Terapia ormonale per il tumore all'utero

La terapia ormonale per il tumore all'utero si usa solo quando la malattia colpisce il suo rivestimento interno (endometrio), ma non quando riguarda il collo, cioè nel caso del tumore della cervice uterina.

L'endometrio, infatti, come la ghiandola mammaria o l'ovaio, risponde ciclicamente all'azione degli ormoni sessuali femminili, estrogeni e progesterone, che nella donna in età fertile fanno proliferare e maturare ogni mese questo tessuto per predisporlo a un'eventuale gravidanza.

Mentre gli estrogeni stimolano la proliferazione di queste cellule, il progesterone può contrastare questa azione. Ecco perché i medici possono prescriverli per ridurre il volume di grosse masse tumorali o per curare la malattia che si ripresenti in altre sedi dopo l'asportazione chirurgica dell'utero (isterectomia).

I più comuni sono:

Medrossiprogesterone acetato

Il medrossiprogesterone acetato è un prodotto di sintesi analogo al progesterone presente in natura. Diversamente dagli altri trattamenti ormonali, di cui si conosce bene il meccanismo, non è ancora chiaro come il medrossiprogesterone acetato agisca per controllare la crescita delle cellule tumorali, se lo faccia direttamente oppure modificando i livelli degli altri ormoni o interagendo con essi.

Quando si usa il medrossiprogesterone acetato?

Il medrossiprogesterone acetato è un prodotto di sintesi analogo al progesterone presente in natura. Diversamente dagli altri trattamenti ormonali, di cui si conosce bene il meccanismo, non è ancora chiaro come il medrossiprogesterone acetato agisca per controllare la crescita delle cellule tumorali, se lo faccia direttamente oppure modificando i livelli degli altri ormoni o interagendo con essi.

  • tumore al seno in post menopausa che non risponde ad altri trattamenti;
  • tumore all'utero (endometrio);
  • tumore al rene.

Quali sono gli effetti collaterali del medrossiprogesterone acetato?

  • aumento dell'appetito;
  • ritenzione idrica con conseguente rigonfiamento delle caviglie e delle dita delle mani;
  • aumento di peso per i due motivi precedenti;
  • nausea;
  • stanchezza;
  • dolore e tensione al seno;
  • alterazioni della glicemia nei diabetici.

Il medrossiprogesterone può danneggiare il feto per cui occorre evitare una gravidanza durante il trattamento di uno qualunque dei due partner. Può inoltre passare nel latte materno per cui l'allattamento al seno non è raccomandato durante la cura e per i due mesi successivi.

 

 

Le informazioni presenti in questa pagina non sostituiscono il parere del medico

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Ultimo aggiornamento giovedì 17 dicembre 2015.

Agenzia Zadig

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