Tumore dello stomaco

Il tumore dello stomaco (adenocarcinoma gastrico) è provocato da una massa di cellule in crescita incontrollata che si origina, nella maggior parte dei casi, dal rivestimento interno dell'organo, la mucosa.

Ultimo aggiornamento: 4 luglio 2018

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Cos'è

Lo stomaco è un organo dell’apparato digerente che svolge la seconda fase della digestione, quella successiva alla masticazione.

Nello stomaco il cibo viene processato prima che esso arrivi all'intestino dove saranno assorbite le sostanze nutritive ed eliminate quelle di scarto. È un organo di contenimento, ad aspetto di sacco allungato, con forma e dimensione variabile a seconda della costituzione corporea e delle abitudini alimentari.

Il tumore dello stomaco (adenocarcinoma gastrico) è provocato da una massa di cellule in crescita incontrollata, originatesi, nel 90 per cento dei casi, dal rivestimento interno dell'organo, la mucosa.

La parola all'esperto

L'anatomopatologo Aldo Scarpa fa il punto sui tumori dello stomaco e sugli ultimi progressi della ricerca su queste patologie.

Quanto è diffuso

Il tumore allo stomaco è uno dei più comuni in tutto il mondo, con circa 22.220 nuovi casi diagnosticati ogni anno solo negli Stati Uniti. I tassi d’incidenza globale specifici per Paese sono disponibili nel database GLOBOCAN dell'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS).

Si riscontra più comunemente in Asia orientale e in Europa orientale ed è due volte più frequente nei maschi rispetto alle femmine.

In Italia si stima che ogni anno vengano diagnosticati 7.500 tumori allo stomaco nei maschi e 5.300 nelle femmine, cifre in diminuzione anche per il miglioramento nella diagnosi di alcuni fattori di rischio come l’infezione da Helicobacter pylori e per il riconoscimento di fattori di rischio dietetici e ambientali fra cui il fumo di sigaretta.

L'incidenza è maggiore tra le classi sociali più basse, anche se è in ribasso (circa 5 per cento ogni cinque anni).

Tipologie

L’adenocarcinoma gastrico ha origine dalle cellule della mucosa gastrica e può essere anatomicamente distinto in prossimale (più vicino all’esofago) o distale (più vicino al piloro o al duodeno). Il tumore della regione denominata antro è il più comune (circa il 50 per cento di tutti i tumori dello stomaco).

Sulla base dello stadio di malattia si divide in early (iniziale) o advanced (avanzato). Mentre, per quanto riguarda le sue caratteristiche istologiche, può essere classificato in intestinale o diffuso.

L’early gastric cancer ha maggiore possibilità di guarigione, con una sopravvivenza a cinque anni del 90 per cento. Questa neoplasia non supera i 2 cm di diametro, non forma ulcere, non coinvolge vasi o linfonodi e al microscopio ha un aspetto ben differenziato.

Il tumore dello stomaco di tipo intestinale è il più frequente, colpisce in prevalenza il sesso maschile e si associa alla trasformazione dell’epitelio gastrico in epitelio intestinale (metaplasia intestinale). Questi tumori, di solito, si presentano come formazioni simil-polipoide o come diffusa infiltrazione della parete del viscere.

Il tumore dello stomaco di tipo diffuso ha una frequenza lievemente inferiore e colpisce in modo indifferente uomini e donne di età media di 45 anni. Origina dalla normale mucosa gastrica (senza metaplasia) e penetra profondamente negli strati tissutali delle pareti dello stomaco espandendosi lateralmente e dando luogo a ulcere. La principale caratteristica istologica di questo tumore è la presenza di cellule con una morfologia particolare, simile a un anello con una gemma incastonata: per questo aspetto queste cellule sono dette "ad anello con castone".

La diffusione del cancro gastrico può avvenire in diversi modi: per via diretta all'esofago e al peritoneo, per via linfatica ai linfonodi e per via ematica, dando metastasi al fegato, alle ossa, ai polmoni o alle ovaie.

Come molti altri tipi di tumori, anche il cancro dello stomaco viene classificato in base al sistema TNM, dove il parametro T descrive la dimensione del tumore primitivo (quello che si è manifestato per primo, nel caso ce ne sia più di uno); il parametro N prende in considerazione l'eventuale interessamento linfonodale; infine il parametro M fa riferimento alla presenza o meno di metastasi.

 

Chi è a rischio

Il tumore dello stomaco è una patologia multifattoriale e non è possibile identificare una singola causa.

Fra i fattori di rischio, l'alimentazione ha un ruolo importante. Una dieta ricca di amidi, grassi e cibi conservati sott’olio, sotto sale o affumicati (che contengono nitriti e nitrati, precursori di cancerogeni come le nitrosamine) ne può favorire l'insorgenza, così come il consumo eccessivo di alcolici, che può contribuire alla trasformazione del tessuto gastrico in tumorale, ma non è stata dimostrata scientificamente una diretta correlazione tra questi fattori di rischio alimentari e la patologia.

Un ruolo accertato nella genesi di questa patologia tumorale è dato, invece, dall’Helicobacter pylori, un batterio che riesce a sopravvivere nello stomaco, nonostante il pH molto acido di questo ambiente.

Il fumo di sigaretta è correlato a un aumento del 40 per cento del rischio di sviluppare cancro dello stomaco e spesso si associa a neoplasie delle parti alte, come cardias ed esofago distale.

È stato poi documentato che esiste una predisposizione familiare che contribuisce alla genesi della malattia: alterazioni a carico di alcuni geni (tra i quali p53 e APC) sono causa dell'insorgenza di tumori in diversi organi, tra i quali lo stomaco (si parla, in questi casi, di sindrome di Lynch di tipo II).

Altri fattori da ricordare, classificati come predisponenti, sono l’AIDS, l’ulcera peptica, il diabete mellito e la presenza di metaplasia intestinale.

Infine, vale la pena di citare altre possibili cause, sebbene più rare:

  • la poliposi gastrica, ovvero dalla formazione di piccole escrescenze benigne che con il tempo, se non asportate, possono degenerare e diventare maligne;
  • la gastrite cronica atrofica;
  • l’anemia perniciosa.

Prevenzione

Non esiste una causa unica di cancro allo stomaco, quindi è difficile prevenirlo.

Un'alimentazione di tipo mediterraneo, con abbondante frutta e verdura e poca carne alla griglia o affumicata sembra avere un effetto protettivo. Anche l'abbandono della sigaretta può aiutare. Inoltre, poiché esiste una relazione tra l'infezione da Helicobacter pylori e il tumore dello stomaco, può essere utile, in caso di sintomi e di accertata presenza del batterio, procedere a una semplice terapia antibiotica per eliminarlo.

Non esiste alcun programma di screening in Italia sulla popolazione generale, ovvero non si consiglia alle persone che non hanno sintomi e non rientrano in categorie ad alto rischio (per precedenti interventi gastrici o per familiarità) di sottoporsi a una gastroscopia.

Sintomi

I sintomi del cancro gastrico sono inizialmente molto aspecifici e possono essere confusi con quelli di una gastrite o di un’ulcera peptica. La principale sintomatologia è data da dispepsia, dolore o bruciore di stomaco, difficoltà alla digestione, sensazione di pienezza o gonfiore dopo un piccolo pasto, nausea o vomito (anche ematico), presenza di sangue nelle feci, difficoltà alla deglutizione e importante calo ponderale. Se fossero presenti questi ultimi sintomi la patologia potrebbe essere avanzata e aver coinvolto organi bersaglio.

Per questa ragione se un trattamento per la gastrite o per l'ulcera non sortisse alcun effetto positivo, è opportuno fare una gastroscopia per valutare direttamente lo stato della mucosa interna dell'organo.

Inoltre, poiché è noto il ruolo dell'Helicobacter pylori nella genesi del tumore, è utile ricercare la presenza di questo microrganismo con esami semplici e poco invasivi come il breath test e la sua ricerca nelle feci, e procedere alla sua eradicazione mediante l’associazione di diversi antibiotici.

Diagnosi

La diagnosi di tumore dello stomaco è data dalla gastroscopia. Questo esame permette, mediante uno strumento dotato di telecamera, di identificare esattamente la sede del tumore e di prelevarne uno o più frammenti per la diagnosi istologica.

Una volta identificata la presenza della neoplasia è opportuno sottoporre il paziente ad accertamenti diagnostici detti di staging:

  • TC addome e torace con mezzo di contrasto per valutare la presenza o meno di metastasi;
  • ecoendoscopia (un’ecografia fatta dall’interno del lume dello stomaco mediante uno strumento simile al gastroscopio) per valutare l’infiltrazione locale del tumore;
  • PET con 18 FDG per valutare la presenza di altre sedi di malattia (come i linfonodi a distanza).

Come si cura

La valutazione della possibile terapia del cancro dello stomaco deve essere sempre effettuata da un team multidisciplinare con chirurghi e oncologi.

Le possibilità di guarigione (prognosi) e la scelta del trattamento dipendono dallo stadio di sviluppo del tumore (dal fatto cioè che sia localizzato al solo stomaco o che sia propagato ad altre zone) e dalle condizioni generali del paziente.

Per quanto riguarda l’early gastric cancer, esiste la possibilità di asportarlo endoscopicamente con una procedura denominata dissezione sottomucosa che, se eseguita radicalmente, non richiede ulteriori terapie.

Per le fasi iniziali di malattia la chirurgia è il trattamento di prima scelta e l'intervento prevede l'asportazione di tutto lo stomaco o di una parte di esso.

La gastrectomia parziale elimina solo quella parte dello stomaco che contiene il tumore e parti di altri tessuti e organi vicini alla sede del tumore. Solitamente è indicata in neoplasie distali (ad esempio del piloro). Vengono asportati inoltre i linfonodi locoregionali e a distanza e se necessario anche la milza (situata nell'addome superiore in ipocondrio sinistro, è l'organo che filtra il sangue ed elimina le cellule vecchie).

La gastrectomia totale elimina per intero lo stomaco, una piccola parte dell'esofago, i linfonodi vicini e a distanza. Il paziente è comunque in grado di mangiare perché l'intervento prevede la connessione, mediante una cucitura denominata anastomosi, dell'esofago o dello stomaco residuo al piccolo intestino.

Se viene rimossa solo una parte dello stomaco, il paziente dovrebbe essere in grado di nutrirsi in modo normale, senza una sostanziale alterazione della qualità della vita. Qualora l'asportazione dello stomaco fosse totale, si potranno rendere necessari piccoli pasti frequenti, così come un'alimentazione caratterizzata da cibi con basso livello di zuccheri ed elevato livello di grassi e proteine.

La chemioterapia, che può essere neoadiuvante (prima della chirurgia) o adiuvante (dopo la chirurgia) comporta la somministrazione di farmaci che uccidono selettivamente le cellule tumorali. Può consistere nell'assunzione di compresse o nella somministrazione endovenosa del farmaco. Viene definita trattamento sistemico in quanto il farmaco viene immesso in circolo, si diffonde in tutto il corpo e può uccidere le cellule cancerose anche al di fuori dello stomaco.

La ricerca sta lavorando per migliorare la sopravvivenza dei pazienti con tumore allo stomaco. Se il tumore è limitato alla sottomucosa dello stomaco e non sono presenti metastasi, la sopravvivenza a 5 anni è del 90 per cento. In caso di cancro gastrico a uno stadio avanzato, la sopravvivenza a 5 anni scende a circa il 25 per cento.

Le informazioni di questa pagina non sostituiscono il parere del medico.

  • Autori:

    Agenzia Zoe