La sperimentazione animale

AIRC da oltre 45 anni sostiene la ricerca sul cancro nell'interesse di migliaia di pazienti che attendono una cura

Perché non possiamo ancora fare a meno degli studi che coinvolgono gli animali per trovare cure per il cancro

Molte persone sono a disagio all'idea che i test negli animali di laboratorio siano indispensabili a provare la sicurezza e l'efficacia di ogni nuova cura. Il disagio è più che comprensibile, ma ci sono ragioni serie per cui gli animali sono alleati indispensabili della ricerca di nuove terapie, e la prima ragione è la sicurezza.

Alcuni effetti di una terapia compaiono infatti soltanto in un organismo completo, dotato di tutti gli organi che possono ricevere e modificare la terapia stessa, ma non nelle cellule isolate che si usano nei primi esperimenti in vitro.

È vero che noi esseri umani siamo per molti aspetti diversi dagli animali, ma con parecchi di loro condividiamo gran parte del cammino evolutivo e quindi delle molecole che si sono conservate fino a oggi. Le cellule per esempio sono organizzate in modo pressoché identico in tutti i mammiferi e molte parti sono addirittura intercambiabili. È raro che una proteina umana non funzioni almeno un poco quando sostituisce la sua controparte in un topo.

In virtù di questa "parentela" molecolare, i risultati dei test in animali sufficientemente simili a noi possono dare indicazioni utili. Possono per esempio suggerire che una terapia sarà tollerabile nell'uomo se negli animali non darà problemi al cuore e alla respirazione; se non provocherà effetti sedativi o stimolanti; se non modificherà l'equilibrio ormonale e così via.

Per queste ragioni gli esperimenti negli animali sono richiesti per legge prima che si possa passare alla sperimentazione clinica nell'uomo. La legge peraltro rispecchia un'esigenza diffusa fra i pazienti: che le terapie prescritte dai medici non siano dannose.

La sicurezza e l'assenza di effetti collaterali che non solo pretendiamo, ma che spesso diamo per scontati, richiedono di sperimentare le terapie negli animali di laboratorio. Si tratta comunque di sperimentazioni che sono regolate da norme molto severe, che tutelano il benessere degli animali e ne limitano l'utilizzo al minimo indispensabile.

 

Che cosa fa AIRC per contenere al massimo l'uso degli animali e garantire il loro benessere nelle ricerche finanziate dall'Associazione

Per i progetti sottoposti ad AIRC che richiedono l'impiego degli animali (si tratta soprattutto di topi di laboratorio, piccoli vermi, pesci, moscerini), AIRC impone che i ricercatori rispettino le leggi e i regolamenti che proteggono gli animali usati nella ricerca, secondo le leggi nazionali e gli standard internazionali.

Per ogni sperimentazione animale è obbligatorio ottenere il parere del Comitato etico per la sperimentazione animale. Il Comitato etico include, oltre a veterinari e ricercatori, anche persone che si occupano della difesa degli animali. Solo se il Comitato etico dà parere positivo, dopo aver accertato l'importanza della ricerca, l'impossibilità di condurla con sistemi alternativi e, soprattutto, dopo aver ricevuto le garanzie che gli animali saranno salvaguardati da ogni sofferenza, questi progetti possono avere accesso ai finanziamenti AIRC.

Le ricerche sostenute da AIRC che coinvolgono animali di laboratorio devono inoltre rispettare la cosiddetta regola delle 3R: per ogni sperimentazione animale, i ricercatori sono tenuti a scrivere ad AIRC un documento in cui spiegano se è disponibile un metodo alternativo per sostituire (replace) gli esperimenti con gli animali; come intendono ridurre (reduce) al minimo il numero di animali, qualora siano comunque obbligati a utilizzarli; e come hanno previsto di migliorare (refine) le condizioni degli animali, minimizzando lo stress e il dolore.

 

La Direttiva 2010/63/UE del Parlamento europeo

La regola delle 3R fa parte della Direttiva 2010/63/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 22 settembre 2010, sulla protezione degli animali utilizzati a fini scientifici, una Direttiva a oggi già recepita da 20 stati membri dell'Unione europea.

La Direttiva, pensata per eliminare le disparità tra le disposizioni legislative, regolamentari e amministrative degli Stati membri in materia, dovrebbe sostituire l'attuale Direttiva del 1986, recepita in Italia nel 1992,e al punto 2 sottolinea che il benessere degli animali è un valore sancito dall'articolo 13 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea. Tra l'altro, il suo contenuto è già stato approvato dall'organizzazione animalista Eurogroup for animals, di cui fanno parte i principali gruppi animalisti di vari Paesi europei, inclusa l'italiana Lega antivivisezione (Lav), che hanno ritenuto la nuova direttiva migliore della precedente.

È importante che il Governo italiano recepisca il testo originale della Direttiva nella sua interezza.

 

Le domande più frequenti sulla sperimentazione animale

"La prevenzione salva molte più vite della cura. Perché non si finanzia la prevenzione anziché la ricerca?"

La prevenzione ha, più che mai, bisogno della ricerca. Senza la ricerca, che ci fa conoscere le cause interne ed esterne scatenanti i tumori ed il modo secondo il quale il nostro organismo reagisce di fronte a tanti stimoli esterni capaci di generare le modificazioni genetiche che portano al cancro, come si potrebbero sviluppare i metodi per fare prevenzione?

"La sperimentazione negli animali, che sono diversi dall'uomo, è inutile e antiscientifica"

A livello di corredo cromosomico esistono molte più similitudini che differenze tra le varie specie animali. Ad esempio, i topi condividono con l'uomo l'85% del patrimonio genetico, mentre le funzioni dei geni sono identiche. Infatti, nell'albero evolutivo di tutte le specie viventi, la distanza fra il ramo dei roditori e quello che ha portato a Homo sapiens è assai ridotta. Per questo la sperimentazione animale può essere indispensabile per alcuni progetti di ricerca, e sono innumerevoli le testimonianze di importantissime conquiste raggiunte proprio attraverso questo metodo. Un esempio per tutti: uno dei nostri più recenti successi è l'identificazione di un gene legato allo sviluppo delle metastasi nell'uomo, resa possibile dagli studi sullo stesso, identico gene presente nel moscerino della frutta.

"I moderni metodi di ricerca escludono l'utilizzo degli animali"

È vero che la maggior parte delle ricerche di base indagano le componenti della cellula e quindi non hanno alcun bisogno della sperimentazione animale. Tuttavia, quando si è arrivati a determinare in quelle cellule un processo collegato con l'insorgenza o lo sviluppo del tumore, e le possibili strade per contrastarlo, una verifica su un organismo intero e sufficientemente complesso è assolutamente necessaria.

"La sperimentazione negli animali è usata indiscriminatamente e senza alcun controllo"

Nei casi in cui la sperimentazione animale è necessaria, debbono essere seguite regole molto precise che ne valutano non solo l'effettiva necessità, ma anche il modo con cui la ricerca verrà svolta, secondo i parametri di un codice etico molto rigido. In mancanza di queste certificazioni, il progetto non viene approvato.

"Preferisco finanziare associazioni ed istituti che non impiegano la sperimentazione animale"

Ognuno è libero di fare le proprie scelte. Tuttavia è bene sapere che molte tra le più importanti scoperte che hanno illuminato il percorso della ricerca scientifica, ed alleviato le sofferenze di innumerevoli individui, senza la sperimentazione animale non sarebbero mai state raggiunte.

"La vivisezione è una pratica inumana e crudele"

Verissimo. La vivisezione non è più praticata da decenni in nessun laboratorio scientifico degno di questo nome. La sperimentazione animale fatta con le garanzie e i limiti che sopra sono stati descritti è tutt'altra cosa.

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Ultimo aggiornamento martedì 27 maggio 2014.

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