Smettere di fumare si può

Spegnere l'ultima sigaretta non è facile perché la dipendenza da fumo è per-sistente e tenace. Ma con le giuste motivazioni e un sostegno adeguato tutti possono riuscirci.

Ultimo aggiornamento: 13 dicembre 2019

Tempo di lettura: 14 minuti

Tra i fattori di rischio che favoriscono lo sviluppo del cancro, il fumo è uno dei più importanti. Il suo legame con i tumori, ma anche con l'infarto, l'enfisema e molte altre malattie è dimostrato ormai da una grande mole di prove scientifiche. Gli effetti negativi di questa abitudine si riflettono anche su altri aspetti della vita quotidiana e ognuno deve trovare la propria motivazione e il proprio modo per riuscire a smettere. Ecco qualche spunto di riflessione e una guida agli strumenti disponibili per liberarsi da questa dipendenza.

I numeri del fumo in Italia e nel mondo

Secondo i dati forniti dall'Organizzazione mondiale della sanità, nel mondo il tabacco è responsabile di un numero di vittime maggiore di quelle provocate da alcol, AIDS, droghe, incidenti stradali, omicidi e suicidi messi insieme. Si calcola che ogni anno in tutto il mondo il fumo uccida 7 milioni di persone (oltre sei milioni a causa del consumo diretto, i restanti per esposizione passiva). In Italia si stima che le morti attribuibili al fumo vadano da 70.000 a 83.000 ogni anno. Va anche detto che più di un quarto delle vittime del fumo hanno un'età compresa tra i 35 e i 65 anni.

Nel ventesimo secolo si calcola che siano morte per questa causa 100 milioni di persone e che circa un miliardo ne sarà vittima nel secolo in corso, considerando anche la progressiva e apparentemente inarrestabile diffusione del fenomeno nei Paesi in via di sviluppo, nella popolazione femminile e tra gli adolescenti.

Secondo i dati ISTAT del 2017, i fumatori in Italia sono 10,4 milioni, quasi il 20 per cento della popolazione oltre i 14 anni di età. Sono invece 11,8 milioni (il 22,6 per cento) le persone che possono fregiarsi del titolo di ex-fumatore, perché sono riuscite a smettere da almeno un anno.

Un tempo il fumo era un'abitudine tipicamente maschile, ma il divario tra i due generi da questo punto di vista continua a diminuire: gli uomini fumano sempre meno, mentre cresce la quota delle fumatrici, soprattutto in giovane età.

In Italia un dato positivo è comunque il calo del consumo di tabacco: il numero di fumatori è sceso dal 20,9 per cento del 2013 al 19,8 per cento del 2016; inoltre, rispetto al 2011, nel 2014 le vendite di sigarette si sono ridotte del 5,7 per cento, il che corrisponde a quasi due pacchetti in meno al mese acquistati da ciascun fumatore; tra il 2015 e il 2016 vi è stato un ulteriore calo del 2 per cento.

Negli ultimi anni si è però verificato un notevole aumento del numero di donne fumatrici, un milione in più solo nel 2017 secondo uno studio dell’Istituto nazionale dei tumori, e degli adolescenti.

La parola all'esperto

Il chirurgo Ugo Pastorino, dell'Istituto nazionale dei tumori, spiega che smettere di fumare, in qualsiasi momento della vita, riduce del 30-40 per cento il rischio di morire per cancro del polmone e per tutte le altre cause.

Perché smettere di fumare?

Ci sono tanti buoni motivi per smettere di fumare: ciascuno può trovare le motivazioni che nel proprio caso trova più convincenti per prendere la giusta decisione e tenervi fede.

Per la propria salute

La ragione più importante per smettere di fumare è certamente quella di preservare la propria salute. Secondo l'Organizzazione mondiale della sanità, infatti, il fumo di sigaretta è la più importante causa di morte evitabile nella nostra società: gli si può attribuire la maggioranza dei casi di tumore al polmone, alla gola (o al cavo orale), e inoltre aumenta il rischio di cancro al seno, alla vescica, all'intestino e ad altri organi. Le sostanze cancerogene contenute nelle esalazioni del tabacco, infatti, attraverso il circolo sanguigno, possono raggiungere anche organi molto lontani dalle vie aeree. Il colon è uno di questi, come è stato accertato dall'Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro (IARC).

I tumori di faringe e laringe, così come quelli della bocca e delle vie aeree inferiori, si sviluppano per contatto diretto con le sostanze cancerogene contenute nel fumo di sigaretta. Per l'esofago, l'esposizione è meno diretta e continua, ma per la sua posizione in continuità con la gola, si può ipotizzare che l'aumento del rischio di tumore tra i fumatori dipenda anche in questo caso da un contatto diretto con il materiale inspirato. In entrambi i casi, al fumo si associa spesso un abuso di bevande alcoliche, il cui ruolo è invece sospettato, ma non confermato, per il tumore del pancreas.

Questa malattia è quasi tre volte più frequente tra i fumatori rispetto ai non fumatori, sebbene il pancreas, a differenza degli organi appartenenti o adiacenti alle vie aeree, non venga mai a contatto diretto con le esalazioni del fumo. A provocarla sono probabilmente mutazioni del DNA, alcune delle quali già identificate, che con l'andare del tempo favoriscono lo sviluppo del cancro.

In molti altri organi, invece, il fumo non fa male solo per le sostanze cancerogene che contiene, ma anche perché danneggia in maniera diretta e grave i vasi sanguigni, favorendo i processi di aterosclerosi che possono portare all'infarto o all'ictus. Lo stesso fenomeno può anche compromettere l'afflusso di sangue agli arti o alle strutture spugnose del pene, dette corpi cavernosi, che dilatandosi ne determinano l'erezione.

Nei polmoni, oltre a favorire la formazione di tumori, il fumo altera il movimento delle ciglia che tengono pulite le vie aeree e favorisce la distruzione delle pareti degli alveoli polmonari in cui avviene lo scambio tra ossigeno e anidride carbonica. Per questo è anche la più importante causa di enfisema.

I danni del fumo sulla salute non si limitano quindi al campo oncologico. Fumare favorisce l'insorgenza di patologie del cuore, dei vasi sanguigni e dei polmoni: tutte malattie che oltre ad accorciare potenzialmente la vita ne compromettono la qualità, talvolta creando situazioni di grave invalidità.

Per la salute di chi ci sta vicino

Quando una persona fuma, chi le sta intorno inala 4.500 sostanze chimiche, di cui più di 60 cancerogene. Una di queste è il benzene, che favorisce l'insorgenza di leucemie. L'effetto dell'insieme di queste sostanze fa sì che le persone esposte abitualmente al fumo passivo abbiano un rischio di cancro e malattie cardiache superiore alla media: si calcola infatti che i non fumatori che vivono o lavorano a fianco di un fumatore che non si allontana quando accende la sigaretta, hanno il 25% di probabilità in più di ammalarsi di tumore al polmone o di malattie del cuore rispetto a chi non è esposto al fumo passivo.

I danni sono ancora maggiori per i piccoli: i bambini esposti al fumo passivo corrono un rischio superiore ai loro coetanei di andare incontro a bronchiti, polmoniti, attacchi di asma, otiti e meningiti. Per i neonati, poi, aumenta il pericolo di morte in culla.

In totale si calcola che 19.000 europei non fumatori muoiano ogni anno per effetto dell'esposizione al fumo passivo, a casa o sul luogo di lavoro.

Per risparmiare

Sigari, sigarette e pipe fanno male al portafoglio oltre che al corpo. Ancor più in tempi di crisi vale la pena soffermarsi su quanto costa questa cattiva abitudine e su quanto si potrebbe risparmiare abbandonandola.

Calcola quanto ti rimarrebbe in tasca ogni settimana, mese, anno, o nel lungo periodo se smettessi oggi. E pensa con quale regalo potresti premiarti!

Per sentirsi psicologicamente liberi

Il fumo è una dipendenza come quella da altre sostanze e il fatto che sia socialmente più accettata non cambia l'effetto psicologico che provoca in chi la vive.

Molte persone sono riuscite a smettere di fumare quando si sono rese conto del senso di schiavitù che il tabacco causava loro: l'ansia di restare senza sigarette o la necessità di dover uscire di casa alle ore più impensate, magari sotto la pioggia, per procurarsene un pacchetto; il bisogno di interrompere un lavoro, un discorso o un'attività interessante per uscire a fumare, o essere semplicemente distratti da questo pensiero; insomma, la consapevolezza di non essere liberi.

Per migliorare il proprio aspetto

Un forte fumatore si riconosce anche da segni esteriori non gradevoli: denti gialli e alito cattivo, macchie di nicotina sulle dita, pelle spenta. Anche gli abiti sono spesso impregnati di un odore che può dare fastidio.

Smettere di fumare può regalare quindi un migliore aspetto, migliorando così sia il confronto con lo specchio sia la propria vita sociale.

Per sentirsi più accettati socialmente

Fino a qualche anno fa una forte spinta a fumare, soprattutto tra i giovani, era l'idea che il gesto di tenere la sigaretta tra le dita contribuisse a dare un'immagine di forza e sicurezza di sé. Negli ultimi anni il diffondersi di nuovi modelli estetici, più consapevoli e salutistici, ha smontato e invertito questo pregiudizio culturale per cui, a partire soprattutto dagli Stati Uniti, si è anzi osservato un fenomeno opposto, che tende a stigmatizzare i fumatori.

Essere liberi dalla dipendenza del tabacco consente di trovarsi a proprio agio in qualunque ambiente sociale, di riuscire meglio nelle attività sportive, e perfino di non subire discriminazioni sul lavoro, perché tra i fattori che pesano a favore o contro un'assunzione può entrare in gioco anche questo.

Come smettere di fumare?

Come si è scelto di fumare si può scegliere di smettere. E prima si smette, prima il rischio delle conseguenze negative per la salute può tornare al livello di chi non ha mai fumato.

Le statistiche dicono che l'obiettivo non è facile da raggiungere, ma a disposizione di chi fa questa scelta oggi ci sono molti più strumenti di un tempo, quando si poteva contare solo sulla propria forza di volontà.

Gli strumenti

La forza di volontà

Anche oggi, comunque, la forza di volontà è il primo indispensabile strumento per smettere. Eppure appena tre persone su cento riescono a smettere solo perché hanno capito che è meglio così: decidono di dare un taglio al fumo e ci riescono, da un giorno all'altro. Ma chi non ce la fa? L'importante è non sentirsi in colpa per questo. La nicotina produce dipendenza, ed è perciò normale fare fatica a liberarsene. Così come è normale avere una ricaduta dopo qualche giorno o settimana di astinenza dal fumo. L'importante è non scoraggiarsi e riprovare finché non ci si riesce, magari facendosi aiutare da parenti e amici, dal proprio medico o da uno dei tanti Centri antifumo disponibili in Italia.

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Centri Antifumo

Su tutto il territorio italiano sono distribuiti quasi 400 Centri antifumo che aiutano a smettere di fumare con vari strumenti: il counseling individuale, la terapia di gruppo e la prescrizione di prodotti sostitutivi della nicotina o di farmaci per la disassuefazione. L'accesso a uno di questi centri di solito prevede il pagamento di un ticket e solo in alcuni casi è gratuito. Tutte le informazioni relative ai Centri antifumo sono sul sito dell'Osservatorio fumo alcol e droga (OssFAD) dell'Istituto superiore di sanità o possono essere richieste al numero verde contro il fumo (800 554 088) dello stesso Istituto, che fornisce anche una consulenza su tutti i problemi legati al tabagismo.

Counselling

Molti studi dimostrano che, per smettere di fumare, ad alcune persone sia sufficiente il consiglio da parte del proprio medico. Più spesso però i pazienti hanno bisogno di incontri con personale appositamente preparato a motivarli e sostenerli nella propria scelta. A volte i fumatori possono partecipare anche a gruppi di auto aiuto, scelti in base alle proprie caratteristiche o preferenze, e questi possono essere altrettanto efficaci del sostegno specializzato.

In varie parti del mondo sono stati sperimentati anche metodi di counseling a distanza, per esempio attraverso gli sms o le app degli smartphone; a oggi però non ci sono ancora dati sull'efficacia di questi metodi, mentre il counseling telefonico proattivo ha già dimostrato una reale utilità all’interno di percorsi antifumo personalizzati.

Trattamenti sostitutivi (cerotti, gomme da masticare e altri prodotti a base di nicotina)

Quando si cerca di smettere di fumare occorre fare i conti con la dipendenza psicologica dal piacere e dalla gestualità del fumare. Soprattutto occorre considerare i disturbi dovuti all'astinenza da nicotina, una sostanza che il corpo è abituato ad assumere. Uno dei metodi consigliati per smettere è quello di ridurre gradualmente l'introduzione di nicotina nell'organismo, attraverso prodotti sostitutivi con dosi a scalare. Pochi anni fa l'efficacia di questo metodo è stata avvalorata dagli esperti Cochrane, un gruppo di epidemiologi che ha valutato 150 studi controllati su 50.000 fumatori.

Qualunque sia la via di somministrazione (cerotti da 16 o da 24 ore, gomme da masticare, compresse da succhiare o inalatori orali), tutti i prodotti sostitutivi controllano il disagio fisico provocato dalla mancanza della nicotina, aumentando del 50-70% le probabilità di successo di chi intende smettere di fumare. Si possono acquistare in farmacia senza ricetta medica, sono sicuri anche in gravidanza (sotto controllo medico), ma devono essere utilizzati rispettando le dosi e i tempi indicati (almeno per 2-3 mesi con un dosaggio da ridurre generalmente di un terzo ogni mese).

Farmaci

In alcuni casi il medico, accanto al sostegno psicologico e all'aiuto comportamentale, può prescrivere antidepressivi o altri farmaci che aiutino a superare il momento più difficile di distacco dalla sigaretta. I due medicinali specificamente approvati a questo scopo e disponibili in Italia sono il bupropione e la vareniclina, che vanno presi a partire rispettivamente da una o due settimane prima dell'ultima sigaretta e per almeno un paio di mesi dopo aver smesso.

Il bupropione è un antidepressivo che riduce i sintomi dell'astinenza da nicotina, mentre la vareniclina riduce il desiderio della sigaretta e ne attenua il piacere. Entrambi devono essere prescritti dal medico, anche perché possono avere controindicazioni e provocare effetti collaterali. In Italia questi farmaci, così come i trattamenti sostitutivi a base di nicotina, pur essendo consigliati dagli esperti per migliorare le probabilità di successo, non sono forniti gratuitamente dal Sistema sanitario nazionale, neppure per i fumatori con presenza di patologie croniche legate al fumo e quindi con più urgenza di smettere, per cui il loro costo, non indifferente, è purtroppo a carico del paziente.

Un altro farmaco antifumo recentemente entrato in commercio in Italia è la citisina, un prodotto galenico (ossia preparato direttamente in farmacia) in capsule, simile nel meccanismo d'azione alla vareniclina. Anch'esso richiede per l'acquisto una ricetta medica, ma la spesa per un trattamento completo è inferiore.

Sigarette elettroniche

Su rischi e benefici delle sigarette elettroniche, ormai molto diffuse, si è detto molto, ma è ancora difficile esprimere un giudizio definitivo.

Quello che è certo è che gli studi effettuati finora non permettono di escludere possibili danni legati a questo nuovo modo di fumare, sia per chi usa le sigarette elettroniche sia per chi sta attorno. L'uso della sigaretta elettronica permette di evitare il catrame e gli altri prodotti tossici della combustione del tabacco; permangono però dubbi sulla sicurezza delle sostanze contenute nei composti da "svapare". Gli esperti temono soprattutto che questa nuova moda comprometta, soprattutto tra i più giovani, il fenomeno di trasformazione culturale che stava rendendo meno trendy il gesto di tenere una sigaretta tra le mani.

Libri

Le librerie sono piene di manuali per smettere di fumare. A volte possono funzionare o quanto meno suscitare il desiderio di smettere in chi non ci pensava proprio, o ancora, aiutare persone che avevano già intrapreso questo percorso con altri metodi. Approfondire le motivazioni che spingono ad accendere la sigaretta o a spegnerla per sempre, imparare i metodi per rinforzare la propria determinazione o i piccoli trucchi per superare i momenti di difficoltà, leggere le storie di chi ce l'ha fatta, sono strumenti che possono aiutare a prendere questa difficile decisione una volta per tutte e a metterla in pratica.

Ecco qualche titolo tra i tanti disponibili:

  • Spegnila! di Donatella Barus e Roberto Boffi, Rizzoli editore.
  • Puoi smettere di fumare se sai come farlo di Allen Carr, EWI editrice.
  • 101 motivi per non fumare di Fabio Beatrice e Johann Rossi Mason, Guerini associati.

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Cosa succede smettendo di fumare?

Interrompere l'abitudine al fumo porta con sé una serie di conseguenze che si possono avvertire fin dai primi giorni. Gli effetti benefici perdurano nel tempo e rafforzano la volontà di perseverare; i possibili effetti indesiderati sono invece prevalentemente transitori e vi si può rimediare con qualche accortezza.

I benefici

Effetti benefici immediati e a distanza di tempo

  • Dopo 20 minuti la pressione arteriosa e la frequenza cardiaca tornano nella norma
  • Dopo 12 ore i livelli di monossido di carbonio nel sangue calano, mentre quelli di ossigeno si normalizzano
  • Dopo 24 ore i polmoni cominciano a ripulirsi dal muco e dai depositi lasciati dal fumo
  • Dopo 2 giorni l'organismo si è liberato dalla nicotina e ricomincia a recuperare il senso di gusto e olfatto
  • Dopo 3 giorni si comincia a respirare meglio e si recupera energia
  • Dopo 2-12 settimane la circolazione del sangue migliora
  • Dopo 3-9 mesi il miglioramento nella respirazione si fa più marcato; tosse e sibili si riducono
  • Dopo 1 anno il rischio cardiovascolare si è dimezzato rispetto a quello di chi continua a fumare
  • Dopo 15 anni il rischio di tumore del polmone in molti casi è tornato pari a quello di chi non ha mai fumato o comunque è dimezzato (dipende da molti fattori, tra cui il numero di sigarette fumate e gli anni in cui si è fumato)

Le conseguenze spiacevoli

Sintomi da astinenza

Smettere non è facile soprattutto perché nei primi giorni la mancanza della nicotina si fa sentire. Oltre al forte desiderio di fumare è normale sentirsi inquieti, irritabili, depressi o stanchi; molti fanno fatica a dormire e a concentrarsi.

In questa fase, oltre ad aiutarsi con i prodotti sostitutivi della nicotina o con i farmaci prescritti dal medico, è bene concentrarsi sui vantaggi che si vogliono ottenere e sulle motivazioni che hanno portato alla decisione di abbandonare il fumo. Inoltre è d'aiuto affrontare questi momenti dedicandosi ad attività gradevoli che possano aiutare a distrarsi, meglio se in compagnia e all'aria aperta. Anche una passeggiata con un amico "alleato" in questa impresa può aiutare a superare i momenti critici.

L'aumento di peso

L'alibi del possibile aumento di peso è una scusa comune per evitare di smettere di fumare. Va precisato, a questo proposito, che i vantaggi sulla salute in seguito all'abbandono della sigaretta sono molto superiori rispetto ai rischi legati a un piccolo aumento di peso. Senza contare che, ammesso che si verifichi, si tratta solitamente di un fenomeno transitorio.

Per evitare di spostare sul cibo il desiderio di gratificazione prima saziato dalle sigarette, si può ricorrere a cibi ipocalorici, per esempio frutta e verdura, e accompagnare la scelta di smettere di fumare a un'attività fisica di qualunque tipo, purché piacevole, amplificando i vantaggi dell'addio alle sigarette.

Le informazioni presenti in questa pagina non sostituiscono il parere del medico.

  • Autori:

    Agenzia Zadig