Riviste scientifiche: come scelgono gli articoli da pubblicare

Tutte le ricerche finanziate da AIRC sono importanti per combattere il cancro e molte trovano ospitalità sulle riviste più prestigiose. La diffusione di ogni nuova scoperta è determinante per il progresso scientifico: se un ricercatore produce una buona ricerca, l'articolo che ne descrive i risultati servirà ad altri ricercatori che lo citeranno nelle loro pubblicazioni.

Il gotha della notizia

Se una notizia esce sul Corriere della Sera ha una risonanza che certo non ha se esce su un qualsiasi bollettino di quartiere. Un meccanismo simile governa anche la pubblicazione delle ricerche scientifiche. Più importante è la scoperta, più è facile che una rivista prestigiosa la accolga tra le sue pagine. Esiste un istituto, il Thomson Institute for Science Information (ISI), che attribuisce a ogni rivista il cosiddetto 'impact factor', una sorta di voto che consente di stilare una classifica.

L'impact factor si ottiene contando quante volte un articolo pubblicato in una determinata rivista viene citato da altri ricercatori in studi successivi: se uno studio è importante verrà citato con frequenza, se lo è meno non verrà ripreso da nessuno. Il rapporto tra numero di citazioni e numero di articoli pubblicati nel medesimo lasso di tempo fornisce l'impact factor di una rivista.

Un controllo tra pari

La trafila per pubblicare sulle riviste scientifiche non è affatto semplice: una volta terminata la sperimentazione, gli autori scrivono un articolo che viene spedito alla redazione. Se lo studio non è sufficientemente interessante, oppure semplicemente non interessa ai lettori di quella testata, viene rimandato indietro (e in genere girato, dagli autori stessi, a un'altra pubblicazione più adatta).

Se invece viene accettato, viene spedito dalla redazione a due o più esperti nella materia trattata che, anonimamente, fanno le pulci allo studio stesso: spesso richiedono un supplemento di indagine o una spiegazione più chiara. Solo quando il lavoro soddisfa gli esperti viene ufficialmente accettato e pubblicato. Tutte le testate che usano questo sistema sono chiamate 'peer reviewed', ovvero con 'revisione tra pari': non è la redazione a stabilire la bontà di una ricerca, ma un altro scienziato in grado di capirne tutti gli aspetti innovativi e ciò costituisce una sorta di marchio di garanzia.

Le riviste generiche, come Nature e Science, che accettano studi in tutti gli ambiti della scienza (biologia ma anche chimica, fisica, astronomia, paleontologia e così via), hanno ovviamente più probabilità di essere citate delle riviste specialistiche, come per esempioCancer Cell, che pubblica solo studi sui meccanismi di funzionamento delle cellule tumorali. Per questa ragione esistono anche classifiche specialistiche, che tengono conto degli interessi di una determinata branca della medicina.

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