AIRC AIRC - Associazione Italiana per la Ricerca sul Cancro
Seguici anche su
Seguici anche su Youtube
Seguici anche su Twitter
Seguici anche su facebook

Per saperne di più
Maggiori informazioni

Sostegno alla ricerca

I nostri ricercatori

Con le loro idee e il loro entusiasmo, rappresentano il futuro della ricerca nel nostro Paese.

Per questo AIRC ha deciso di investire sulla crescita di una nuova generazione di scienziati.

Vi presentiamo alcuni ricercatori titolari di progetti finanziati da AIRC.



Irma Airoldi
Ospedale Giannina Gaslini (Genova)

Che cosa studia: Obiettivo delle ricerche di Irma Airoldi è la scoperta di nuovi elementi implicati nell’insorgenza dei tumori del sangue. In particolare, il progetto analizza le alterazioni di alcuni geni che contribuiscono allo sviluppo dei tumori che si originano dai linfociti B. Capire queste modificazioni potrà contribuire alla progettazione di nuovi strumenti diagnostici e terapeutici specifici per questo tipo di tumori.

 


Giannino Del Sal
Consorzio interuniversitario per le biotecnologie di Trieste (CIB)

Che cosa studia: il team coordinato da Giannino del Sal studia un tipo di tumore al seno tra i più aggressivi, detto triplo negativo. Il loro lavoro è tradurre i progressi ottenuti nella comprensione della biologia in termini applicativi e di elaborare nuovi strumenti di diagnosi, prognosi e innovative strategie terapeutiche per trattare queste forme così aggressive di cancro alla mammella.

 


Robin Foà
Università "La Sapienza" (Roma)

Che cosa studia: l'obiettivo della ricerca di Robin Foà consiste nel mettere a punto nuove terapie mirate per chi soffre di una neoplasia linfoide, un tumore delle cellule immunitarie che viaggiano nel sangue. Lo studio punta sull'analisi approfondita delle caratteristiche genetiche di queste neoplasie per arrivare a disegnare le terapie più adatte a specifici sottogruppi di pazienti che avranno i maggiori benefici da ciascuna delle opzioni terapeutiche disponibili. Foà guida uno dei programmi speciali che AIRC ha istituito con i fondi del 5 per mille.

 



Ruggero De Maria
Istituto superiore di Sanità (Roma)

Che cosa studia: grazie alla scoperta delle cellule staminali del cancro al colon e al polmone, Ruggero De Maria e i suoi collaboratori sono in grado di riprodurre in laboratorio i tumori dei pazienti e sviluppare nuovi farmaci e anticorpi specifici contro queste cellule staminali che alimentano i tumori.

 


Letizia Lanzetti
Fondazione Piemontese per la Ricerca sul Cancro ONLUS (Candiolo - Torino)

Che cosa studia: il modo in cui le cellule normali e quelle malate si dividono e come, nella duplicazione cellulare, i cromosomi si ripartiscono nelle due cellule figlie. Quando questo meccanismo funziona male, le cellule figlie hanno un numero scorretto di cromosomi, un fenomeno chiamato aneuploidia. Le cellule aneuploidi non sono di per sé causa di tumore ma quando ce ne sono molte il tumore è più aggressivo e richiede cure più intense.

 


Vincenzo Bronte
Università di Verona

Che cosa studia: Vincenzo Bronte studia il complesso rapporto che si instaura tra un tumore e il suo "ospite", con l'intento di scoprire in che modo il primo riesce a eludere il controllo immunitario e a privare l'organismo delle sue difese naturali.

 


Simona Paladino
Università di Napoli Federico II (Napoli)

Che cosa studia: obiettivo della ricerca di Simona Paladino è trovare nuovi bersagli terapeutici analizzando la malattia tumorale dal punto di vista dell’ambiente in cui questa si sviluppa.

 


Thomas Vaccari
IFOM-IEO Campus (Milano)

Che cosa studia: Thomas Vaccari usa un organismo modello come il moscerino della frutta per studiare un gruppo di geni che agiscono come soppressori tumorali, la cui inattivazione contribuisce allo sviluppo del cancro. Ciò permetterà in futuro di sviluppare farmaci che contrastino l'insorgenza di tumori dovuti ad alterazioni della comunicazione tra cellule.

 


Antonio Moschetta
Consorzio Mario Negri Sud (Santa Maria Imbaro - Chieti)

Che cosa studia: Antonio Moschetta si occupa di un fattore trascrizionale coinvolto in attività metaboliche quali il metabolismo dei grassi e dei glucidi, implicato nella regolazione e differenziazione delle cellule dell'intestino e che se mutato potrebbe dare origine a tumore. Lo studio e l'intervento mirato su questo fattore potrebbe essere considerato uno strumento per evitare il tumore all'intestino.



Con il contributo di ognuno,
si può migliorare il futuro di tutti.
Aiutaci a rendere il cancro sempre più curabile.




Iscriviti alla newsletter
Come da informativa sulla privacy acconsento al trattamento dei miei dati
Iscriviti alla newsletter

 
 
 
 
 
 
Arance della Salute Festa della mamma Un Buon invito Giornata per la ricerca sul cancro Love design 5 per mille
Seguici anche su Facebook
I nostri video su youtube
Seguici anche su Twitter