Dai livelli di una proteina si potrà forse scoprire in anticipo se il tumore darà origine a metastasi
È possibile sapere già al momento della diagnosi se un tumore darà origine a metastasi? Oggi la risposta è no, ma in futuro la situazione potrebbe cambiare, secondo i risultati di una ricerca internazionale coordinata da Y. Peng Loh e Ronnie Poon. "I meccanismi che regolano la diffusione del tumore non sono ancora del tutto chiari" spiegano gli autori "e non ci sono indicatori affidabili per prevedere lo sviluppo di metastasi, ma i risultati del nostro studio sono molto promettenti".
Una proteina spia
In base ai dati pubblicati sulla rivista Journal of Clinical Investigation, infatti, l'alta alte concentrazione di una proteina, chiamata CPE-deltaN, rappresenta il segnale che il tumore darà origine a metastasi entro i successivi due anni.
Per affermare ciò i ricercatori coinvolti nello studio hanno analizzato i livelli di mRNA di CPE-deltaN – il materiale genetico che fornisce lo stampo per costruire la proteina – presenti nel tessuto tumorale di 99 pazienti con tumore del fegato, confrontandoli con quelli dei tessuti sani attorno al tumore. Se il livello di mRNA di CPE-deltaN del tumore è più che doppio rispetto a quello del tessuto sano, la probabilità o di una sua diffusione ad altri organi o di un ritorno della malattia entro due anni è molto elevata, mentre al di sotto di questa soglia la probabilità si abbassa.
I numeri parlano chiaro: con questo metodo è stato possibile prevedere in modo corretto la comparsa di metastasi o il ritorno della malattia nel 90 per cento dei casi.
Loh, Poon e colleghi sono comunque andati oltre, dimostrando che anche in altri tipi di tumore, come il feocromocitoma e il paraganglioma, e in linee cellulari di tumore di fegato, seno, colon e testa-collo, la molecola di mRNA di CPE-deltaN è presente in quantità elevate. "Per prevenire la formazione di metastasi e il ritorno del tumore" spiegano gli autori "si può pensare di bloccare la produzione della proteina CPE-deltaN agendo sul suo mRNA", ammesso che la proteina sia un fattore causale per la diffusione delle metastasi. I primi studi in questo senso sono già stati effettuati in modelli sperimentali con risultati incoraggianti anche se servirà ancora molto lavoro prima di trasferirne i risultati nell'uomo.
Pubblicato su: Journal of Clinical Investigation - Data pubblicazione: Febbraio 2011
Titolo originale:
An N-terminal truncated carboxypeptidase E splice isoform induces tumor growth and is a biomarker for predicting future metastasis in human cancers.