Dalla vitamina A uno scudo per il seno

Uno studio finanziato da AIRC e FIRC apre una nuova speranza per la farmacoprevenzione del tumore della mammella.

Quindici anni di attenta osservazione e poi il verdetto: la fenretinide, una sostanza sintetica della famiglia della vitamina A, è in grado di prevenire la comparsa di un secondo tumore al seno in donne che ne hanno già avuto uno. La ricerca è stata in parte finanziata da AIRC e FIRC, e dal National Cancer Institute statunitense.

"Una donna che ha già avuto un tumore al seno ha un rischio più alto delle altre di svilupparne un secondo nello stesso seno o nel seno controlaterale" spiega Andrea Decensi, direttore del Dipartimento di oncologia medica dell'Ospedale Galliera di Genova e del Dipartimento di farmacoprevenzione dell'Istituto europeo di oncologia di Milano, che ha coordinato lo studio su un gruppo di 1.700 pazienti selezionate tra le 2.800 che hanno partecipato alla prima sperimentazione. "Si tratta di soggetti ideali per verificare se una sostanza, in questo caso la fenretinide, ha un'azione farmacopreventiva, cioè è in grado di evitare la comparsa della malattia".

Ottenuta questa conferma, ora bisogna passare alla sperimentazione su donne sane, per capire se la fenretinide saprà anche prevenire il tumore in chi non si è ancora mai ammalata. "Questo è quello che contiamo di fare adesso, anche se, grazie a questa prima fase durata ben 15 anni, abbiamo già ottenuto informazioni importanti" continua Decensi.

In particolare, sembra che il farmaco agisca diversamente nelle donne in premenopausa e in quelle dopo la menopausa: in quest'ultimo caso non è utile, mentre tra le più giovani ha ridotto la frequenza dei secondi tumori del 38 per cento e ha dimezzato il rischio nelle donne sotto i 40 anni. Non solo: l'effetto protettivo della fenretinide persiste lungo tutti i 15 anni di osservazione, anche se il farmaco è stato assunto solo per cinque anni alla dose di 200 mg al giorno.

"In pratica ora sappiamo che non dobbiamo dare questa sostanza alle donne che si ammalano dopo la menopausa, perché risulta addirittura nociva" conclude Decensi. "Supponiamo che questo derivato della vitamina A potenzi gli effetti naturali degli ormoni sulla mammella, un pò come accade con la gravidanza: infatti una prima gestazione in età giovanile protegge dal tumore, mentre se avviene in età avanzata può avere un effetto negativo".

Umberto Veronesi, direttore scientifico dell'IEO e coordinatore dello studio insieme a Giuseppe De Palo, dell'Istituto tumori di Milano, ha progetti per il futuro: "Abbiamo dimostrato che anche nel tumore del seno è possibile prevenire la malattia con un farmaco, e questa è una notizia importante, poiché la farmacoprevenzione è il futuro dell'oncologia. Per conoscere meglio gli effetti di questa sostanza dobbiamo però procedere con altri studi, coinvolgendo le donne ancora saneche hanno un alto rischio genetico di ammalarsi". Per partire, però, sono necessari nuovi fondi, come spiega De Palo: "La fenretinide è una sostanza difficile da produrre e sulla quale le case farmaceutiche non intendono investire, perché a breve scadrà il brevetto".

E Andrea Decensi conferma questa visione: "Uno studio di farmacoprevenzione con la fenretinide su donne sane è un buon esempio di ricerca possibile solo grazie ai fondi provenienti dal mondo non profit, soprattutto perché utilizza un farmaco vecchio, su cui non ci sono interessi commerciali: proprio quelli che, in genere, sono anche i più sicuri perché sono in commercio da molti anni". 

Un pò di chiarezza

Se un tumore alla mammella ricompare nello stesso seno in cui si è manifestato la prima volta, può essere dovuto alla persistenza di alcune cellule maligne rimaste lì dopo la prima cura (e in questo caso costituisce una recidiva), ma può anche essere un nuovo tumore, che non ha nulla a che fare col primo: in questo caso si chiama secondo tumore omolaterale. Se si manifesta nell'altro seno, si parla di secondo tumore controlaterale.

È nella prevenzione dei secondi tumori che la fenretinide si è dimostrato utile, mentre non agisce sulle recidive, né tanto meno sulle metastasi, che sono dovute alla disseminazione di cellule provenienti dal primo tumore in organi lontani. In pratica è un farmaco di prevenzione e non una cura.

Ricerca pubblicata su:
Annals of Oncology

Titolo originale:
Fifteen-year results of a randomized phase III trial of fenretinide to prevent second breast cancer

Data Pubblicazione:
07/2006

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