La risposta esatta è
tumore delle ossa.
I
tumori delle ossa primitivi, che cioè non sono metastasi di un cancro localizzato altrove, insorgono spesso nei bambini e nei giovani: possono essere favoriti da una predisposizione genetica o dall’esposizione a forti dosi di radiazioni, ma non si ritiene abbiano legami con il fumo.
I
tumori di faringe e laringe, invece, così come quelli della bocca, si sviluppano per contatto diretto con le sostanze cancerogene contenute nel fumo di sigaretta. Per l’
esofago, l’esposizione è meno diretta e continua, ma per la sua posizione, in continuità con la gola, si può immaginare che l’aumento del rischio di tumore tra i fumatori dipenda anche in questo caso da un contatto diretto con il materiale inspirato. In entrambi i casi, al fumo si associa spesso un abuso di bevande alcoliche, il cui ruolo è invece sospettato, ma non confermato per il tumore del pancreas.
Questa malattia è quasi tre volte più frequente tra i fumatori rispetto ai non fumatori, sebbene il
pancreas, a differenza degli organi appartenenti o adiacenti alle vie aeree, non venga mai a contatto diretto con le esalazioni del fumo. A provocarla sono probabilmente mutazioni del DNA, alcune delle quali già identificate, che con l’andare del tempo favoriscono lo sviluppo del cancro.
Fenomeni analoghi, per quanto non ancora studiati così nel dettaglio, potrebbero essere responsabili dell’insorgenza del
tumore del colon, che quindi non è l’unico organo al di fuori delle vie aeree in cui la sigaretta può favorire il cancro.