IL NOTIZIARIO DELLA RICERCA

Quattro sfide per il futuro

La sfida dell’immunità

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Il nostro sistema di difesa naturale può essere un prezioso alleato nella lotta contro il cancro ma, se "traviato" dal tumore (come accade purtroppo alcune volte), può diventare addirittura un nemico.

Ogni giorno nel nostro organismo molte cellule subiscono mutazioni potenzialmente cancerogene. Tali cellule sono in gran parte eliminate anche grazie all'azione del sistema immunitario che le identifica come potenzialmente pericolose. Comprendere quali cellule, tra le tante che fanno parte del sistema immunitario, e quali molecole lavorano per difenderci è essenziale per sfruttarne le capacità, in modo da indurle ad agire quando è davvero utile. Inoltre conoscere i meccanismi attraverso i quali le cellule del cancro ingannano il sistema immunitario e lo utilizzano ai propri fini aiuta a mettere a punto farmaci più efficaci.

I cosiddetti vaccini anticancro, che non sono preventivi come i normali vaccini, ma sono curativi e potenziano il sistema immunitario contro uno specifico tumore, hanno già dato risultati promettenti nella cura del melanoma. Attualmente alcune sperimentazioni sono in corso con altri tipi di tumori (seno, colon).

Le cellule tumorali si cammuffano  riducendo i segnali che, dall'esterno, permettono al sistema immunitario di riconoscerle come pericolose. Se vengono identificate, sono capaci anche di bloccare i sistemi di difesa dell'organismo. Un filone di ricerca importante e molto innovativo cerca di trovare soluzioni per impedire che ciò accada.

Molti farmaci innovativi e diretti contro precisi bersagli terapeutici sono anticorpi, ovvero sostanze che vengono prodotte dai linfociti, le nostre cellule di difesa, per contrastare le aggressioni esterne (per esempio le infezioni). La scoperta dei punti deboli delle cellule tumorali permette di progettare farmaci a base di anticorpi in grado di combattere la malattia in modo mirato.

Infine alcune sostanze naturalmente prodotte dall'organismo, le cosiddette citochine, sono capaci di modulare l'azione del sistema immunitario. Lo studio delle citochine ha permesso di raggiungere buoni risultati nel potenziamento delle difese immunitarie contro i tumori, in particolare in ematologia, ma ulteriori studi sono necessari per studiarne a pieno le potenzialità.

 

Dialoghi immunitari

I risultati ottenuti dai gruppi di Emilio Hirsch e Francesco Novelli, del Dipartimento di biotecnologie molecolari e scienze della salute dell'Università di Torino, aprono nuove possibilità terapeutiche contro il carcinoma duttale del pancreas, un tumore ancora difficile da curare. Nelle prime fasi di sviluppo il carcinoma del pancreas richiama verso di sé una serie di cellule del sistema immunitario, tra cui i macrofagi che danno origine a una forte reazione infiammatoria. Queste cellule producono molecole che, di fatto, aiutano il tumore, nascondendolo alla vista di altre cellule del sistema immunitario, come i linfociti T, che sarebbero invece predisposte ad attaccarlo. I ricercatori finanziati da AIRC anche grazie ai fondi del 5 per mille, hanno chiarito i meccanismi attraverso i quali i globuli bianchi inattivano la loro risposta antitumorale: la chiave sembra essere la molecola PI3KY, per la quale già si ipotizzava un coinvolgimento nel "dialogo molecolare" tra tumore e sistema immunitario. Inibitori di PI3KY potrebbero essere usati in combinazione a immunoterapie e a vaccini antitumorali.

 


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