Anche svapare può far male alla salute

L'Istituto superiore di sanità dà voce in un documento apposito, ai dubbi che circondano la nuova moda che dilaga nelle città italiane

sigarette-elettronicheSe nei panni di Calvin Candie in Django, sul grande schermo, fuma la pipa e sigarette arrotolate a mano, nelle foto di gossip capita che Leonardo Di Caprio si faccia immortalare con in mano una sigaretta elettronica. Anche lui, come molti milioni di fumatori in tutto il mondo, è stato evidentemente affascinato dalla promessa di poter fumare - o meglio "svapare", come si dice con un neologismo ispirato dal marketing - anche nei luoghi pubblici in cui vige il divieto antifumo, e soprattutto di farlo senza rischi per la salute.

Proprio riguardo alla pretesa innocuità , sbandierata anche in aggressive campagne pubblicitarie televisive negli Stati Uniti e in Gran Bretagna, si sono però di recente levate molte voci assai critiche, tra cui quella dell'Osservatorio fumo, alcol e droga dell'Istituto superiore di sanità (ISS) che ha emesso un rapporto ad hoc.

Per saperne di più

Il rapporto dell'ISS
Su richiesta del ministero della Salute, l'Istituto superiore di sanità ha prodotto un documento sulle sigarette elettroniche con un riassunto di tutto ciò che bisogna sapere (a rigore di scienza) sull'argomento.

I documenti di Ash.org.uk
La lega contro il tabacco britannica (cofinanziata dal Cancer Research UK e dalla British Heart Foundation) ha pubblicato un interessante libretto informativo sulla sigaretta elettronica mentre a questo link si può trovare una presentazione con molte tabelle riassuntive su ciò che contengono davvero questi sostituti del tabacco.

Nelle ultime settimane alcune partite di sigarette elettroniche sono state sequestrate, perché non presentavano il marchio di sicurezza CE, ma gli inviti alla cautela riguardano anche quelle prodotte a norma di legge. Attualmente la sigaretta elettronica è regolamentata come un prodotto di libero mercato, quindi è sufficiente che presenti il marchio della Comunità europea, e sia venduta - a chi ha compiuto 16 anni - con la raccomandazione di tenere le cartucce di ricarica contenenti nicotina fuori dalla portata dei bambini.

Senza foglietto illustrativo

Anche se "svapare" non emette prodotti di combustione come la sigaretta, la nicotina stessa ha un effetto procancerogeno, poiché facilita l'infiammazione dei bronchi e favorisce la crescita di nuovi vasi (neoangiogenesi), un fenomeno che favorisce la disseminazione delle cellule maligne. Non solo. Spiegano gli esperti dell'ISS: "Non basta un marchio di produzione per garantire una sicurezza del prodotto, perché in primo luogo in chi fuma c'è un'esposizione alla nicotina che ha effetti sulla salute, in quanto provoca vasocostrizione, quindi aumento della pressione e della frequenza cardiaca. Inoltre è una sostanza che di per sé crea dipendenza. Va chiarito che i potenziali livelli di esposizione variano in base alla concentrazione di nicotina del prodotto, diversa da un marchio all'altro".

Giacché molte di queste sigarette elettroniche contengono sostanze che, in elevate quantità, sono note per avere effetti potenti sull'organismo, per saperne di più sul contenuto esatto, e quindi sui potenziali effetti di ciascun diverso prodotto, occorrerebbe, secondo l'ISS, un foglietto illustrativo, proprio come i farmaci.

È bene tenere presente che i potenziali dubbi sulla sicurezza e sull'efficacia vanno valutati diversamente secondo il tipo di consumo che se ne fa.

Utile sotto controllo medico

"Spesso a scegliere la sigaretta elettronica sono fumatori che, consapevoli dei rischi che si corrono con le sigarette di tabacco, vogliono solo sostituirle con un'alternativa di certo meno tossica" spiega l'ISS, che però sottolinea come lo strumento abbia dimostrato di funzionare quando fa parte di una strategia controllata, in cui un medico o uno psicologo consegnano cartucce con un contenuto di nicotina noto e decrescente, mentre potrebbe non essere altrettanto efficace con l'autogestione. Vi sono poi fumatori che non intendono affatto abbandonare l'abitudine, ma anzi vogliono continuare a coltivarla anche dove è vietato, come nei luoghi pubblici: "Il rischio è di perdere un vantaggio culturale che in 10 anni di divieto ha costruito una vera e propria cultura antifumo, dove sono gli stessi cittadini che diventano vigilanti affinché venga rispettata" spiega il rapporto.

Infine la preoccupazione maggiore riguarda i giovanissimi non fumatori, sempre più attratti dalla moda: poiché ripropone la gestualità e la ritualità della normale sigaretta, per i giovani rischia di diventare una porta d'ingresso al vizio vero e proprio, anche perché i prodotti che contengono la nicotina attivano un processo di dipendenza.

Una mania internazionale

L'Italia non è l'unico Paese che non sa resistere al fascino di queste sigarette: secondo il Financial Times, nell'ultimo decennio, mentre i consumi di tabacco continuavano a calare in virtù di divieti e tassazione, le vendite delle sigarette elettroniche sono aumentate raggiungendo negli Stati Uniti i 300 milioni di fatturato annuo nel 2012 e, secondo gli analisti del settore, sono destinate a scavalcare il tabacco nei prossimi 10 anni.

Questa crescita ha però spinto le autorità a mettersi in moto e, mentre in Gran Bretagna le pubblicità che dichiaravano l'innocuità delle sigarette elettroniche sono state sanzionate come ingannevoli, in molte parti d'Italia - a partire dai treni e aerei, fino ad alcuni uffici pubblici - si è deciso di estendere il divieto anche all'abitudine di "svapare".

Che cos'è la sigaretta elettronica

La sigaretta elettronica è un cilindretto erogatore che funziona a batteria e rilascia le sostanze contenute in una cartuccia ricaricabile. La classica forma cilindrica, e spesso anche i colori, servono a dare l'impressione della sigaretta, rafforzata dalla lampadina colorata che ogni boccata si accende a simulare la brace, garantendo un effetto molto realistico che contribuisce a simulare l'esperienza sensoriale legata alla combustione del tabacco della sigaretta vera e propria.

Il contenuto delle sigarette elettroniche è molto variabile, giacché sul mercato ce ne sono molte: in linea di massima chi le usa inala aria in cui è presente una soluzione di glicole propilenico, glicerolo, nicotina (in quantità variabile o anche assente) e aromi alimentari.

Lo scopo è quello di assicurare sensazioni, gestualità e ritualità identiche, senza però le oltre 400 sostanze prodotte dalla combustione del tabacco che sono corresponsabili delle malattie associate al fumo, con in cima il tumore del polmone.

Tuttavia le affermazioni dei produttori secondo cui questi prodotti sono innocui non hanno ancora un riscontro nella letteratura scientifica, per cui le autorità sanitarie hanno deciso di approfondire le ricerche, giungendo alla conclusione che questi prodotti ─ utilissimi per aiutare i fumatori a smettere in un contesto in cui sono seguiti ─ potrebbero diventare pericolosi in caso di uso generalizzato.

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Ultimo aggiornamento martedì 1 gennaio 2013.

Daniela Ovadia

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