Una partnership all'insegna dell'amore per la ricerca

Il laboratorio didattico di IFOM offre la possibilità a studenti e insegnanti di immergersi nel mondo della ricerca sul cancro. Un'occasione formativa che hanno vissuto anche i ragazzi vincitori del concorso AIRC per le scuole superiori

ifom scuole

Una giornata in laboratorio (e non solo) presso IFOM: anche quest'anno i ragazzi che hanno vinto il concorso "Una metafora per la Ricerca" indetto da AIRC per le scuole secondarie superiori hanno potuto usufruire delle attrezzature e della competenza del laboratorio didattico dell'Istituto FIRC di oncologia molecolare.

"Da moli anni ormai è attivo il programma You Scientist, un progetto di divulgazione scientifica rivolto alle scuole che coinvolge sia gli insegnanti sia gli studenti" spiega Giorgio Scita, responsabile di questo settore di IFOM oltre che direttore del programma di ricerca "Meccanismi di migrazione e invasione dei tumori".

Grazie a una lunga esperienza e a tecnici appositamente formati, le classi che visitano IFOM possono condurre veri e propri esperimenti in un luogo attrezzato per loro ma non dissimile da un vero laboratorio. Possono inoltre visitare il più importante centro di ricerca oncologica d'Italia e apprendere da giovani ricercatori di successo l'amore per la ricerca oncologica.

Creatività su più media

Per saperne di più

Tutti i progetti di AIRC dedicati al mondo della scuola, i materiali per gli insegnanti e le informazioni sugli incontri con i ricercatori in classe sono disponibili sul sito www.scuola.airc.it.

È proprio per questa capacità di trasmettere entusiasmo per la scienza che IFOM è stato scelto come partner del progetto AIRC dedicato alle scuole superiori, che si inserisce in una più ampia attività che parte addirittura dalle materne, promossa da AIRC in collaborazione con il Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca (MIUR).

Con il concorso si vogliono sensibilizzare i più giovani sulla malattia ma anche sulle possibilità offerte dalla scienza facendo leva sul processo creativo che è loro più congeniale. Possono infatti produrre un video, una foto, un disegno o un testo che esprimano la loro idea della ricerca sul cancro, "una metafora per la ricerca", come recita il bando del concorso

Hanno partecipato in tanti, più di 100. Le opere sono state presentate sul sito di AIRC dedicato alle scuole e i 20 finalisti sono stati scelti in base ai voti espressi dal pubblico. Infine i cinque vincitori (uno per categoria più il Gran Premio) sono stati selezionati da una giuria che comprendeva, oltre a un rappresentante di AIRC e a Giorgio Scita di IFOM, anche Daniele Selvitella aka Daniele Doesn't Matter, uno youtuber (ovvero un opinionista di successo sul sito di video YouTube) in grado di rappresentare al meglio i più giovani.

Luci, muri e paure

Massimiliano ha disegnato un bosco illuminato da una luce (la ricerca che illumina il buio della malattia); Vittorio ha scelto di invitare ad abbattere con la ricerca il muro creato dal cancro, Beatrice ha scattato la foto di un libro aperto la cui storia è ancora tutta da scrivere, Chiara ha girato un video, Briciole di vita, dedicato alle piccole e grandi paure che costellano l'esistenza. Infine Sophia, che si è aggiudicata il Gran premio, ha scelto il labirinto per simboleggiare la necessità di trovare la propria strada tra gli ostacoli.

Accompagnati dai propri insegnanti di scienze, i cinque ragazzi hanno trascorso a Milano 48 ore molto intense, tra interviste ai quotidiani, premiazioni e tempo passato a lavorare in laboratorio, estraendo il DNA e sequenziando un gene.

"Non escludo che questo possa essere il mio futuro" dice Massimiliano Del Mas, di Belluno, che ammette di avere già un certo interesse per la biologia. Vittorio Sibiru di Vibo Valentia, invece, ha trovato il modo di sintetizzare in maniera efficace, diretta e per nulla retorica il significato della malattia: uno sforzo che nasce anche da esperienze personali e che gli è valso il premio per la categoria dei testi.

Per Chiara Bellotti è l'uso del video che ha aperto nuove possibilità: "L'idea mi è venuta pensando alla paura del padre di un mio amico quando gli è stato diagnosticato un cancro del fegato che gli dava solo poche settimane di vita. Ho pensato di rappresentare tutte le paure che il malato ha provato nel corso della sua vita, da quelle dei bambini alla grande paura di morire. Ma così come le altre paure sono state sconfitte anche quella del cancro può esserlo, grazie alla ricerca che riporta indietro le lancette di un orologio che stava per scandire la fine della vita".

I ragazzi che hanno partecipato al concorso sono stati spinti da insegnanti volenterosi e attenti, che pensano alla scuola non solo come un luogo in cui si insegnano nozioni, ma anche come una palestra di vita, un posto per confrontarsi con i grandi problemi che affliggono l'umanità e per sperimentare le scelte di vita future.

Non a caso alcuni degli studenti premiati provengono da scuole nelle quali il concorso è stato portato avanti anche negli anni passati e dalle quali sono già usciti dei vincitori. Una risorsa imprescindibile per AIRC e per la ricerca oncologica, cui vanno aggiunte tutte le istituzioni scolastiche e gli insegnanti che si prodigano a fianco di AIRC nelle scuole.

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Ultimo aggiornamento martedì 1 aprile 2014.

Redazione

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