Tumore del rene

Al fumo di sigaretta è attribuibile circa il 40 per cento dei casi nei maschi. A sovrappeso e obesità, soprattutto nelle donne, è attribuibile il 25 per cento circa dei casi

Ultimo aggiornamento: 20 dicembre 2017

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Cos'è

I reni sono due organi pari, posti simmetricamente nella parte posteriore dell'addome, a livello lombare.

Hanno la forma di due fagioli, delle dimensioni di un pugno, e contengono formazioni tubulari che filtrano il sangue trattenendo le sostanze di rifiuto prodotte dall'organismo. Queste sono poi espulse con le urine, che sono il prodotto finale della filtrazione renale.

In genere il cancro del rene si origina proprio dalla proliferazione incontrollata di cellule che rivestono l'interno di questi tubuli, anche se talvolta può aver inizio anche da altri tessuti o dalla capsula che riveste esternamente l'organo stesso.

Quanto è diffuso

I tumori del rene e delle vie urinarie rappresentano una proporzione variabile tra il 2 e il 5 per cento (a seconda dell’età) di tutti i tumori e nel genere maschile ha una frequenza quasi doppia rispetto a quello femminile. Si stima che il rischio di sviluppare un tumore del rene sia pari a 1 su 40 negli uomini e a 1 su 91 nelle donne.

La probabilità di sviluppare questo tumore cresce con l'aumentare dell'età e il picco massimo di insorgenza è intorno ai 60 anni.

Chi è a rischio

Tra i fattori esogeni il principale e il più diffuso fattore di rischio è il fumo di sigaretta: il numero di sigarette fumate ogni giorno e il numero di anni di esposizione sono direttamente proporzionali all'aumento del rischio di questa malattia.

Un altro fattore di rischio è l'esposizione cronica ad alcuni metalli e sostanze particolari: sono fortemente sospettati di possedere un'azione cancerogena l'amianto e il cadmio, la fenacetina e il torotrasto.

Anche l'obesità, l'ipertensione arteriosa, l’ingestione di moderate quantità di alcool e la dialisi di lunga durata sono fattori di rischio.

Esistono infine delle forme ereditarie molto rare quali la sindrome di von Hippel-Lindau, trasmessa con il gene VHL.

Prevenzione

Al momento attuale non è possibile prevenire il tumore del rene, se non evitando fattori di rischio come il fumo, ma l'esecuzione annuale di un'ecografia dell'addome (pur non essendo raccomandata da alcuna linea guida perché non risponde ai criteri di costo-efficacia richiesti da uno screening) può favorire la diagnosi precoce non solo del tumore al rene, ma anche di altri visceri (fegato, pancreas). Il medico può dunque decidere, sulla base del rischio individuale del paziente, di consigliare questo tipo di sorveglianza.

Tipologie

I tumori a cellule renali comprendono un’ampia gamma di varianti istologiche. Le più frequenti sono il tumore a cellule chiare, il tumore papillare (tipo I e II) e il tumore cromofobo.

Essi si riscontrano nel 90 per cento dei casi e in una piccola percentuale, il 2 per cento, possono anche essere bilaterali, cioè manifestarsi in entrambi i reni.

Un altro tipo di tumore del rene, più raro, è rappresentato dai sarcomi nelle loro varie forme (liposarcomi, leiomiosarcomi, rabdomiosarcomi, angiosarcomi, fibrosarcomi) che originano in tessuti diversi (nella capsula oppure nelle strutture che circondano il rene).

Nei bambini il tumore del rene più tipico è il nefroblastoma o tumore di Wilms, che può tuttavia presentarsi anche nell'adulto.

Sintomi

Al tumore renale localizzato non corrisponde alcuna sintomatologia specifica.

I sintomi classici di tumore del rene sono tre: una massa palpabile nell'addome, il riscontro di sangue nelle urine (ematuria) e il dolore localizzato a livello lombare, ma sono contemporaneamente presenti solo nel 10 per cento dei casi e generalmente sono espressione di una malattia già in fase avanzata.

Ci sono, poi, effetti più generali sull'organismo quali per esempio la perdita di peso, una marcata stanchezza, febbriciattola, anemia, ipertensione e ipercalcemia. Il segnale più tipico, ma raro, è la presenza di sangue nelle urine.

Una complicanza che talvolta si osserva è il varicocele, ovvero una dilatazione delle vene del testicolo e dello scroto, che può insorgere per compressione o trombosi (ovvero chiusura per presenza di un coagulo di sangue) della vena spermatica.

Il cancro del rene può dare metastasi, attraverso i vasi linfatici regionali o i vasi sanguigni. Le metastasi si trovano principalmente nei linfonodi e nel polmone (nel 55 per cento dei casi), nel fegato e nelle ossa (in circa il 33 per cento dei casi), nel surrene (19 per cento), nell'altro rene (11 per cento), e poi ancora nel cervello, nella milza, nel colon e nella cute. Le metastasi da carcinoma del rene possono essere ubiquitarie e anche molto tardive

Diagnosi

L'esame clinico e la presenza di sangue nelle urine consentono di solito solo diagnosi tardive. Fondamentale per la diagnosi di un tumore del rene è la diagnostica per immagini.

L'ecografia è in grado di distinguere tra una massa di natura solida (più preoccupante) e una cisti (in genere ripiena di liquido), mentre la tomografia computerizzata (TC) o la risonanza magnetica (RM) oltre a distinguere la natura della massa offrono ulteriori informazioni sull'estensione locale della malattia e su eventuali metastasi.

L’urografia è ormai obsoleta e non più utilizzata, perché sostituita dalla TC o dalla RM.

Evoluzione

Per descrivere il tumore del rene, la sua sede ed estensione, nonché il coinvolgimento di altre strutture o organi, si utilizza la classificazione internazionale basata sul sistema TNM o quella di Robson, modificata.

Esiste anche una classificazione per stadio di gravità:

  • stadio I: il tumore è limitato al rene con diametro massimo di 7 cm;

  • stadio II: il tumore è confinato al rene, ma con diametro > 7 cm;

  • stadio III: un tumore di qualsiasi dimensione che ha metastasi linfonodali o che infiltri il grasso perirenale o si estenda all’interno delle vene renali;

  • stadio IV: il cancro si è diffuso agli organi vicini (surrene), ha oltrepassato il grasso intorno all'organo oppure ha dato metastasi a distanza (ai polmoni, al cervello).

Come si cura

L’approccio preferito è la chirurgia radicale, ovvero l'eliminazione dell’intero rene malato.

Solo in caso di neoplasie di piccole dimensioni, confinate al rene, si può optare per la chirurgia parziale che consiste nel rimuovere unicamente il tumore risparmiando il resto dell’organo.

In casi particolari quali malattia bilaterale o neoplasie intrarenali difficilmente aggredibili chirurgicamente, una delle opzioni è l’ablazione della massa renale attraverso la crioterapia, le radiofrequenze eccetera.

In caso di tumore renale che viene diagnosticato già metastatico, la chirurgia citoriduttiva (ovvero l’eliminazione del rene malato) è comunque raccomandata se associata a una terapia sistemica (antiangiogenetici).

Nel tumore renale metastatico la chemioterapia non è più indicata in prima istanza.

Il tumore renale è ricco di vasi e per questo una strategia a volte efficace può consistere nel bloccare l'angiogenesi, cioè la formazione di nuovi vasi che nutrono il tumore. Nei casi avanzati si può ricorrere ai farmaci biologici, in particolare all'anticorpo monoclonale anti-VEGF.

La combinazione di questi farmaci è oggi preferita in caso di tumore renale metastatico.

Le informazioni di questa pagina non sostituiscono il parere del medico.

  • Autori:

    Agenzia Zoe