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Dolore? Bisogna trattarlo

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Se fa male, bisogna trattare con farmaci efficaci

Gli studi sulla gestione del dolore dimostrano che c'è ancora molta strada da fare. Non sono i rimedi a mancare, ma la consapevolezza dei pazienti di poter richiedere assistenza e la mancanza di strumenti obiettivi per la valutazione

"Malgrado un'attenzione sempre maggiore dei medici al dolore da cancro, il numero di pazienti che soffre non è cambiato in modo sostanziale negli ultimi quarant'anni". Ad affermarlo è Johan Haumann, medico esperto di terapia del dolore dell'Università di Maastricht e autore di una revisione recentemente pubblicata sulla rivista Current Opinion in Supportive Palliative Care. Le ragioni sembrano essere numerose. Da un lato ci sono ancora molti centri che non hanno un adeguato staff di esperti in terapia del dolore, dall'altro parecchi medici tendono a chiamare in causa i colleghi algologi (questo il nome degli specialisti in dolore) solo nelle fasi avanzate o terminali della malattia, mentre anche nelle fasi della chemioterapia e, soprattutto, della radioterapia il dolore può presentarsi con un'elevata intensità. La responsabilità, però, dicono gli studi, talvolta è dei pazienti stessi che, spaventati dai possibili effetti collaterali degli analgesici più efficaci, tendono a nascondere l'intensità della sofferenza e a trattarla con farmaci non sufficientemente potenti.

Uno studio condotto nel reparto di terapia dei tumori della testa e del collo dell'Istituto tumori di Milano, diretto da Lisa Licitra, ha cercato di stabilire quanto spesso il dolore sia sottostimato, arrivando a percentuali inattese: l'80 per cento dei pazienti soffre molto durante la radioterapia, per via di diffuse infiammazioni delle mucose, non sufficientemente trattate. La ragione? Secondo Carla Ripamonti, medico di terapia del dolore che lavora proprio a supporto del reparto diretto da Licitra, molti oncologi non utilizzano gli strumenti di valutazione standardizzati che solo i terapisti del dolore impiegano con costanza. Soprattutto, molti medici sono più empatici con coloro che manifestano nausea e vomito, un sintomo visibile, piuttosto che con coloro che soffrono.

Eppure i farmaci oggi a disposizione degli esperti sono molti ed efficaci nella quasi totalità dei casi. L'importante è far presente il proprio stato di sofferenza e chiedere di essere visitati da uno specialista che prescriverà le cure più efficaci anche nelle fasi iniziali della malattia o durante la chemio o la radio, per permettere al paziente una buona qualità di vita. Cure contro il dolore che, se la malattia migliora, si fa sempre in tempo a sospendere.


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