Nato a Bari nel 1975, si è laureato in medicina e chirurgia, si è specializzato in oncologia medica e ha conseguito un dottorato di ricerca all’Università degli studi di Bari “Aldo Moro”. Il suo interesse per la ricerca oncoematologica si è sviluppata durante gli anni della specializzazione, sotto la guida di Franco Dammacco e Angelo Vacca. Ha poi proseguito la sua formazione scientifica negli Stati Uniti, lavorando per circa 12 anni al Dana-Farber Cancer Institute della Harvard Medical School di Boston, dove si è occupato di neoplasie linfoproliferative, con particolare attenzione al mieloma multiplo e alla macroglobulinemia di Waldenström. Qui ha ricoperto ruoli di crescente responsabilità scientifica e accademica, collaborando con leader internazionali del settore. Rientrato in Italia, attualmente dirige la Struttura complessa Clinical Trial Center e il Laboratorio di ricerca C.R.E.A., presso l’ASST Spedali Civili di Brescia. Ha inoltre conseguito l’Abilitazione scientifica nazionale a professore ordinario in diverse aree disciplinari (ematologia-oncologia, medicina interna e patologia clinica) e ha ricoperto ruoli in organismi scientifici e comitati etici: attualmente è vicepresidente del Comitato etico territoriale Lombardia-3. Ha ricevuto numerosi premi, fra cui il Premio internazionale De Luca per la ricerca sui tumori, dell’Accademia nazionale dei Lincei, consegnatogli nel giugno 2015 dal presidente della Repubblica.

Progetti seguiti

Halting the tumor cell-to-bone marrow niche interactions in Waldenstrom's Macroglobulinemia

Nome dell'istituzioneASST degli Spedali Civili di Brescia
RegioneLombardia
Budget anno in corso215.000 €
Tipo di progettoIG
Annualità2025 - 2030
Descrizione

Obiettivo del progetto è comprendere come le interazioni tra cellule tumorali e microambiente del midollo osseo contribuiscano alla crescita e alla resistenza terapeutica nella macroglobulinemia di Waldenström, un tipo di tumore del sangue, e nella fase precoce della malattia (IgM MGUS). Lo scopo è identificare i meccanismi molecolari che regolano questo dialogo patologico e che ne sostengono la progressione. Nello studio saranno integrati analisi trascrittomiche e genomiche su singola cellula con dati di trascrittomica spaziale e varianti somatiche ottenute da campioni di pazienti e di volontari sani come controllo. Tale approccio dovrebbe consentire di ricostruire le principali reti di interazione tra clone tumorale e nicchia midollare e di definire i programmi cellulari alterati associati alla malattia. Le evidenze ottenute verranno poi validate con esperimenti in cellule in coltura e animali di laboratorio. Il fine ultimo è identificare nuovi meccanismi biologici e possibili bersagli terapeutici, per migliorare la comprensione della patogenesi della malattia e aprire nuove prospettive per strategie di trattamento più precise e mirate.