Ultimo aggiornamento: 3 agosto 2026

Il vaccino è diretto contro le 6 mutazioni più comuni del gene KRAS. L’obiettivo è intercettare le lesioni pretumorali del cancro del pancreas nella popolazione a maggior rischio.
Il tipo di tumore del pancreas più comune e difficile da curare, l’adenocarcinoma duttale pancreatico (PDAC), nella maggior parte dei casi si sviluppa nel corso di molti anni a partire da lesioni precancerose. Questo lungo intervallo di tempo rappresenta un’opportunità importante per intervenire prima che il tumore si manifesti, soprattutto nelle persone con una componente di rischio ereditario elevata. Tuttavia nei programmi di sorveglianza oggi disponibili si riesce a individuare solo una parte di queste lesioni iniziali.
Un possibile bersaglio per la prevenzione è il gene KRAS, che risulta alterato nella stragrande maggioranza dei tumori pancreatici e delle lesioni che li precedono. Un gruppo di ricercatori guidato da Neeha Zaidi, della Johns Hopkins University di Baltimora in Maryland (USA), ha sviluppato un vaccino sperimentale, chiamato mKRAS-VAX. Il vaccino contiene peptidi corrispondenti a 6 delle mutazioni di KRAS più frequentemente associate alla malattia ed è stato progettato per stimolare il sistema immunitario a riconoscere i prodotti proteici di tali mutazioni.
Il vaccino è stato finora valutato in uno studio clinico di fase I, in cui sono state coinvolte 20 persone con una predisposizione ereditaria al tumore del pancreas e con anomalie pancreatiche già evidenziate dagli esami radiologici. L’obiettivo primario dello studio era valutare la sicurezza del vaccino e la sua capacità di attivare una risposta immunitaria mirata. I risultati dello studio, sostenuto anche dal National Cancer Institute statunitense, sono stati pubblicati sulla rivista Cancer Discovery a luglio 2026.
Gli effetti indesiderati osservati sono stati tutti di lieve o moderata entità, indicando una buona tollerabilità della vaccinazione. Ma il dato più importante è che il vaccino ha indotto una risposta specifica dei linfociti T contro KRAS mutato in 18 dei 20 partecipanti, ossia nel 90% dei volontari coinvolti.
I partecipanti sono stati seguiti nel tempo. Attraverso analisi molecolari effettuate a scadenze prestabilite, i ricercatori hanno osservato che i linfociti T indotti dalla vaccinazione sono stati in grado di riconoscere e distruggere le cellule anomale prima che evolvessero in un tumore. Tali linfociti T erano inoltre ancora presenti e attivi fino a 2 anni dopo la vaccinazione, suggerendo che la protezione potrebbe essere duratura. Inoltre, dopo un periodo mediano di osservazione di 16,5 mesi, nessuno dei partecipanti aveva sviluppato un tumore pancreatico.
I risultati rappresentano una prova di principio molto promettente. Ora saranno necessari studi più ampi, con un numero maggiore di partecipanti e un follow-up più lungo, per confermare l’efficacia clinica del vaccino mKRAS-VAX. In questo studio clinico preliminare è stata dimostrata la sicurezza del vaccino e sono stati raccolti inoltre indizi della capacità di generare una risposta immunitaria persistente contro una delle principali alterazioni genetiche del tumore del pancreas. I dati raccolti aprono la strada a nuove strategie di prevenzione del tumore del pancreas nelle persone ad alto rischio.
Redazione