Tumore delle ghiandole salivari

Il tumore delle ghiandole salivari è piuttosto raro e rappresenta meno dell'1 per cento di tutti i tumori umani

Ultimo aggiornamento: 24 gennaio 2018

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Cos'è

Le ghiandole salivari si trovano all'interno delle prime vie aereodigestive e producono la saliva, un liquido ricco di enzimi e di anticorpi, necessario ad avviare il processo di digestione dei cibi e a proteggere bocca e gola dalle infezioni.

Le ghiandole salivari si distinguono in maggiori e minori: le prime sono presenti in coppia e comprendono parotide (ai lati del volto), ghiandola sottomandibolare (sotto la mandibola) e ghiandola sottolinguale (sotto il pavimento boccale e la lingua), mentre le seconde sono presenti in diverse regioni del volto, incluso anche il naso e i seni paranasali e sono molto numerose.

Le cellule che formano le ghiandole salivari possono trasformarsi e dare origine a un tumore.

Quanto è diffuso

Il tumore delle ghiandole salivari è piuttosto raro e rappresenta meno dell'1 per cento di tutti i tumori umani e il 2 per cento circa dei tumori della testa e del collo. Secondo le stime più recenti, ogni anno in Italia se ne diagnostica un nuovo caso ogni 100.000 abitanti maschi e meno di uno (0,7) ogni 100.000 abitanti femmine.

Può comparire a qualsiasi età, ma in genere si sviluppa dopo i 60 anni anche se non è infrequente la diagnosi prima dei 40 anni. Colpisce uomini e donne senza differenze sostanziali, si apprezza solo un lieve aumento di incidenza negli uomini in età più avanzata.

Chi è a rischio

Studiare i fattori di rischio per tumori così rari non è semplice, ma nel caso delle ghiandole salivari si pensa che l'esposizione a radiazioni della zona di testa e collo soprattutto in giovane età (magari a scopo terapeutico) possa aumentare il rischio di sviluppare il tumore. Anche alcune esposizioni professionali - che si verificano cioè sul luogo di lavoro - potrebbero aumentare il rischio: maggiormente indiziate le polveri di metalli (leghe di nichel) o di minerali (silicio) e le sostanze radioattive. Tra gli altri probabili fattori di rischio ci sono anche un precedente tumore benigno sempre nella stessa area e il tipo di alimentazione, una dieta particolarmente povera di vitamine A e C (presenti soprattutto in frutta e verdura fresche) sembra associata a un'incidenza più elevata della malattia.

Tipologie

Molti tumori delle ghiandole salivari sono benigni, non diventeranno mai maligni e nella maggior parte dei casi possono essere rimossi chirurgicamente.

 

Per quanto riguarda i tumori maligni invece, più del 70 per cento colpisce la ghiandola parotide e il 10-20 per cento la ghiandola sottomandibolare, mentre sono rarissimi quelli che originano nelle ghiandole sottolinguali e nelle salivari minori. Esistono 24 differenti tipi di tumori salivari: tutti i tipi di cellule presenti nelle ghiandole salivari possono infatti dare origine a un tumore, e proprio in base al tipo di cellula dalla quale si sviluppano assumono i differenti nomi. Il carcinoma mucoepidermoide è il più comune e interessa spesso la parotide; il carcinoma adenoide cistico è tipico delle ghiandole salivari minori; ci sono poi molti tipi di adenocarcinoma con caratteristiche specifiche (polimorfo di basso grado, a cellule basali, non specificato, mucinoso eccetera). Inoltre nelle ghiandole salivari si possono generare altri tumori come, per esempio, carcinomi a cellule squamose, carcinomi indifferenziati, carcinoma anaplastico a piccole cellule, sarcomi e linfomi (molto rari).

Sintomi

I sintomi dei tumori delle ghiandole salivari si manifestano soprattutto nella regione della testa e del collo e possono presentarsi con una massa o dolore al volto, al collo o alla bocca, difficoltà a inghiottire o asimmetrie visibili e mai notate in precedenza in forma, dimensioni e forza muscolare tra i due lati di volto, collo, bocca.

Da tenere sotto controllo anche le ostruzioni o i sanguinamenti del naso e il senso di intorpidimento a livello del volto. Sono segni e sintomi che non necessariamente indicano la presenza di un tumore, ma che meritano comunque attenzione e un parere medico.

Prevenzione

In base ai dati oggi disponibili non è possibile stabilire una strategia di prevenzione efficace contro i tumori delle ghiandole salivari. Evitare l'esposizione a radiazioni, a sostanze pericolose come polveri di silicio, gomma o leghe di nichel e seguire un'alimentazione ricca di frutta e verdura può comunque contribuire a ridurre il rischio.

Diagnosi

L'esame delle ghiandole salivari da parte del medico permette di scoprire noduli o eventuali masse di nuova formazione, che, in alcuni casi, possono far sospettare un problema di tipo oncologico. La presenza di un nodulo non è però sufficiente a formulare una diagnosi certa: dopo aver valutato la storia clinica e familiare e i risultati della visita ambulatoriale, in caso di situazioni sospette, il medico di base può richiedere una visita specialistica da un otorinolaringoiatra. Tra gli esami più utilizzati per diagnosticare un tumore alle ghiandole salivari sono particolarmente importanti l’ecografia, la radiografia, la TC (tomografia computerizzata) e la risonanza magnetica. Infine, per determinare il tipo di tumore, si procede con la biopsia, cioè il prelievo di un frammento del tumore e la sua analisi al microscopio.

Evoluzione

Come per molti altri tumori, anche per quelli delle ghiandole salivari viene utilizzato il sistema di stadiazione TNM, che consente di stabilire quanto la malattia sia estesa, prendendo in considerazione la dimensione del tumore (T) e la presenza di cellule tumorali nei linfonodi (N) e in organi lontani (metastasi, M).

Le informazioni di questa pagina non sostituiscono il parere del medico.

  • Autori:

    Agenzia Zoe