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Ricerche dal mondo

Un po’ di impegno per ridurre l’incontinenza

Uno studio statunitense ha dimostrato che la terapia comportamentale, che include anche l’esercizio fisico, è un’arma efficace contro l’incontinenza legata alla cura del tumore della prostata

Con specifici esercizi per rinforzare i muscoli pelvici e alcune semplici regole di comportamento è possibile dimezzare in pochi mesi il problema dell’incontinenza che spesso è presente anche dopo anni dall’intervento per l’asportazione della prostata a causa di un tumore.

Ne è convinta Patricia S. Goode che assieme ai suoi colleghi dell’Università dell’Alabama (USA) ha studiato questo problema in oltre 200 uomini tra i 51 e gli 84 anni che ancora soffrivano di incontinenza urinaria dopo più di un anno dalla rimozione chirurgica della ghiandola.

“La prostatectomia è un intervento efficace in caso di carcinoma della prostata, ma porta con sé conseguenze spiacevoli che a volte durano anni” afferma l’autrice sulle pagine della rivista JAMA. “Anche se non è il trattamento perfetto, di certo la terapia comportamentale può migliorare notevolmente la qualità della vita”.

Per arrivare a queste conclusioni, Goode e colleghi hanno diviso i partecipanti allo studio in tre gruppi e li hanno sottoposti a otto settimane di trattamento: il gruppo che ha seguito la terapia comportamentale ha ridotto del 55 per cento il numero settimanale di episodi di incontinenza, mentre l’aggiunta alla terapia comportamentale di una stimolazione elettrica a livello pelvico o di biofeedback (una tecnica che rileva l’attività dei muscoli coinvolti e può inviare un segnale al paziente) non ha modificato il risultato. Nel terzo gruppo, non sottoposto ad alcuna terapia, la percentuale di riduzione dell’incontinenza si è fermata al 24 per cento.

La terapia sperimentata nello studio consiste in un incontro con il medico ogni due settimane, esercizi per il controllo e la contrazione dei muscoli pelvici da svolgere tutti i giorni ed esercizi per la regolazione del flusso urinario (per esempio interrompere volontariamente il flusso e poi farlo ripartire); inoltre sono previsti esercizi di ritardo dell’episodio di incontinenza che consistono nel rimandare la “visita” al bagno cercando di mettere in pratica la contrazione dei muscoli pelvici.

“Questo tipo di terapia richiede senza dubbio impegno da parte del paziente e può non essere efficace nei casi molto gravi, ma con un po’ di costanza i risultati compensano gli sforzi e si mantengono per almeno un anno” afferma Goode.

 

Pubblicato su: JAMA - Data pubblicazione: Gennaio 2011

Titolo originale:
Behavioral therapy with or without biofeedback and pelvic floor electrical stimulation for persistent postprostatectomy incontinence: a randomized controlled trial.




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