapia di mantenimento attualmente disponibile, cruciale per ridurre la persistenza di malattia minima residua. Il fine ultimo è migliorare il controllo della malattia residua e ridurre significativamente il rischio di recidiva, con un potenziale impatto diretto sulla sopravvivenza dei pazienti pediatrici. A tale scopo, si genereranno evidenze precliniche a supporto dell’utilizzo combinato dell’antagonismo del recettore adrenergico alfa1 (alfa1-AR) e del 13-cis-retinoico (13cRA) nel trattamento post-consolidamento del neuroblastoma ad alto rischio (HR-NB) con amplificazione del gene MYCN. Attualmente, il 13cRA rappresenta lo standard di riferimento nella terapia post-consolidamento, in associazione all’immunoterapia anti-GD2, ma la sua efficacia rimane incompleta. Studi preliminari hanno suggerito che alcune vie di segnalazione mediate dal recettore adrenergico α1B potrebbero favorire la progressione del neuroblastoma, e che inibire questo asse potrebbe aumentare la sensibilità delle cellule malate agli effetti pro-differenziativi e pro-apoptotici del 13cRA, con un possibile ruolo modulatore dell’oncogene MYCN nel determinare tale interazione. Il lavoro punta a testare un approccio di riposizionamento farmacologico, sfruttando un farmaco a bassa tossicità già in uso clinico. |