Tumori nel mondo da qui al 2050: diagnosi in aumento e ancora diseguaglianze nella sopravvivenza

Ultimo aggiornamento: 10 luglio 2026

Tumori nel mondo da qui al 2050: diagnosi in aumento e ancora diseguaglianze nella sopravvivenza

Secondo due studi pubblicati sulla rivista The Lancet Oncology, nel mondo nei prossimi decenni le diagnosi di tumore aumenteranno e la sopravvivenza globale a 5 anni dalla diagnosi potrebbe restare quasi invariata, con forti differenze tra aree geografiche e sistemi sanitari.

Nel 2050 nel mondo si diagnosticheranno molti più tumori di oggi, e non tutti i pazienti avranno le stesse probabilità di arrivare a una diagnosi precoce o di ricevere cure efficaci. È il quadro che emerge da due studi pubblicati su The Lancet Oncology, nei quali un gruppo internazionale di ricercatori ha stimato incidenza, stadio alla diagnosi, sopravvivenza e mortalità per 17 tipi di tumore in 200 Paesi e territori.

Nella ricerca, gli autori hanno usato un sistema informatico in grado di creare molti “casi virtuali” di tumore, per seguirne il possibile decorso nel tempo. Per ciascun caso, il sistema considera quando la malattia compare, se e quando viene diagnosticata, a quale stadio, con quali possibilità di accesso agli esami e alle cure, e in quale contesto sanitario. I percorsi individuali vengono costruiti a partire da dati sulla popolazione, sui diversi tipi di tumore, sulla disponibilità di personale sanitario e sulla capacità dei servizi sanitari di diagnosticare e trattare la malattia. Non è quindi una semplice proiezione dei casi attuali, ma una simulazione di come fattori come i tumori, le popolazioni e i servizi sanitari potrebbero interagire fino al 2050.

Perché aumenteranno le diagnosi di tumore

Rispetto all’incidenza, i ricercatori hanno stimato che, per i 17 tipi di cancro considerati che rappresentano circa il 70% delle diagnosi oncologiche mondiali, i casi passeranno da circa 13,6 milioni nel 2025 a circa 19,3 milioni nel 2050. L’aumento dipende in larga parte dalla crescita e dall’invecchiamento della popolazione: poiché molti tumori diventano più frequenti con l’età, il numero assoluto di casi tende a salire.

I tumori del polmone, della mammella e della prostata resteranno tra i più comuni a livello globale. Tra quelli considerati, il tumore dello stomaco è l’unico per cui lo studio prevede un calo dell’incidenza globale. Tale calo è in parte legato alla maggiore diffusione della refrigerazione degli alimenti e in parte alla diminuzione delle infezioni da Helicobacter pylori, uno dei principali fattori di rischio.

Quanto migliorerà la diagnosi precoce? Secondo la simulazione effettuata, la quota globale di tumori diagnosticati in fase avanzata, cioè agli stadi III e IV, dovrebbe ridursi solo di poco: dal 45,7% circa nel 2025 al 44,7% circa nel 2050. Africa e Asia continueranno ad avere una situazione meno favorevole, con più diagnosi tardive.

I ricercatori hanno stimato anche quanti tumori potrebbero non essere scoperti prima della morte. È un dato importante perché le diagnosi registrate non mostrano sempre l’impatto reale della malattia: in alcuni Paesi molte persone sviluppano un tumore, ma non arrivano mai a una diagnosi. Secondo la simulazione, a livello globale ben il 31,5% circa dei tumori incidenti rientrerebbe in questa categoria, ma con fortissime differenze tra regioni: dallo 0,9% nell’Europa occidentale al 67,4% nell’Africa occidentale.

Sopravvivenza stabile, con grandi disuguaglianze

La sopravvivenza globale a 5 anni dalla diagnosi oncologica resterà quasi stabile: dal 47,6% stimato per il 2025 al 47,7% nel 2050. Dietro la media, emergono di nuovo le disuguaglianze: in Africa la sopravvivenza è stimata al 34,4% e in Asia al 38,7%, contro il 63,9% in Nord America e il 70,4% in Oceania.

In alcune aree del mondo sono più frequenti tumori i cui pazienti hanno, in media, una sopravvivenza più bassa. Questo può influenzare la sopravvivenza complessiva di una regione. Anche per questo nello studio i ricercatori non hanno confrontato solo la media generale, ma hanno anche stimato la sopravvivenza per singoli tipi di tumore. Per esempio, nel 2025 la sopravvivenza netta a 5 anni per il melanoma varia dal 39% in Africa a quasi il 92% in Nord America.

Queste differenze riflettono anche i fattori considerati nella simulazione: lo stadio alla diagnosi, la disponibilità di chirurgia, radioterapia, chemioterapia e terapie mirate, l’accesso all’imaging, la presenza di personale specializzato e la qualità delle cure. Sono valutati anche altri elementi che possono modificare la probabilità che un tumore venga intercettato: l’accesso alle cure primarie, la disponibilità di personale sanitario, la qualità della diagnosi, i programmi di screening e le iniziative di sensibilizzazione.

Come leggere questi dati

Da una parte, il numero di diagnosi è destinato ad aumentare, soprattutto per ragioni demografiche: ampie fasce di popolazione che invecchiano. Dall’altra, senza interventi sui servizi sanitari, la sopravvivenza globale rischia di restare quasi ferma e le disuguaglianze di rimanere profonde. I due studi offrono quindi una fotografia di quello che potrebbe succedere se le tendenze osservate oggi proseguissero anche nel futuro. L’aumento e l’invecchiamento della popolazione, e quindi una parte dell’aumento delle diagnosi, sono difficilmente modificabili. Non vale lo stesso, però, per lo stato dei servizi sanitari e per i progressi che si possono compiere nel trattamento e nella gestione del cancro, soprattutto nei Paesi più poveri.

Rafforzare i registri tumori, la diagnosi precoce, il personale, l’accesso agli esami e la continuità delle cure sono sfide da affrontare a livello globale per ridurre l’impatto delle diagnosi tardive e rendere più equo l’accesso alla diagnosi e alle cure. E se alcune aree del mondo sono ancora molto svantaggiate, i progressi devono continuare anche in contesti con sistemi sanitari avanzati, come l’Italia.

L’accesso ai programmi di screening in Italia

Per esempio, secondo i dati dell’Osservatorio nazionale screening relativi al 2024, nel nostro Paese le campagne organizzate per la diagnosi precoce dei tumori della mammella, della cervice uterina e del colon-retto mostrano una partecipazione complessivamente stabile o in miglioramento, con una progressione positiva particolarmente visibile nelle regioni meridionali. Nonostante questa tenuta, Nord e Sud Italia presentano ancora disuguaglianze nell’accesso ai programmi di prevenzione.

Nel corso del 2024, per la popolazione in fascia LEA (Livelli essenziali di assistenza), i programmi hanno inviato complessivamente circa 16,1 milioni di inviti e oltre 6,5 milioni di persone hanno effettuato un esame di screening. Più in dettaglio, la partecipazione ha raggiunto il 53,8% per lo screening mammografico e il 42,0% per quello cervicale, mentre si conferma più contenuta per lo screening colorettale, al 35,8%.

Come ricorda Paola Mantellini nella premessa al Rapporto 2024 dell’Osservatorio nazionale screening, il prossimo Piano nazionale della prevenzione 2026-2031 chiede alle Regioni di adottare programmi “con obiettivi fortemente sfidanti” per ridurre le disuguaglianze esistenti, introducendo modelli e tecnologie innovative.

In Italia, come nel resto del mondo, la sopravvivenza ai tumori dipenderà sempre più dalla capacità dei sistemi sanitari di rendere diagnosi, esami e cure non solo disponibili, ma accessibili in modo più equo.

Referenze

  • Ward Z. J., Moraes F. Y., et al., 2026. Estimating total and diagnosed global cancer incidence and stage distribution from 1990 to 2050: a simulation-based analysis of 17 cancers. The Lancet Oncology 27(5):551-559. Doi: 1016/S1470-2045(26)00060-4.
  • Ward Z. J., Moraes F. Y., et al., 2026. Estimating global cancer survival and mortality from 1990 to 2050: a simulation-based analysis of 17 cancers. The Lancet Oncology 27(5):560-568. Doi: 1016/S1470-2045(26)00061-6.
  • Stefano Dalla Casa

    Giornalista e comunicatore scientifico, si è formato all’Università di Bologna e alla Sissa di Trieste. Scrive o ha scritto per le seguenti testate o siti: Il Tascabile, Wonder Why, Aula di Scienze Zanichelli, Chiara.eco, Wired.it, OggiScienza, Le Scienze, Focus, SapereAmbiente, Rivista Micron, Treccani Scuola. Cura la collana di divulgazione scientifica Zanichelli Chiavi di Lettura. Collabora dalla fondazione con Pikaia, il portale dell’evoluzione diretto da Telmo Pievani, dal 2021 ne è il caporedattore.