Scintigrafia ossea

Di che cosa si tratta?

La scintigrafia ossea è un esame che, mediante l'iniezione in vena di un tracciante marcato con isotopi radioattivi, detto radiofarmaco, consente di individuare la presenza di metastasi allo scheletro. La tecnica è sicura, al punto che può essere utilizzata anche sui bambini: la quantità di radiofarmaco iniettata è infatti proporzionale al peso corporeo.

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È un esame che possono fare tutti?

La scintigrafia non deve essere effettuata in gravidanza perché le radiazioni, per quanto in piccola dose, potrebbero nuocere all'embrione. Per questa ragione, di norma, nelle donne in età fertile, l'indagine viene eseguita entro i dieci giorni successivi all'inizio dell'ultima mestruazione, oppure se il test di gravidanza è negativo. Inoltre, dal momento che le sostanze radioattive vengono escrete attraverso il latte materno, è consigliabile non sottoporsi all'esame durante l'allattamento.

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Occorre qualche tipo di preparazione particolare all'esame?

Per eseguire una scintigrafia ossea non servono preparazioni particolari, anche se una buona idratazione può favorire la rapida eliminazione del radiofarmaco e migliorare il contrasto con il fondo. Per questo, dopo la somministrazione del radiofarmaco che precede di circa tre ore l'esecuzione dell'esame vero e proprio, si consiglia al paziente di bere molto.
Prima di eseguire l'indagine, inoltre, occorre rimuovere oggetti metallici che possono modificare la rilevazione delle radiazioni (come collane, spille, orecchini, piercing).

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È meglio che mi faccia accompagnare da qualcuno o posso venire da solo? Potrò guidare la macchina per tornare a casa?

Non è necessario farsi accompagnare e alla fine dell'esame si può tranquillamente guidare.

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L'esame è doloroso o provoca altri tipi di disagio?

La scintigrafia ossea è una tecnica indolore. L'unico modesto fastidio può essere legato alla puntura dell'ago usato per la somministrazione endovenosa del farmaco. Non c'è da attendersi alcun disagio dalla scintigrafia, né effetti collaterali.

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L'esame comporta dei rischi immediati?

La sostanza radioattiva iniettata è sicura, ben tollerata e non esistono descrizioni di gravi reazioni avverse.

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L'esame comporta dei rischi a lungo termine?

Il radiofarmaco iniettato rilascia radiazioni, ma in dosi molto basse. L'organo che nel corso dell'esame risulta essere il più esposto alle radiazioni è la vescica, ma è possibile ridurre al minimo i rischi bevendo abbondantemente e urinando dopo l'esame.

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Quanto dura?

La durata dell'indagine vera e propria è di circa 20 minuti. In questo tempo si chiede al paziente di stare fermo mentre il dispositivo rivelatore acquisisce le radiazioni emesse dal paziente che vengono convertite in immagini da un computer. Il radiofarmaco deve però essere iniettato circa 3 ore prima dall'esame per dare tempo al tracciante di accumularsi nello scheletro.

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Alla fine devo restare in osservazione? Per quanto?

Non è necessario nessun periodo di osservazione dopo l'esame.

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Posso riprendere subito la mia vita normale o devo avere particolari accortezze?

Al termine della scintigrafia ossea si può tornare alle proprie abitudini quotidiane. Tuttavia, è opportuno osservare alcuni piccoli accorgimenti: innanzitutto, per facilitare l'eliminazione del radiofarmaco, occorre bere abbondantemente e andare spesso in bagno. Dopo l'utilizzo del WC è opportuno far scorrere abbondantemente l'acqua e lavarsi bene le mani.

Per le 48 ore successive all'esame, inoltre, è più prudente evitare il contatto stretto con i bambini più piccoli e le donne in gravidanza. Basta rimanere a distanza di 1-2 metri per eliminare il rischio della irradiazione altrui.

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Le informazioni presenti in questa pagina non sostituiscono il parere del medico

Ultimo aggiornamento lunedì 16 dicembre 2013.

Agenzia Zadig

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