Le cellule che muoiono lanciano un ultimo messaggio

Un corpo umano è composto da migliaia di miliardi di cellule. Se sottoposte a traumi, le cellule muoiono. La ricerca svolta dal gruppo di Marco E. Bianchi di Milano ha ora stabilito che queste cellule lanciano un ultimo disperato messaggio per avvertire le altre cellule dell'organismo: rilasciano una proteina chiamata HMGB1.

Il messaggio è ovvio: se una cellula "vede" HMGB1, sa che qualche altra cellula è morta in modo traumatico, perché normalmente HMGB1 dovrebbe essere all'interno delle cellule, non fuori. Vista HMGB1 in circolazione, alcune cellule si muovono per andare a prendere il posto delle cellule morte, altre si dividono, altre ancora rilanciano l'allarme. Tuttavia molte cellule muoiono ogni giorno in qualunque corpo umano, semplicemente perché sono troppo vecchie o perché non funzionano correttamente, e non necessariamente perché siano state uccise in modo traumatico.

Questo tipo di morte è simile a un suicidio, ed è accuratamente pianificata: in termini tecnici si chiama apoptosi. Ora, il gruppo di Bianchi ha anche scoperto che le cellule che si suicidano non rilasciano HMGB1, e anzi si fanno premura di renderla invisibile alle altre cellule. Per così dire, cercano di suicidarsi senza dare l'allarme. Il conoscere nei dettagli il meccanismo dell'apoptosi, il cui blocco nei tumori rende impossibile l'eliminazione delle anomale cellule cancerose, è di grande importanza per sviluppare nuovi approcci terapeutici mirati.

Ricerca pubblicata su:
Nature

Titolo originale:
Release of chromatin protein HMGB1 by necrotic cells triggers inflammation

Data Pubblicazione:
07/2002

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