TEMA SCIENTIFICO


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Capire per guarire: la ricerca diventa cura

I ricercatori hanno sviluppato nuove terapie che migliorano la curabilitą del cancro e stanno scoprendo i punti deboli della malattia.

La ricerca sul cancro oggi è in un momento decisamente favorevole, perché le conoscenze acquisite negli ultimi 40 anni ci permettono di trasferire in tempi molto rapidi i risultati del laboratorio in cure per il paziente, cambiando faccia alla cura del cancro. La strada che abbiamo davanti è quella che dal Dna porta al letto del paziente.

È questa la sfida che deve fronteggiare l’oncologia molecolare. Il momento è giusto, perché dopo anni in cui la ricerca di base ha permesso di individuare le caratteristiche delle cellule tumorali e, talvolta, di creare farmaci adatti alla loro eliminazione, ora è necessario rafforzare il percorso che, partendo dalla conoscenza della malattia tumorale consente sia l’identificazione di nuovi strumenti di diagnosi precoce, sia la definizione di target molecolari che possono essere colpiti con nuovi farmaci capaci di colpire molto selettivamente le cellule del cancro.

Capire prima di agire. Capire se la malattia è curabile ma non guaribile, per contenerla il più possibile con una vita di qualità, per guadagnare tempo per le nuove cure che nel frattempo la ricerca sta scoprendo. Capire se il tumore che dobbiamo curare ha un “tallone d’Achille”, un punto debole che lo rende vulnerabile alle nostre cure per debellarlo una volta per sempre.

Questo tema apre alle prospettive più interessanti: stiamo scoprendo, giorno dopo giorno, nuovi punti d’attacco per sapere dove colpire. Bisognerà capire quale “vettore” usare, la risposta verrà dalle nuove tecnologie in grado discoprire nuovi nano vettori in grado di portare cure sempre più mirate.

La conclusione di questo percorso della ricerca è nell’evoluzione che si sta compiendo in una nuova figura professionale: il clinico/ricercatore, in grado di tradurre in realtà concrete le sempre maggiori conoscenze acquisite e, nello stesso tempo, di riportare in laboratorio i bisogni dei malati, grazie alla vicinanza con i reparti di cura. È l’ultimo obiettivo di AIRC che si è tradotto nel programma speciale “Molecular Clinical Oncology”, che dovrà trasformare i risultati della ricerca in benefici tangibili per i pazienti, cambiando la faccia alla cura del cancro.