TC (o TAC)

Di che cosa si tratta?

La tomografia computerizzata (TC) è una tecnica di diagnostica per immagini che consente di esaminare varie parti del corpo per la diagnosi e lo studio dei tumori e di numerose altre patologie. È un esame radiologico in cui i dati raccolti dal passaggio di vari fasci di raggi X nell'area interessata sono rielaborati da un computer, in modo da ricostruire un'immagine tridimensionale dei diversi tipi di tessuto. Poiché un tempo l'esame era condotto lungo un solo asse, con sezioni parallele perpendicolari alla lunghezza del corpo, come se questo fosse idealmente "tagliato a fette", si parlava di tomografia assiale computerizzata. Da questo nome deriva l'acronimo TAC, con cui viene comunemente chiamata ancora oggi. Con i macchinari multistrato più moderni, tuttavia, il termine è improprio perché la tomografia computerizzata non è più solo "assiale"; le immagini sono acquisite con tecnica spirale che sfrutta il movimento del tavolo e consente così di ottenere immagini tridimensionali.

L'esame consente di studiare qualunque parte del corpo umano. Spesso, per vedere meglio le fasi vascolari (arteriosa e venosa) di organi e tessuti, è necessario l'impiego di un mezzo di contrasto a base di iodio, che viene comunemente iniettato per via endovenosa. Per specifiche indicazioni sono utilizzati anche altri tipo di contrasto che sono somministrati per via orale oppure introdotto nel retto o in un'articolazione.

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È un esame che possono fare tutti o ha controindicazioni?

Poiché la tomografia computerizzata, in tutte le sue varianti, impiega raggi X, l'esame è controindicato in gravidanza, specie se l'area da indagare è l'addome. In questi e in altri casi (per esempio in soggetti giovani), in cui è importante evitare l'esposizione a radiazioni ionizzanti, si preferisce ricorrere alla Risonanza Magnetica (o RM) che non comporta questo rischio.

L'esame con il mezzo di contrasto è inoltre controindicato nelle persone allergiche a questa sostanza. In casi eccezionali, in cui l'indagine sia indispensabile, il medico potrà comunque decidere di eseguirla adottando varie misure precauzionali. L'impiego del mezzo di contrasto iniettato per via endovenosa potrebbe inoltre essere problematico in persone affette da malattie che espongono a un maggior rischio di complicanze, soprattutto a carico dei reni: diabete, insufficienza renale, insufficienza epatica e mieloma. Questo è il motivo per cui, nei pazienti in cui è necessario iniettare il mezzo di contrasto, viene sempre richiesto di eseguire, prima dell'indagine, esami del sangue che verifichino la funzione del rene (attraverso la misurazione dei livelli di creatinina). L'indagine infine non deve essere eseguita nei giorni successivi ad altri esami radiologici che utilizzino il bario (per es. clisma opaco), perché le immagini ottenute potrebbero risultarne alterate.

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Occorre qualche tipo di preparazione particolare all'esame?

Nei casi in cui l'indagine non preveda l'uso del mezzo di contrasto non è necessaria alcuna preparazione. Al contrario, per gli esami che comportano l'impiego di contrasto per via endovenosa, il paziente deve essere a digiuno almeno da quattro ore.
In tutti i casi verrà chiesto di togliere vestiti o accessori con parti metalliche che possono alterare il processo di acquisizione delle immagini.

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È meglio che mi faccia accompagnare da qualcuno o posso venire da solo? Potrò guidare la macchina per tornare a casa?

Non è necessario farsi accompagnare. L'esecuzione della TAC non ha infatti alcun impatto sulla capacità di guidare veicoli.

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L'esame è doloroso o provoca altri tipi di disagio?

No, l'esame non è mai doloroso, se si esclude il possibile piccolo fastidio legato all'iniezione del mezzo di contrasto.
Alcuni pazienti riportano dei disturbi legati all'iniezione del contrasto: una sensazione di calore diffuso, il bisogno di urinare, molto raramente un gusto metallico in bocca e una lieve sensazione di nausea. Questi sintomi sono facilmente tollerabili, sono riferibili al rapido passaggio nei vasi del corpo del mezzo di contrasto e scompaiono in pochi minuti.
Molti pazienti infine temono di sottoporsi all'indagine per paura di soffrire di claustrofobia, come poteva accadere quando per l'esecuzione dell'esame il lettino su cui è adagiato il paziente entrava in una sorta di tunnel. Oggi il problema è superato perché le apparecchiature moderne sono aperte e il lettino, muovendosi, passa attraverso un cerchio di una profondità non superiore ai 50 cm. In caso di necessità è comunque possibile chiedere agli operatori un sedativo che aiuti a restare fermi per tutto il tempo necessario all'esecuzione dell'esame.

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L'esame comporta dei rischi immediati?

I rischi immediati della TAC sono imputabili solamente all'iniezione endovenosa del mezzo di contrasto, per cui possono essere ridotti al minimo valutando in precedenza le condizioni del paziente. I più frequenti - e comunque molto rari - effetti collaterali sono rappresentati dalla comparsa di piccole reazioni allergiche che comportano prurito e macchie rossastre sulla pelle. I sintomi durano poco e scompaiono da soli. Il paziente deve avvertire il medico qualora dovesse accorgersi di questi sintomi.

In rarissimi casi possono verificarsi reazioni allergiche più serie, ma che possono essere immediatamente controllate con farmaci somministrati attraverso lo stesso ago utilizzato per iniettare il mezzo di contrasto.

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L'esame comporta dei rischi a lungo termine?

L'esame prevede l'utilizzo di raggi X, quindi è opportuno non abusarne. L'esposizione a radiazioni, infatti, aumenta il rischio di tumori e leucemie in relazione alla dose, soprattutto nei bambini e nei giovani, per cui occorre in ogni singolo caso confrontare questi possibili rischi con il beneficio che ci si attende dall'indagine.

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Quanto dura?

L'esecuzione dell'esame varia a seconda della zona esaminata e dal sospetto diagnostico che si vuole confermare. In ogni caso la durata oscilla tra i tre e i 20 minuti.

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Alla fine posso andare subito a casa o devo restare in osservazione? Per quanto?

In genere non è necessaria alcuna attesa al termine dell'esame, anche se, nel caso di iniezione endovenosa di mezzo di contrasto, può essere considerato prudenziale attendere qualche minuto presso il reparto di radiologia, in particolare se vi è il dubbio di qualche iniziale sintomo di allergia. Nelle persone affette da malattie renali a volte viene iniettata una soluzione fisiologica per consentire la più rapida eliminazione del mezzo di contrasto.

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Posso riprendere subito la mia vita normale o devo avere particolari accortezze?

Eseguito l'esame, si può tornare alle proprie abitudini quotidiane. L'unico consiglio è di bere abbondantemente, nelle ore successive all'indagine, per facilitare l'eliminazione del mezzo di contrasto.

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Le informazioni presenti in questa pagina non sostituiscono il parere del medico

Ultimo aggiornamento lunedì 13 gennaio 2014.

Agenzia Zadig

Articolo conforme ai principi HONCode

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