IL NOTIZIARIO DELLA RICERCA

Quattro sfide per il futuro

La sfida del microambiente

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Le cellule tumorali non vivono isolate: utilizzano le strutture dell'organismo e dei tessuti circostanti a loro favore per ottenere nutrimento e velocizzare la crescita. Trovare la chiave per rendere ostile l'ambiente intorno al tumore significa tagliare i viveri al cancro ed eliminarlo, possibilmente riducendo l'uso dei farmaci chemioterapici.

La presenza di una infiammazione cronica, per esempio come quella che si verifica nelle malattie infiammatorie intestinali, mette il sistema immunitario in un continuo stato di allerta che crea un ambiente favorevole anziché ostile allo sviluppo dei tumori. A loro volta i tumori, una volta presenti, sono in grado di mantenere attorno a sé un microambiente infiammatorio per le ottimali condizioni di crescita. Per questo la ricerca oncologica punta molto alla comprensione dei meccanismi di regolazione dell'infiammazione, sia di quella cronica sia di quella indotta dal tumore, per agire con farmaci preventivi e curativi.

I tumori, attraverso il rilascio di particolari sostanze prodotte dalle cellule mutate, sono capaci di creare nuovi vasi per portare sufficiente nutrimento alla massa maligna in crescita. Il fenomeno è detto angiogenesi e i vasi che il tumore è in grado di formare crescono spesso in modo disordinato, con una struttura non del tutto normale, ma sufficiente a sostenere la crescita del cancro. Attraverso i vasi si diffondono anche le metastasi, cellule maligne pronte a colonizzare altri organi a distanza. Sono già in commercio farmaci che agiscono bloccando almeno in parte l'angiogenesi. La sfida dei prossimi anni consiste nella messa a punto di molecole più efficaci e selettive, capaci di intervenire nelle fasi precoci, quando lo scambio di informazioni avviene intorno al primo agglomerato di cellule mutate.

Solo una piccola parte dei fattori che costituiscono il cosiddetto microambiente tumorale è nota e molte ricerche in corso hanno l'obiettivo di completare il più possibile la mappa dei complici del tumore.

 

Un'interazione letale

Una ricerca finanziata da AIRC e coordinata da Maria Caterina Turco, dell'Università di Salerno, e Vincenzo De Laurenzi, dell'Università di Chieti e Pescara, pubblicata sulla rivista Nature Communications, ha portato all'identificazione di una molecola fondamentale per la crescita del tumore del pancreas. I ricercatori hanno indirizzato i propri sforzi sulla proteina BAG3, presente in concentrazioni più elevate nelle cellule di tumori duttali del pancreas (il tipo più diffuso) rispetto alle cellule pancreatiche non tumorali. I risultati confermano ancora una volta l'importanza del microambiente attorno al tumore e del dialogo che il cancro instaura con le cellule che lo circondano.
BAG3 è infatti un prodotto proprio del microambiente tumorale, dove si lega a cellule del sistema immunitario, favorendo la crescita e la migrazione del tumore. Inattivando tale legame grazie ad anticorpi costruiti appositamente, la massa tumorale e la formazione di metastasi si bloccano o si riducono, per ora nel modello animale. I risultati dovranno essere confermati in studi clinici negli esseri umani.

 


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