Progressi della ricerca AIRC

Una selezione dei risultati pubblicati negli ultimi mesi dai ricercatori finanziati da AIRC sulle riviste scientifiche internazionali.

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La mobilità del glioblastoma

Si chiama integrina alfa 7, è una proteina mai studiata prima nel glioblastoma e, stando ai risultati di uno studio pubblicato sulla rivista Cell Stem Cell, è uno dei responsabili della capacità del glioblastoma di diffondersi nell'organismo. Lo studio coordinato da Ruggero De Maria, direttore dell'Istituto di patologia generale dell'Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma, è stato finanziato anche da AIRC e apre la strada a nuove potenziali terapie per colpire uno dei più aggressivi tumori cerebrali. "L'integrina alfa 7 interagisce con un'altra proteina prodotta dalle cellule staminali del tumore, la laminina, per favorire la diffusione della malattia" spiega l'esperto, che paragona la coppia integrina alfa 7/laminina a una sinergia ruote/rotaia che il tumore costruisce per diffondersi a livello cerebrale. Tradurre in clinica i risultati di laboratorio non sarà semplice, anche a causa della presenza della barriera ematoencefalica che potrebbe bloccare il passaggio di molecole dirette contro il nuovo bersaglio; avere compreso questo meccanismo di diffusione è però un ottimo punto di partenza per studi futuri.

Fonte: Cell Stem Cell

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I traguardi dei nostri ricercatori

Una selezione dei lavori pubblicati dai ricercatori AIRC sulle più importanti riviste scientifiche internazionali, dai meccanismi cellulari di base alla prevenzione e cura della malattia.
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Riaprire i canali del calcio

Puntare sul calcio e sulla sua regolazione nella cellula potrebbe aiutare a contrastare la crescita del tumore, afferma una ricerca pubblicata su Nature. "Il calcio è fondamentale per la comunicazione interna delle cellule ed è importante per avviare il programma di morte cellulare nelle cellule anomale" spiega Paolo Pinton dell'Università di Ferrara che, grazie anche al supporto di AIRC, ha contribuito assieme ad altri gruppi, incluso quello di Carlotta Giorgi (pure sostenuta da AIRC), a chiarire i meccanismi molecolari di comunicazione, proponendo interventi per ripararli. Tra le molecole protagoniste della comunicazione legata al calcio, anche FBXL2, attiva in alcuni tumori come quello della prostata e responsabile del mancato avvio della morte programmata. Altra protagonista è la proteina BAP1 che, se mutata o troppo scarsa nella cellula, aumenta il rischio di cancro.

Fonte: Nature

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Punto debole sul lisosoma

I ricercatori dell'Istituto Telethon di genetica e medicina (Tigem) di Napoli, assieme ai colleghi dell'Istituto europeo di oncologia di Milano, hanno fatto luce su un meccanismo che la cellula utilizza per gestire l'energia e che potrebbe rappresentare un potenziale bersaglio per nuove terapie anticancro. I protagonisti della ricerca, pubblicata sulla prestigiosa rivista Science, sono i lisosomi, organelli cellulari sui quali è stato identificato un "interruttore" usato dal tumore per crescere. "Sui lisosomi, la cui principale funzione è smaltire il materiale di scarto, si trova una molecola responsabile del passaggio tra le due forme di gestione dell'energia che la cellula normale mette in atto in presenza o in assenza di cibo" spiega Andrea Ballabio, coordinatore dello studio nonché direttore del Tigem, che da anni lavora su una malattia rara legata proprio ai lisosomi. "Il tumore sfrutta questo meccanismo e non alterna le due fasi riuscendo così a crescere in maniera continua e incontrollata" prosegue Ballabio, che ha portato a termine la ricerca grazie al sostegno di AIRC e Telethon, confermando i dati su cellule di tre diversi tipi di tumore. "Intervenire su questi meccanismi potrebbe aiutare a bloccare la crescita del tumore" conclude.

Fonte: Science

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Ultimo aggiornamento lunedì 1 gennaio 2018.

Redazione

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