Tumore del pancreas

Il tumore del pancreas si manifesta quando alcune cellule si moltiplicano senza più controllo e circa il 70 per cento si sviluppa nella testa dell'organo

Ultimo aggiornamento: 31 gennaio 2018

Tempo di lettura: 7 minuti

Cos'è

Il pancreas è un organo ghiandolare di forma allungata, lungo circa 18-20 cm, situato in profondità nell'addome, tra lo stomaco e la colonna vertebrale.

È suddiviso in tre parti: la più grande viene chiamata testa ed è a stretto contatto con il duodeno, quella centrale corpo, e la parte più sottile, che si protrae fin verso la milza, è denominata coda.

Il pancreas produce diversi ormoni molto importanti tra i quali l'insulina e il glucagone (che regolano il livello degli zuccheri nel sangue) e vari enzimi (per esempio la tripsina) che, trasportati dai dotti pancreatici nell’intestino, contribuiscono alla digestione e all’assorbimento dei nutrienti.

Il tumore del pancreas si manifesta quando alcune cellule, nella maggior parte dei casi le cellule di tipo duttale, si moltiplicano senza più controllo.

La parola all'esperto

L'anatomopatologo Aldo Scarpa parla dei tumori del pancreas e degli ultimi risultati della ricerca su questa patologia.

Quanto è diffuso

Nel 2017 sono stati stimati circa 13.700 nuovi casi in Italia, pari al 4 per cento di tutti i tumori di nuova diagnosi tra maschi e femmine.

Per molti anni si è registrata una maggior prevalenza di questo tumore negli uomini, dovuta verosimilmente al loro maggiore consumo di sigarette rispetto alle donne, essendo il fumo un fattore di rischio importante. Oggi le donne fumano quanto e più degli uomini e per questo nelle donne di più di 70 anni il carcinoma pancreatico è tra i cinque tumori più frequenti (al quarto posto, con il 5 per cento dei casi).

Chi è a rischio

Le persone più a rischio sono quelle che si trovano nella fascia d'età compresa tra i 50 e gli 80 anni: il tumore del pancreas è molto raro tra chi ha meno di 40 anni.

I fumatori hanno un rischio che è circa triplo rispetto a chi non fuma.

Altri fattori di rischio, anche se non ancora chiari nei dettagli, sono il diabete di tipo 2 (quello non dipendente da insulina, che in genere si manifesta dopo i 45 anni di età) e alcune malattie genetiche rare quali per esempio la sindrome di von Hippel-Lindau. Anche alcol e caffè sono sospettati di favorirne lo sviluppo, così come alcune esposizioni professionali a solventi di uso industriale e agricolo e a derivati della lavorazione del petrolio.

Esiste inoltre un chiaro legame con l'obesità soprattutto quando il grasso è stratificato sull'addome e quando sono presenti l'intolleranza al glucosio, la resistenza all'insulina e il diabete.

La presenza in famiglia di casi di tumore del pancreas o della mammella o del colon costituisce un fattore di rischio aggiuntivo, in genere riconducibile a specifiche mutazioni genetiche ereditarie, che hanno un ruolo molto importante nello sviluppo della neoplasia. Infine, essendo un organo fondamentale per la digestione, anche la dieta ha un ruolo importante: un'alimentazione ricca di grassi e proteine animali sembra essere collegata a un aumento di rischio.

Tipologie

Circa il 70 per cento dei tumori del pancreas si sviluppa nella testa dell'organo, nella maggior parte dei casi con origine nei dotti che trasportano gli enzimi della digestione. Tale neoplasia prende il nome di adenocarcinoma duttale del pancreas, nome che indica proprio l’origine della neoplasia dall’albero duttale. Al secondo posto vi sono i tumori neuroendocrini, che originano dalle cellule delle isole di Langerhans, le strutture del pancreas deputate alla secrezione di ormoni.

Sintomi

Purtroppo, il tumore del pancreas in fase precoce non dà segni particolari, e anche quando sono presenti, si tratta di disturbi piuttosto vaghi, che possono essere interpretati in modo errato sia dai pazienti sia dai medici. Per questi motivi la diagnosi spesso viene fatta quando la malattia è già estesa.

Sintomi più chiari (variabili a seconda della zona del pancreas dove ha avuto inizio il tumore) compaiono quando il tumore ha iniziato a diffondersi agli organi vicini o ha bloccato i dotti biliari.

Possono così manifestarsi perdita di peso e di appetito, ittero (colorazione gialla degli occhi e della pelle), dolore nella parte superiore dell'addome o nella schiena, debolezza, nausea o vomito. Una percentuale di malati che va dal 10 al 20 per cento può essere colpita anche da diabete.

Prevenzione

È difficile consigliare una prevenzione efficace, dato che non tutte le cause del tumore del pancreas sono note.

È senza dubbio importante non fumare e seguire una dieta ricca di frutta e verdura e povera di alcol.

Le persone che hanno altri casi di tumore del pancreas in famiglia possono sottoporsi a controlli periodici sulla funzionalità del pancreas, del fegato e dell'intestino, soprattutto dopo i 50 anni.

Diagnosi

Quando c'è il sospetto di un tumore del pancreas si possono fare diversi esami per verificare se il dubbio è fondato.

Le forme più moderne di tomografia computerizzata (spirale o elicoidale) sono in grado di rilevare i tumori del pancreas e la eventuale diffusione a linfonodi, fegato e dotti biliari.

Un altro esame importante è quello ecografico, sia esterno, dell'addome, sia interno, effettuato per via endoscopica attraverso lo stomaco e il duodeno.

In presenza di ittero (colorazione gialla della pelle) è necessario controllare se i dotti biliari sono ostruiti e se tale ostruzione è dovuta a un tumore. Per fare ciò si può ricorrere a tre diversi esami: la colangiopancreatografia retrograda endoscopica (ERCP), la colangiografia transepatica percutanea e la colangiorisonanza magnetica. Quest'ultimo è il meno invasivo dei tre esami e permette di ottenere una buona definizione della sede dell'ostruzione; non consente però di effettuare una biopsia per cercare la presenza di cellule tumorali, cosa che è invece possibile con entrambe le altre metodiche.

I malati di tumore del pancreas, inoltre, hanno talvolta un innalzamento dei livelli di una proteina chiamata CA-19-9, che però non è sempre presente e può essere elevata anche a causa di altre malattie o di infiammazione delle vie biliari. Per questo, quando si rileva un valore anomalo di CA-19-9, è bene approfondire le indagini.

Evoluzione

Le cellule tumorali che crescono nel pancreas si diffondono purtroppo con grande facilità ai linfonodi vicini e ad altri organi quali il fegato e i polmoni, oppure possono diffondersi nell'addome dando luogo alla cosiddetta "carcinosi peritoneale".

Inoltre il tumore del pancreas non dà segni di sé fino a quando non ha raggiunto dimensioni notevoli o ostruisce i dotti biliari o vasi importanti. Ciò, insieme alla posizione e ai rapporti dell'organo con gli altri organi dell'addome, rende il tumore del pancreas una delle forme di neoplasia più difficili da diagnosticare in tempi utili e quindi da curare.

Come si cura

Una piccola percentuale di malati di tumore del pancreas (20 per cento circa, cioè un paziente su cinque) viene identificata quando il tumore è ancora localizzato e può quindi essere sottoposta a un'asportazione chirurgica che ha qualche probabilità di successo. L’ intervento è complicato e gravato da rischi, e i risultati migliori si ottengono nei centri specializzati nella cura di questi tumori dove ogni anno viene eseguito un alto numero di interventi di questo tipo.

L'intervento chirurgico è diverso a seconda della localizzazione del tumore. Per i tumori della testa del pancreas è indicato l'intervento di duodenocefalopancreasectomia che prevede l'asportazione in blocco della testa pancreatica, del duodeno, dell’ultima parte dello stomaco e della via biliare. In caso di tumori del corpo e della coda queste porzioni di pancreas vengono asportate in blocco con la milza, senza intaccare organi del tubo digerente.

Purtroppo, queste operazioni, molto impegnative, sono associate a una mortalità che può arrivare al 10 per cento; inoltre non sempre sono possibili, dato che la malattia si diffonde con rapidità.

Dopo l'intervento può essere necessario eseguire una chemioterapia, che rappresenta anche l'unica arma a disposizione, insieme alla radioterapia, per i tumori che non sono operabili. In casi selezionati si può ricorrere anche a una chemioterapia prima dell’intervento chirurgico, cosiddetta neo-adiuvante.

Data la gravità di questa patologia, la ricerca sta attivamente cercando una soluzione. L’impegno del Consorzio Internazionale sul Genoma del Cancro, cui partecipano anche ricercatori italiani sostenuti da AIRC, ha sequenziato l’intero genoma di più di 500 casi e identificato lo spettro di anomalie genetiche e molecolari presenti in questi tumori. Queste nuove informazioni hanno permesso di identificare diversi sottotipi di cancro del pancreas sulla base del profilo genetico, ognuno con mutazioni peculiari con risvolti terapeutici che sono attualmente in sperimentazione. I dati prodotti hanno anche stimolato una intensa ricerca per identificare marcatori di diagnosi precoce dei soggetti più a rischio. Al momento, però, si tratta solo di riscontri di tipo sperimentale.

Alcuni farmaci biologici sono già utilizzati nella terapia di alcuni sottotipi di cancro pancreatico: tra questi gli inibitori della tirosin chinasi come l'erlotinib. Sono in corso alcune sperimentazioni con farmaci in grado di potenziare l'azione del sistema immunitario contro il tumore. Le terapie oggi disponibili in clinica non sono al momento risolutive per tutti i pazienti, ma alcune hanno mostrato di allungare l'aspettativa di vita per diversi pazienti.

Le informazioni presenti in questa pagina non sostituiscono il parere del medico.

  • Autori:

    Agenzia Zoe