IL NOTIZIARIO DELLA RICERCA

I traguardi dei nostri ricercatori

I traguardi dei nostri ricercatori – parte prima

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Ogni anno sono migliaia le pubblicazioni scientifiche date alle stampe dai ricercatori finanziati da AIRC. In occasione dei Giorni della Ricerca vi presentiamo alcuni dei risultati più importanti pubblicati nell'anno appena trascorso.


Le molecole della leucemia

Valentina Audrito, borsista FIRC del Dipartimento di scienze mediche dell'Università di Torino, ha pubblicato sulla rivistaBloodi risultati di uno studio condotto sulla leucemia linfatica cronica. Lei e i suoi colleghi hanno evidenziato nel tumore la presenza di alti livelli di nicotinammide fosforibosiltransferasi (NAMPT), un enzima importante per la sintesi del NAD (nicotinammide adenina dinucleotide), la molecola fondamentale per molte reazioni cellulari. Le cellule della leucemia linfatica cronica producono e riversano all'esterno grosse quantità di NAMPT che si comportano come una citochina, cioè come una molecola in grado di mediare la comunicazione tra cellule del sistema immunitario. Ciò stimola alcune cellule del sistema immunitario a produrre sostanze in grado di proteggere e far crescere il tumore, cooperando con esso anziché contrastarlo. Comprendere a fondo questi meccanismi è il primo passo per elaborare strategie per rendere le cellule tumorali più deboli e vulnerabili.

Fonte: Blood, novembre 2014

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La bioinformatica aiuta a scoprire i legami tra le proteine

Una collaborazione italo-canadese ha permesso lo sviluppo di un nuovo importante strumento in grado di prevedere le interazioni tra proteine. Enzimi, recettori, ormoni: sono tutte proteine, costruite sulla base delle istruzioni presenti nel DNA e fondamentali per le funzioni biologiche della cellula. Non agiscono, però, isolate, ma mediante contatti con altre proteine. Ed è da questi contatti che si generano i segnali che regolano i processi cellulari. A seconda di quale interazione si instaura fra una proteina e l'altra, la risposta della cellula può essere diversa. E questo vale anche nel caso delle cellule tumorali. Le conseguenze di questo studio, condotto da un gruppo di ricerca del CRO di Aviano, diretto da Roberta Maestro, potrebbero andare oltre la pura conoscenza dei meccanismi biologici del cancro, partecipando allo sviluppo di nuove strategie terapeutiche.

Fonte: Nature Methods, novembre 2014

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Due fenomeni a braccetto

Infiammazione e cancro vanno di pari passo: il tumore scatena una risposta infiammatoria e proprio questa ne alimenta l'aggressività. Licio Collavin, del Dipartimento di scienze della vita dell'Università di Trieste, ha svelato uno dei fattori chiave di questa interazione. È una proteina, chiamata p53, ben nota agli scienziati perché in condizioni normali protegge il DNA, mentre nella metà circa dei tumori si trova in forma mutata. Queste varianti anomale, secondo lo studio, non solo vengono meno al proprio ruolo ma si comportano da pericolosi acceleratori della progressione tumorale, facendo sì, fra le altre cose, che le cellule tumorali interpretino i segnali dell'infiammazione come istruzioni a sviluppare maggiore aggressività. Conoscendo il funzionamento di p53 sarà possibile interferire con essa.

Fonte:  Molecular Cell, dicembre 2014

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Bloccare la proliferazione

In condizioni di stress o in mancanza di nutrienti, le cellule smettono di dividersi, rinunciando a un'attività che richiede molta energia. Inoltre recuperano quanto c'è di utile al loro interno tramite l'autofagia, una forma di autodigestione. I due fenomeni, che sinora erano considerati indipendenti, sono in realtà regolati da una proteina chiamata mTOR. Il gruppo diretto da Francesco Cecconi, del Dipartimento di biologia dell'Università di Roma Tor Vergata, ha scoperto che mTOR agisce attraverso l'intervento di un'altra proteina, chiamata Ambra1, che da un lato controlla l'autofagia e dall'altro limita la capacità della cellula di dividersi.

In uno studio pubblicato suNature Cell Biology, i ricercatori hanno dimostrato che Ambra1 tiene a bada un gene, c-myc, importante nello sviluppo di molti tumori. Il lavoro apre la strada alla ricerca di molecole che interferiscano con questi legami in modo da bloccare la proliferazione tumorale.

Fonte:  Nature Cell Biology, dicembre 2014

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